Bagnata

“Mi fai bagnare…”

Me lo hai scritto questa mattina dopo aver visto le foto in bianco e nero… “e ho voglia di saltarci sopra e di leccartelo un po’…”,  hai aggiunto. Ma sai quanta eccitazione provoca nella testa di un uomo una frase così?

 

Ti sento arrivare. Sono nudo ed eccitato, sdraiato nel letto caldo, le candele accese, la luce fioca, il cazzo già duro al pensiero di te.

Entri: indossi la camicia aperta che lascia intuire i seni eretti,  la lasci cadere dalle spalle e come una dea ti poni davanti a me. Ti lasci guardare: sei bella come un quadro rinascimentale, le spalle morbide, i seni piccoli eretti, la pancia dolce, i fianchi generosi, la fica liscia e pronta a donarsi, gli occhi che brillano.

Mi tocco mentre ti guardo, mi masturberei solo guardandoti e godrei solo del piacere che gli occhi mi stanno trasmettendo.

 

Alzi una gamba sul bordo del letto e lasci che la tua mano destra scenda ad accarezzare le grandi labbra e a cercare il bottoncino del clitoride. Senza smettere un attimo di guardarti, prendo l’anello di gomma e ci infilo le palle e poi il pene eretto… Mi piace offrirmi tutto a te, senza vergogne.

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Ti vengo vicino, continui a toccarti mentre con l’altra mano me lo prendi stretto… mi accarezzi le palle, mi spingi sul letto, poi mi vieni di fronte e ti chini inginocchiandoti sopra di me. Rimani sospesa un momento, strusci la punta della mia cappella contro le labbra della tua fica: le sento umide, vorrei spingerlo dentro ma mi tieni fermo, scivolando all’indietro fino a portare la tua bocca all’altezza del mio uccello.

Con la lingua mi avvolgi la punta, scivoli lungo tutta l’asta mentre mi tieni gli occhi puntati negli occhi, arrivi alle palle, le senti turgide e alte, strette nell’anello… Così ti piacciono da matti, apri la bocca e ne prendi una tra le labbra e tra i denti, la stringi, è un dolore leggerissimo da cui passa una carica fortissima di eccitazione. Il pene si fa ancor più duro, passi all’altra palla, la lasci e risali con la lingua fino alla cappella, mi inghiotti e io vorrei spingerlo fino in fondo alla tua gola. Mi succhi vogliosa e mi stringi le palle con forza.

“Sono fradicia” mi dici “e voglio scoparti”. Risali lungo il mio corpo e la tua fica si apre sopra il cazzo che scivola tutto dentro… Ti chini su di me, i tuoi seni mi si appoggiano lievi sul petto, mentre strusci il tuo clitoride contro il mio pube, lasciando che il mio uccello si goda il piacere di averti stringendolo dentro la fica.

bagnata

Continui a scoparmi sempre più vogliosa, finché non resisti più: “Ora voglio godere!” mi dici, e ti sdrai con le gambe aperte di fianco a me, mi prendi la testa e te la porti sulla fica. Infilo la lingua dentro di te, ti sollevo appena il bacino e vengo a leccarti anche l’ano che si apre voglioso, infilo due dita a cercare il punto G mentre succhio le labbra della fica, aprendole e scoprendo il clitoride. Lo stringo tra le mie labbra e lo succhio avidamente.

Poi riprendo a leccarti, tengo un dito infilato nel tuo sedere e ti sento ansimare. Sento le tua  gambe aprirsi nel piacere che ti sta avvolgendo. E ti sento venire, a lungo e ripetutamente.

Non ti lascio respiro: ti faccio girare e te lo infilo da dietro nella fica ancora aperta. Ansimiamo di piacere, godi ancora di avermi dentro e sento finalmente il mio seme che esce a riempirti. Sei esausta, ma appena esco e mi sdraio al tuo fianco mi prendi l’uccello e passi la lingua sulla sua cappella, a berti le ultime gocce di seme tiepido.

 

Sei un sogno avverato.

 

Ventunomarzo

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