Alla ricerca del preservativo perduto

Questo week end, un caro amico di ritorno da un viaggio viennese, mi ha portato un pensiero stupendo: foto scattate direttamente al Condom Museum. Non so voi, ma io ho già in mente di fare una capatina quanto prima! Pare infatti che il museo illustri la storia del preservativo dal 1930 ad oggi presentando una raccolta di circa 300 esemplari. Ma la mia sete di curiosità sulla storia del profilattico non era abbastanza appagata e allora… Alla ricerca del preservativo perduto! Come una sorta di Indiana Jones, mi sono immersa nelle notizie storiche che riguardano questo instancabile compagno dei nostri giorni ed ho scoperto aneddoti davvero davvero… Insoliti. Curiosi? Dunque…

preservativo storia 2

I PRESERVATIVI NELL’ANTICO EGITTO

Pare che le prime tracce risalgano all’antico Egitto, dove si utilizzava un sacchetto per il pene tenuto da un nastrino di stoffa al fine di evitare, sotto il tipico gonnelino del tempo, morsi di animali e scottature. Nelle classi nobiliari inoltre, pare ci fossero dei mini preservativi ricavati dagli intestini degli animali che andavano a coprire il solo glande, ed erano utilizzati esclusivamente a scopo sessuale.

I PRESERVATIVI TRA GRECI E ROMANI

Ci sono poi i Greci ed i romani con versioni decisamente scomode ed improbabili. I greci erano più basici e pare si limitassero alle vesciche dei pesci e alle membrane animali. I romani, beh, loro mescolavano creatività, credenze popolari e magia in un mix di strambe creazioni. Tra tutte c’era un profilattico contro gli spiriti maligni intrecciato a mano con i peli di una mula e il “preservativo della vittoria”, fabbricato con pelle e muscoli, ammorbiditi in sostanze oleose, dei nemici caduti in battaglia. Serviva sostanzialmente a difendersi dalle malattie durante i rapporti occasionali delle campagne militari.

I PRESERVATIVI NELL’ANTICO ORIENTE 

Nell’antico oriente i cinesi utilizzavano carte ben oleate, mentre i giapponesi ci davano dentro proteggendosi con il cuoio e le scaglie di tartaruga… Ahia…

I PRESERVATIVI DOPO LA SCOPERTA DELL’AMERICA 

Bandito nel Medioevo perché contro la morale cristiana, il nostro caro preservativo tornò prepotentemente dopo il ‘500, quando dal Nuovo Mondo furono importati tesori e… Sifilide. Fu I’italiano Falloppio, noto per la scoperta della tube nell’apparato genitale femminile, a teorizzare l’utilizzo in campo medico, di un panno di lino avvolto al pene per difendersi dalle malattie veneree.

I PRESERVATIVI NEL SETTECENTO 

Nella Venezia del settecento venivano prodotti sottilissimi preservativi in pelle finemente rifiniti, confezionati a mano dai fabbricanti di guanti. Il noto Casanova ne faceva uso e pare che, tra i fabbricanti più in voga ci fosse John Shakespeare, padre della leggenda letteraria William.

I MATERIALI DEI PRESERVATIVI 

Per secoli dunque, la materia principale per avvolgere il proprio gioiellino è stata l’interiora di animale ammorbidita, trattata e profumata: fino al XIX secolo inoltrato li si produceva anche in casa (spesso con intestino di pecora), riutilizzandoli più volte. Solo alla fine dell’’800 i materiali iniziarono a cambiare: prima la gomma (il primo a sperimentarla fu Goodyear, poi commerciante di pneumatici), poi il lattice ed infine il polisoprene.

DA DOVE VIENE IL NOME CONDOM? 

A tale riguardo, ho trovato diverse risposte, tutte molto interessanti, anche se basate sull’ipotetico. Le più quotate sono tre. La prima fa risalire l’etimologia all’inglese Condum, medico personale di Re Carlo III d’Inghilterra nel XVII secolo. La seconda parla della città francese di Condom, dove i macellai fabbricavano profilattici con le frattaglie dell’agnello. In ultimo, si riconduce il tutto alla parola latina medievale condus “colui che tiene lontano”, riferendosi ovviamente alla sua primaria funzione contro le malattie sessualmente trasmissibili.

Ecco, adesso direi che la mia curiosità è un po’ più appagata. Spero anche la vostra! Non mi resta che prenotare un biglietto per Vienna!