Come fare sesso quando hai la SLA

Under La Rubrica di Giulia

Il sesso è bello da fare, sempre e comunque, che lo si faccia da innamorati o con uno sconosciuto, che si sia sposati da quarant’anni o appena da un paio, che si sia fidanzati, amanti o semplici amici di letto. Anche se per ognuna di queste situazioni sarà diverso il modo e la tipologia di sentimento, risulterà in ogni caso un gesto naturale e spontaneo.

Per noi, invece, nulla nella vita è più uguale a prima, a quando stavamo bene ed eravamo sani, dato che tutto, ma proprio tutto, diventa complicato o addirittura impossibile. La tendenza quindi può essere quella di avere un atteggiamento di rinuncia. Quello che io vorrei fare è invitarvi (o meglio, invitarci) a non rinunciare a ciò che ci può far bene come per esempio la l’affettività ed la sessualità che, anche se con difficoltà, si può ancora concretizzare. Sì, perché almeno in quella situazione vogliamo sentirci soddisfatti come tutte le altre persone senza per questo dimenticare o sottovalutare gli ostacoli che possono insorgere prima, durante e dopo il rapporto sessuale.

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Alcuni problemi possono risultare comuni a moltissime donne, anche sane, come soffrire di disturbi di secchezza vaginale, che rende dolorosa ed impossibile la penetrazione, oppure infiammazioni nella zona genitale, come ad esempio può essere la cistite, e via dicendo; su queste situazioni non serve argomentare molto dato che esistono non solo antibiotici, creme lenitive ed altri rimedi naturali facilmente reperibili in farmacia o in erboristeria, ma anche una buona informazione.

La posizione giusta

Altri problemi invece, seppur strettamente connessi alla malattia o alla disabilità fisica in generale, sono abbastanza taciuti, forse per alcuni pregiudizi e tabù. Noi, però, non ne abbiamo e ci interessa solamente scoprire il rimedio. La posizione da scegliere durante il rapporto sessuale, ad esempio, dato che, a causa dei nostri limiti fisici, molte sono impossibili. Non tutte però: se è l’uomo ad essere nella situazione di disabilità, la donna può, per esempio, salire a cavalcioni su di lui, con il viso rivolto al partner o volgendogli la schiena, sia da sdraiati che da seduti (sulla carrozzina, in auto, eccetera… Scatenate la fantasia!). Se invece è lei ad essere affetta da SLA, alcune posizioni molto comode e soddisfacenti sono quella nella quale ci si mette sdraiati su di un fianco con lui che ci penetra standoci dietro (cucchiaio) oppure quella dove siamo sedute in braccio al nostro uomo, semplice da assumere se lui si siede di fronte a noi su una sedia senza braccioli, prendendo le nostre cosce ed appoggiandole sulle sue cingendoci poi in vita e tirandoci verso di lui (più semplice a farsi che a scriverlo); inoltre, classico dei classici, c’è quella cosiddetta “a missionario” che ha sempre un suo perché. Attenzione, però, che in questa posizione è facile sentire dolore nella zona inguinale proprio per l’atrofia della muscolatura, quindi è importante dire al nostro compagno che rimanga leggermente sollevato con il busto evitando, così, di gettare tutto il peso del suo corpo su di noi.

Focalizziamoci sui nostri punti forti

Un problema che ha un grande peso, poi, è il fatto di non poter soddisfare l’altro/a totalmente perché non si riesce a toccarlo/a e a toccare certe parti del suo corpo nella maniera più appropriata, appagandolo/a. Come ovviare a questo? Si può iniziare facendo cadere l’attenzione del partner sui nostri punti forti esaltandoli, quindi, se abbiamo un bel seno possiamo indossare una maglietta scollata, se possediamo begli occhi facciamoci truccare in modo da evidenziarli, eccetera. Una volta sistemato l’aspetto estetico passiamo a quello pratico, così se non riusciamo a fare certi movimenti le mani, possiamo soddisfarlo chiedendogli di mettersi in piedi di fronte a noi che, da sedute e molto lentamente, potremmo accarezzare la sua zona genitale con il nostro viso, il nostro collo, le nostre guance e, solo dopo qualche minuto (giusto il tempo di fargli salire la voglia), con la bocca, le labbra e la lingua. A questo punto credo che se ci giochiamo bene questa carta le mani potrebbero addirittura essere un surplus. Ricordate, infine, di creare la giusta atmosfera attraverso sguardi seducenti e stuzzicanti ma anche tramite la musica, delle candele o altri luci soffuse in modo che, psicologicamente, possiate sentirvi “meno nude” nel mostrare un corpo forse ammalato, ma ancora funzionante e godibile!