Adolescenza: come affrontarla?

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Hai un figlio piccolo, buono e bravo? Goditelo ora, perché vedrai quante te ne combinerà in adolescenza!

Quante volte vi è capitato di dire o di sentirvi dire una frase così? Spesso. Noi consideriamo l’adolescenza una fase di grandi cambiamenti, e per questa ragione violenta, fuori controllo, vulcanica… come i brufoli. Per fortuna non è del tutto vero. Sappiamo che l’adolescenza è un’invenzione moderna: prima esistevano solo l’infanzia e l’età adulta. Il passaggio dalla prima alla seconda era dato dalla maturazione sessuale: se eri fertile, eri adulto. La teoria dell’adolescenza come fase turbolenta di attivazione delle energie istintuali è di origine psicoanalitica, e la psicoanalisi fu il primo motore degli studi su questa delicata fase della vita. Vediamo insieme cosa accade alle pulsioni…

I bambini sono egocentrici, gli adolescenti no

Più di 100 anni fa Freud, il padre della psicoanalisi, parlò per la prima volta di libido descrivendo come questa poteva orientarsi prima sulla bocca, poi sull’ano… ipotizzando quindi che lo sviluppo psicosessuale si dividesse in orale, anale, fallico, latente e genitale. L’adolescenza corrisponde, secondo Freud, con l’abbandono delle pulsioni orientate a zone erogene parziali (bocca, ano, uretra) a favore di pulsioni sessuali genitali, caratterizzate da cambiamenti “che debbono condurre la vita sessuale alla sua definitiva strutturazione normale. Se finora la pulsione sessuale era prevalentemente autoerotica, ora trova l’oggetto sessuale”. Le pulsioni passano da autocentranti, ovvero caratterizzate da un forte egocentrismo che troviamo nei bambini, ad essere orientate all’esterno, verso l’altro.

Anche i bambini hanno la libido

I primi psicoanalisti ritenevano che durante il periodo di latenza i bambini non avessero pulsioni sessuali. Il periodo di latenza, in Italia, corrisponde grossomodo alla scuola primaria. In effetti tutti noi riteniamo che ciò sia vero, ma quest’ipotesi è stata messa in discussione considerando la latenza solo un costrutto culturale. Oggi si ritiene che i bambini continuino per tutta l’infanzia a fare sperimentazioni sessuali ma che dai 6 anni in su… abbiano imparato a farlo alle spalle degli adulti! Si tratta di giochi o attività assolutamente normali, un classico è il gioco del dottore, create per esplorare il proprio corpo e quello dell’altro sesso.

Gli adolescenti non perdono il controllo

Anche prima della pubertà si sa che cos’è l’amor. L’amore è un sentimento che ci accompagna per tutto l’arco della vita, per fortuna! I primi amori sono privi delle pulsioni erotiche: si ama la mamma, il papà, i fratelli, gli amichetti. I nuovi amori invece sono caratterizzati da una forte presenza di fantasie sessuali e spinte libidiche con il timore di perdere il controllo delle proprie pulsioni. L’intero sistema di difesa dell’Io (ve lo ricordate?) entra quindi in campo per cercare di arginare certi impulsi nuovi ed inaspettati. Per scoprire gradualmente l’altro, per dare vita a relazioni intime e profonde basate sull’affetto e la tenerezza, è necessario tirare un po’ il freno a mano. Immaginiamo la battaglia interna: le Forze Istintuali attivate dai cambiamenti fisiologici versus le Difese dell’Io per controllare la carica pulsionale.

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Quali sono le difese dell’adolescente?

Le difese tipiche dell’adolescenza sono state teorizzate dalla figlia prediletta di Freud: Anna. Lei identificò l’Ascetismo e l’Intellettualizzazione. Il primo è caratterizzato dalla rinuncia ad ogni piacere dei sensi per dedicarsi a più alti ideali religiosi e morali, negando completamente i desideri sessuali. Questo spiega l’interesse, a volte totalizzante e morboso per la politica o l’etica tipico dei ragazzi. Kefiah e maglia del Che. L’Intellettualizzazione invece implica uno spostamento dell’interesse dalle persone amate o odiate alle discussioni intellettuali. In poche parole… farsi le pare. Lei mi ha detto, però allora in realtà intendeva, forse devo considerare anche,… arg! Per gli adulti questi atteggiamenti dei ragazzi potrebbero sembrare fastidiosi, ma dobbiamo comprendere che si tratta di naturali comportamenti messi in atto per non perdere il controllo della propria sessualità. Evviva quindi l’ennesimo sciopero e la più intricata paranoia! Anzi, cogliamo l’occasione e parliamo con loro di quali sono i loro valori che non vogliono mettere in discussione, non si sa mai che, parlando parlando, riusciamo a trovare anche le parole giuste per fare un po’ di sana educazione sessuale!