Com’è fatta la vagina?

Vive nell’ombra, non si sa cosa faccia di preciso né come sia fatta esattamente: è la vagina, ovvero una parte essenziale ma troppo spesso (mis)sconosciuta dell’anatomia femminile. Addentratevi con noi in un viaggio alla scoperta di struttura, dimensioni e anatomia della nostra migliore amica!

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Anatomia della vagina

Iniziamo con un po’ di anatomia. La vagina fa parte degli organi genitali interni femminili, insieme a utero, tube di Falloppio e ovaie. È un canale di tessuto fibroso e muscolare che collega la vulva (ah, vulva e vagina non sono la stessa cosa? No, e dopo lo vedremo in dettaglio) alla cervice o collo dell’utero. La struttura della vagina è relativamente semplice: è una sorta di tunnel dalle pareti estremamente elastiche e flessibili, più stretto all’ingresso e più largo man mano che ci si avvicina alla cervice. La lunghezza media della vagina è di circa 8 – 10 cm, ma si tratta di una lunghezza che varia da donna a donna, a seconda del momento del ciclo mestruale in cui la si misura e a seconda che sia a riposo o in… attività. Tra le funzioni vaginali, infatti, ci sono sia la penetrazione sia il parto (occasione durante la quale prende il nome di canale del parto): momenti in cui lunghezza e larghezza della vagina possono variare anche notevolmente per permettere il passaggio (o la permanenza) dell’ospite. Quando non è impegnata con penetrazioni o parti, la vagina si occupa delle sue altre funzioni principali: quelle di sostenere il collo dell’utero e l’uretra e di permettere la fuoriuscita del flusso mestruale. Non si può certo dire che sia una fannullona!

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La vulva è un’altra (per non parlare dell’uretra)

Nonostante la sua cruciale importanza, spesso alla vagina non è riconosciuto il ruolo che merita. La parola vagina viene genericamente utilizzata per indicare tutto quello che sta all’interno delle mutande femminili, e quindi come sinonimo di apparato genitale femminile e di vulva. Una ricerca del 2017 di The Eve Appeal, l’ente benefico inglese che si occupa della prevenzione dei cancri ginecologici, ha evidenziato che 1 uomo su 6 non distingue la vulva dalla vagina e 1 su 2 non è capace di riconoscere, in una foto, utero, ovaie e tube di Falloppio. E le legittime proprietarie non sono necessariamente più preparate: una ricerca pubblicata nel 2013 sul Journal of Pediatric and Adolescent Gynecology ha rivelato che il 62% delle intervistate non è in grado di dare il giusto nome ai diversi componenti dei genitali femminili. Ma la vulva è un’altra cosa: la vulva è la parte esterna dei genitali femminili, cioè la parte visibile. Per non parlare dell’uretra: la pipì non esce dalla vagina, care fanciulle, ma dall’uretra, il tubicino che collega la vescica all’orifizio uretrale. Che è un’altra cosa rispetto all’orifizio vaginale, cioè l’ingresso alla nostra cara vagina.

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Vagina e piacere femminile

Abbiamo visto che non esiste una dimensione della vagina “giusta” e che larghezza e lunghezza sono parametri variabili a seconda di diversi fattori. Tra cui l’eccitazione sessuale. Quando sente che l’atmosfera si sta facendo audace, infatti, la vagina modifica la sua forma, passando dallo stato collassato (sì, è un aggettivo un po’ bruttarello, ma vuol dire che parete anteriore e parete posteriore combaciano, tenendo il canale vaginale chiuso) alla sua funzione di organo copulatorio: si allunga e si allarga, sfruttando l’elasticità data dalle pieghe vaginali (un po’ come farebbe una fisarmonica). Grazie all’aumento di flusso di sangue la vagina si lubrifica, pur non avendo ghiandole al suo interno: in suo soccorso vanno anche la cervice, con il suo muco cervicale, e la vulva, con le ghiandole di Bartolini. Aperta, allungata, lubrificata: la vagina è pronta ad accogliere la penetrazione (che si tratti di dita, pene o sex toys). Ma è quindi lei la sede del piacere sessuale femminile? Ni: 2/3 della vagina, quelli più interni, non sono molto ricchi di terminazioni nervose, e non sono perciò granché sensibili. L’orgasmo vaginale dipende tutto dal restante 30% e in particolare dall’area anteriore del canale vaginale a pochi centimetri dall’ingresso: la zona in cui è situato il Sacro Graal del piacere vaginale, ovvero il mitico punto G.

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Importanza di una vagina sana

Ci fa raggiungere l’orgasmo del punto G, ci fa partorire, ospita i nostri più cari amici, sostiene l’utero e l’uretra: la vagina fa davvero un sacco di cose. Ma per poterle fare bene necessita di attenzione e manutenzione. Spesso, un po’ per vergogna e un po’ per ignoranza, si ha la tendenza a trascurare i segnali di malessere che ci invia e a non dedicarle le attenzioni che merita. Per esempio, è sempre buona norma riconoscere i sintomi delle infezioni vaginali e le loro cause: una vaginite, di origine batterica o fungina (aka candidosi), va trattata con attenzione per evitare il rischio di recidive e di complicazioni e per ripristinare la ricca e fondamentale flora vaginale. Ed è buonissima norma, sia per il benessere intimo che per la salute generale, tenere in forma la vagina con esercizi e sollevamento pesi ad hoc. Stiamo parlando della ginnastica pelvica, degli esercizi di Kegel e di tutti gli accessori (palline vaginali in prima fila) che consentono di mantenere i muscoli vaginali tonici al punto giusto. Per evitare il prolasso vaginale e regalare alla nostra migliore amica gli orgasmi che si merita.

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