Andropausa maschile: come si manifesta e come affrontarla

Così come gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, le donne vanno in menopausa e gli uomini in andropausa? Niente affatto: l’andropausa non ha niente in comune con il climaterio femminile (a parte 5 lettere del nome). E non c’entra nemmeno con impotenza o infertilità. Cos’è, perciò?

andropausa

  1. Andropausa = menopausa?

    Se la menopausa ha una precisa collocazione temporale e segna, in modo repentino e spesso turbolento, la fine dell’età fertile di una donna, il termine andropausa indica semplicemente la progressiva e fisiologica riduzione degli ormoni maschili, testosterone in primis, nell’uomo. Dai 45/50 anni in poi, nel maschio inizia a ridursi poco alla volta la quantità di testosterone prodotta in particolare dai testicoli. I sintomi, però, sono estremamente blandi e talvolta impercettibili, e si manifestano principalmente nella sfera sessuale.

  2. Andropausa = bye bye sterilità?

    L’andropausa copre perciò un arco temporale lunghissimo, praticamente la seconda metà della vita di un uomo. Ma come è possibile che un uomo presumibilmente in andropausa possa concepire un figlio? È possibile perché la fertilità non ha niente a che vedere con l’andropausa. Se anche si riduce la produzione di ormoni, la fertilità può rimanere pressoché invariata. Una visita andrologica con esame liquido seminale, noto anche come spermiogramma, può evidenziare una riduzione nel numero e nella mobilità degli spermatozoi, ma solo in età decisamente avanzata (o in presenza di altre condizioni indipendenti dal climaterio maschile) darà come esito una totale assenza di spermatozoi.

  3. Andropausa = impotenza?

    Altro mito da sfatare: anropausa non corrisponde a impotenza. È pur vero, però, che la riduzione dei valori di testosterone può avere delle ripercussioni sulla vita sessuale. Può manifestarsi un calo del desiderio, anche se è il “sintomo” meno probabile. Più facilmente si potrà notare, con il progredire degli anni, una riduzione nella quantità e qualità delle erezioni, una minor potenza dell’orgasmo (sia per quanto riguarda le contrazioni orgasmiche sia per quanto riguarda la quantità del liquido eiaculatorio) e un aumento del periodo refrattario, ovvero il tempo che intercorre tra un’erezione e la successiva.

  4. Andropausa = fine del divertimento (tra le lenzuola)?

    Il fatto che l’apparato genitale maschile perda qualche colpo non significa affatto che il sesso debba andare in pensione. È semplicemente necessario accettare che i ritmi siano diversi da quelli che si avevano vent’anni prima, e approfittare di qualche stratagemma per dare una mano al vostro bell’addormentato. Per esempio chiedendo l’aiutino da casa a qualche sex toys. I migliori? Gli anelli fallici o gli anelli vibranti, che prolungano l’erezione e la rendono più dura (oltre che duratura), ma anche i masturbatori uomo, che permettono di mantenersi in allenamento, e i massaggiatori prostatici, che tengono alla larga l’ingrossamento della prostata (frequente in andropausa) e migliorano potenza e qualità dell’orgasmo!

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