Come si cura l’anorgasmia?

Under Sessuologia

L’orgasmo è uno starnuto. Ovvero un riflesso involontario difficile da descrivere nel dettaglio e complicato da indurre. Le donne che si avvicinano alla terapia sessuale per cercare l’orgasmo in realtà chiedono a un professionista di far loro guardare il sole e annusare il pepe. Ed è proprio questo che accade nello studio del sessuologo: indichiamo una luce fuori dalle tenebre e aggiungiamo pepe alla vita. Tutto qui.

LO STARNUTO

Ogni donna che ha provato l’orgasmo ne saprà dare una descrizione differente, poiché l’orgasmo non è una risposta meccanica ad una stimolazione. Infatti la percezione può differenziarsi, e di molto, non solo da donna a donna, ma anche grazie alla situazione stimolante. In linea di principio potremmo definire l’orgasmo come una contrazione ritmica dei muscoli che circondano il terzo esterno della vagina. Dopo uno spasmo iniziale ecco l’esperienza soggettiva dell’orgasmo: a volte con delle contrazioni dello sfintere anale, altre volte sono presenti contrazioni uterine, a volte determinano dei crampi dei piedi. Aggiungiamo eventuali rash ed eritemi della pelle, iperventilazione, perdita di coscienza. Insomma, sembra proprio l’elenco degli effetti indesiderati presenti un bugiardino di un farmaco, eppure tutte lo vogliono.

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MI PRUDE IL NASO 

Moltissime donne sperimentano la sgradevole sensazione di non riuscire a raggiungere l’orgasmo, sia da sole che in coppia. Nonostante sia abbastanza frequente, è raro che la mancanza di orgasmo sia dovuta da cause organiche e biologiche, spesso si tratta di motivazioni psicologiche e relazionali. Alcune non l’hanno mai sperimentato in vita (anorgasmia primaria), altre lo trovano fugace: a volte c’è, altre volte si fa rincorrere. Questo fissa molti comportamenti determinati dalla necessità di correre ai ripari: fingere l’orgasmo, rinunciare all’intimità di coppia, accontentarsi dell’eccitazione senza vederla risolvere nella fase orgasmica. Ogni azione riparativa fa entrare la donna e la coppia in un circolo vizioso da cui difficilmente riesce ad uscire: come dire al partner che gli orgasmi non erano reali?

L’ORGASMO SI IMPARA 

Tutte le donne imparano l’orgasmo. A differenza dei maschietti, le femminucce possono provare l’orgasmo già in tenera età perché non è necessario il passaggio alla pubertà per attivare la risposta orgasmica. Lo sviluppo adolescenziale permette agli ormoni di dare grande slancio alla ricerca delle prime sensazioni erotiche, per questa ragione molte donne sperimentano i primi orgasmi in quest’età. Ma nessuna donna nasce orgasmica. L’orgasmo non è una cosa naturale, non viene da sé, non è necessariamente presente se c’è l’amore. La tenerezza, l’amore e l’istinto sono ottimi afrodisiaci, ma non bastano. Ogni donna dovrà imparare a conoscere il proprio corpo ed i segnali anche impercettibili che esso trasmette; dovrà conoscere le proprie fantasie e i propri desideri sessuali e dovrà comunicare a se stessa e al partner le proprie preferenze. Non è un percorso facile: è necessaria fiducia poiché il momento di massimo piacere è determinato anche dalla forza liberante del lasciarsi andare.

ANORGASMIA: PERCHÉ E COME

Perché non riesco a raggiungere l’orgasmo? Domanda a cui è difficile rispondere attraverso una semplice auto-analisi. Infatti potrebbe essere dovuto ad un generale calo del desiderio oppure a difficoltà della fase dell’eccitazione; solo un sessuologo può escludere queste ipotesi costruendo una corretta diagnosi che ricostruisce la situazione attuale determinando quali sono le cause e quali le conseguenze: non ho l’orgasmo perché non ho desiderio oppure non ho desiderio perché non ho l’orgasmo? Un gatto che si morde la coda. Dopo aver determinato le cause il percorso terapeutico diventa in discesa. Generalmente la terapia vorrà rompere il circolo vizioso e ridurre i pensieri, le emozioni ed i comportamenti che causano insoddisfazione e rigidità ed innalzare invece gli stimoli eccitanti favorendo una stimolazione erotica più adeguata. Ovvero indicare la luce ed aggiungere il pepe. Tutto qui, come dicevamo. Di facile risoluzione è l’orgasmo ballerino, quello che a volte c’è ed altre volte si nasconde. In questo caso sicuramente utili saranno gli esercizi di Kegel, ovvero la contrazione volontaria del muscolo pubococcigeo, necessari per focalizzare l’attenzione sulla zona genitale e per rinforzare la muscolatura coinvolta dalle contrazioni orgasmiche. Generalmente è consigliabile anche imparare a coltivare le fantasie sessuali che permettono alla donna di sostituire i pensieri disturbanti. Molte faticano infatti a lasciarsi andare perché la loro mente è concentrata sulla prestazione: sarò abbastanza brava? riuscirò questa volta a raggiungere l’orgasmo? Sappiamo bene che è difficile che una donna riesca a non pensare a nulla (eh!), perciò è consigliabile rimpiazzare queste riflessioni ansiose con delle fantasie che possano facilitare il piacere. Sempre indispensabile è poi la comunicazione di coppia, e non smetteremo mai di ripeterlo!