A prima vista

Stavi passeggiando con gli amici per le vie del centro quando ti ho notato per la prima volta. Ti sei specchiato nella vetrina del negozio dove lavoro, osservando se il risvolto dei tuoi jeans anni ‘90 fosse simmetrico e contemporaneamente finto trasandato. La cerata gialla aperta lasciava intravedere i pettorali sviluppati, sotto la maglietta bianca a righe bretoni. All’improvviso i tuoi occhi azzurri hanno penetrato il vetro e mi hai visto, marmorizzato vicino al grande bancone di legno, incapace di terminare il movimento che stavo compiendo. Aggrappato al maglione rosso di cotone a maglie larghe, ti scrutavo, sedotto fulmineamente da un insieme di piccoli dettagli che non sono stato in grado di cogliere lucidamente.

Dopo una minuscola manciata di secondi hai distolto lo sguardo e seguito l’amica bionda, dal collo taurino, vestita a fiori. Credevo di averti irrimediabilmente mancato, come uno di quei famosi treni su cui non si sale. Ero ancora intento a maledirmi quando sei entrato in boutique di corsa, come una furia, allungando un biglietto da visita rosa cipria, su cui era stampato il nome di una account social.

Ho un blog! Ricamo magliette. Scatto foto. Stasera sono all’evento del Plastic, promettimi di venire! Dimmi solo come ti chiami!” hai vomitato velocemente.

… Flavio” ho risposto esitante.

Ok. Flavio. Ti aspetto al Plastic, non mi deludere!

Ho annuito con aria poco convinta, tanto era lo stupore. Non ci sono venuto al Plastic, non è il mio posto, ma ti ho scritto su Instagram. L’attrazione che si è manifestata ieri ci è esplosa in faccia, e in ventiquattro ore il mondo mi sembra cambiato. Non ho aspettato la sera, ho ignorato le regole non codificate dei primi appuntamenti. Ti ho dato il mio indirizzo e sperato che decidessi di passare da me dopo la festa.

Hai suonato il campanello svegliando la mia coinquilina, sei entrato in casa arrogante e alticcio, esattamente come mi aspettavo facessi. Ti ho trascinato in camera, con urgenza, affamato.

a prima vista

Ora siamo qui, nel mio letto, perlustro ogni centimetro della tua pelle con la lingua, scivolo velocemente sopra le natiche sode, scolpite dalla bicicletta quotidiana, e le dischiudo dolcemente alla ricerca della corona anale. La schiena ti si irrigidisce, scossa da un fremito di emozione, dandomi il via per iniziare a leccare il buco. Lo inumidisco e cerco di penentrarlo con la punta, ci giro intorno vorticosamente per tornare a puntellarlo. Ti sento vibrare, torturato da questi preliminari, così inizio a infilare un dito e poi due, e la mia eccitazione è talmente forte che il cazzo mi sta esplodendo. Mi sposto e lo appoggio sulla tua schiena, per farti sentire quanto è prepotente la mia erezione. Ti giri di scatto, con gli occhi diventati quasi trasparenti, e in questa piccola sottomissione riveli la sicurezza che mi ha colpito in negozio. Mi implori di sfondarti il culo, ma io sadicamente ti sbatto l’uccello in bocca e lo succhi, lo spremi, lo ingoi fino a farlo scomparire, lo lucidi e te lo strofini sulla faccia, scendi sulle palle, le tocchi con mani abili, sai come soddisfarmi e rendere la ricompensa ancora più grande. È gonfio, ricoperto di saliva scivolosa, entrambi lo guardiamo brillare alla luce. Mi spingi giù, schiena sul materasso, sali su di me e mi allunghi il lubrificante, vuoi che sia io a occuparmene.

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Back Door Relaxing Lube

Back Door Relaxing Lube di Pjur è il lubrificante a base siliconica e a effetto rilassante perfetto per un sesso anale intenso e duraturo. A base di olio di jojoba e privo di benzocaina e lidocaina, è adatto anche per un uso quotidiano, per gli amanti più focosi!

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Dopo aver spalmato dentro e fuori strati generosi di gel, lascio che posizioni il buco del tuo bellissimo culo sopra la mia cappella. Scendi e inghiotti il cazzo, ti muovi agilmente, sali e scendi, ti diverti a giocare con la punta, stuzzicandola, sfregandola. Alterni affondi lenti a piccoli sali scendi veloci e ti tieni l’arnese saldo in mano, per evitare che sbatta ferocemente a ogni balzo. Penso a quando dopo te lo lavorerò per bene, voglio sentire il tuo seme in bocca, scendere caldo in gola. Questo pensiero è talmente travolgente che vengo e tu ti chini su di me, baciandomi appassionatamente.

Sono stravolto, ma trovo la forza per avventarmi sul tuo uccello e, finalmente sentirlo in bocca, toccarlo, menarlo finché la lava bianca esplode sul mio palato e riempie la cavità orale. Assaporo questo succo dolciastro prima di restituirti il bacio con la bocca ancora sporca e di lasciarmi andare alla stanchezza.

Madame Elizabeth del blog lestanzedimadame.com

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