Amore e Psiche: un incontro al buio

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Il mio nome è Psiche, e su di me pende come una spada la profezia che l’oracolo ha rivelato a mio padre: “Tua figlia prenderà in sposo un mostro alato, un fantasma che la farà soffrire eternamente; verrà rinchiusa in un castello in solitudine dove a nessuno sarà permesso entrare e i suoi giorni saranno funesti, poiché ella non potrà mai vedere alla luce del sole il suo sposo”. Sono ancora una fanciulla, odiata dalle mie stesse sorelle per la mia bellezza che le offusca. Come offusca quella di Venere, che giunge a ordinare al figlio Cupido di condurmi in sposa al più misero e orribile dei mortali. Ma la freccia che Cupido scaglia lo colpisce, e lo acceca di passione nei miei confronti. La profezia però non può essere disattesa: vengo condotta in un palazzo regale e splendente d’oro, la mia casa nuziale. Trovo solo una voce ad accogliermi, la voce del mio sposo, che posso solo udire e non vedere, resa cieca dalla benda sui miei occhi. Una voce suadente, che fa vibrare il mio corpo. Vorrei sentirla continuamente, vorrei non staccarmi da quella voce; calma e conforta i miei turbamenti, mi lascia fantasticare sul suo volto, sul suo corpo.

“Eccomi mia amata, non avere paura, abbandonati alla mia voce, abbandonati alla mia carne. Ma ricorda, non potrai mai vedermi. Se rivelerai il mio nome al mondo soffrirai come non mai e i tuoi giorni saranno eterne notti e le notti saranno l’inferno, l’oscurità assoluta. Se invece decidi di custodire il mio segreto, potremo vivere questo amore in eternità, e io sarò il più tenero degli amanti”.

donna bendata

Sento di amarlo, e desidero lasciarmi soggiogare e possedere da quella voce, da quel corpo. Il fantasma s’infila dentro il mio letto, lo sento e lo tocco in tutto il suo corpo. Finalmente le nostre labbra si toccano, il soffio del nostro fiato s’incontra e respiriamo l’uno nell’altra; un bacio senza tempo e senza fine è quello che mi regala. Le sue calde e grandi mani toccano il mio seno, quel seno che più volte i suoi occhi hanno ammirato e la sua voce ha decantato. È lì, sopra di me, sento il peso e l’energia bollente rimasta implosa per molto tempo, e adesso il suo sesso è poggiato sul mio. Accarezza tutto di me e io tutto di lui. Scopro un universo nuovo, il mio tatto sente e trasmette alle emozioni e viceversa, tutti i sensi sono coinvolti, mentre gli occhi possono solo immaginare come sarebbe poterlo vedere e vivere alla luce del sole. Ardenti le sue mani passano sul mio pube e le dita entrano nelle labbra, mentre le mie cosce si aprono e il bacino si muove. Tutto è armonico, oscillano brividi sulla pelle e la carne punge di piacere, le mie mani graffiano, stringono e percorrono la sua schiena, premono sulle sue natiche, e il mio Eros penetra il mio sesso. Gemo mentre il suo movimento trova il ritmo con il mio, inarca la sua liscia schiena e spinge, le mie gambe sono ben legate alla sua cintura e tumultuoso è il nostro dimenarci. Sta per esplodere, come il mio corpo liberato dalla verginità.

La curiosità mi è stata fatale: la voglia di vederlo accanto a me è stata tanta che ho tradito il suo segreto e la fiducia. Cupido è stato punito dalla dea Venere perché mi ha amata in segreto; per ricondurlo a me scalo irti scoscesi, setaccio campagne e chiedo misericordia agli dei più potenti per ritrovarlo, inutili le mie lacrime sui loro piedi…