Contraccezione naturale: come (non) funzionano i metodi più famosi

Che i bambini li porti la cicogna o che nascano per germinazione spontanea sotto un cavolo, al giorno d’oggi, non ci crede più nessuno. Come avviene il concepimento, più o meno, lo sappiamo tutti. Quello che ancora non è chiarissimo a giovani e meno giovani è come evitarlo, cioè quali metodi utilizzare per una contraccezione efficace e sicura. Tra i mille modi per evitare una gravidanza indesiderata resistono ancora strenuamente i metodi che rientrano sotto la definizione di contraccezione naturale: il coito interrotto, il metodo Ogino-Knaus, la misurazione della temperatura basale, il metodo dell’ovulazione Billings. Ma la contraccezione è uno dei casi in cui naturale non vuol necessariamente dire sicuro ed efficace…
Vediamo come (non) funzionano questi metodi.

Illustrazione di cicogna con bebè

Il coito interrotto

Noto ai più come salto della quaglia, il coito interrotto consiste nell’estrazione del pene dalla vagina appena prima dell’eiaculazione, ed è uno dei metodi contraccettivi naturali più conosciuti, utilizzati e… fallimentari. Non è sufficiente, infatti, che l’uomo sia perfettamente in grado di riconoscere l’arrivo dell’orgasmo e di avere il controllo necessario a togliersi proprio sul più bello: durante il rapporto sessuale le ghiandole di Cowper emettono un liquido lubrificante pre-eiaculatorio, che in 1/3 dei casi contiene spermatozoi vivi. Risultato? Una percentuale di fallimento che oscilla tra il 20% e il 30% a seconda delle fonti, aumento dell’ansia da prestazione e dell’eiaculazione precoce e, sul lungo periodo, aumento del rischio di prostatite e varicocele. E, in molti casi, gravidanza indesiderata.

Il metodo Ogino Knaus

Se avete una laurea in matematica, o se siete fanatiche del sudoku, forse forse potreste utilizzare il metodo Ogino-Knauss rientrando nella percentuale di fallimento più bassa, cioè del 10%. Anche seguendo scrupolosamente i calcoli previsti da questo sistema, 9 donne su 100 vanno incontro a una gravidanza indesiderata. Il metodo Ogino-Knaus si basa sul conto dei giorni che intercorrono tra l’ovulazione e la comparsa della successiva mestruazione, che sono 14; il periodo fertile sarebbe così circoscritto tra il 10° e il 18° giorno, mettendo al riparo da concepimenti indesiderati tutti gli altri giorni. Come è evidente, il successo di questo metodo si fonda su un’assoluta regolarità del ciclo mestruale: regolarità che purtroppo rimane vera fino a prova contraria, cioè fino a quando il ciclo, per le più disparate ragioni psico-fisiche, non subisce variazioni.

Il metodo ciclotermico

Il metodo ciclotermico non basa la sua efficacia su calcoli matematici, come il precedente, ma sulla misurazione della temperatura basale. La temperatura corporea, infatti, subisce un calo il giorno dell’ovulazione per poi innalzarsi in fase post ovulatoria a causa dell’aumento di progesterone: una rigorosissima e quotidiana misurazione della temperatura basale (da misurarsi per via anale, vaginale o per bocca, appena sveglie, sempre alla stessa ora, restando a letto, dopo almeno sei ore di sonno), da effettuare ovviamente con lo stesso termometro appositamente acquistato, può rivelare quando avviene l’ovulazione ed è così possibile, di conseguenza, schivare i giorni fertili e fare sesso senza pensieri nei giorni successivi, non più fertili. Oltre a tutto il rigore richiesto dalla misurazione (dimenticatevi di rientrare a casa alle 4 di notte e di dormire fino al pomeriggio del giorno successivo!), perché questo metodo si rivelasse efficace sarebbe necessario che la temperatura corporea non fosse influenzata da altri fattori, come ad esempio un banale raffreddore. Adatto solo a chi ha un sistema immunitario infallibile, mestruazioni regolari e ritmi di vita monastici (e a chi è disposto a non strapparsi i capelli in caso di – probabile – fallimento del metodo).

Il metodo Billings

Il metodo dell’osservazione del muco cervicale, o metodo Billings, è infine un sistema che prevede l’osservazione delle secrezioni vaginali, particolarmente abbondanti e “filanti” in fase preovulatoria. Prima dell’ovulazione, infatti, aumenta la produzione di estrogeni, e con essa la produzione di muco vaginale (lo scopo sarebbe quello di facilitare la risalita agli spermatozoi). Rendersi conto di quando è prossima l’ovulazione, e di quando avviene, può anche in questo caso servire a capire quali sono i giorni più fertili e quali lo sono meno. Come è evidente, il metodo Billings richiede una grandissima capacità di osservazione e di ascolto dei segnali del proprio corpo. Altrettanto evidente è che questi segnali possono variare a causa di molti fattori, soprattutto con ritmi e stili di vita che spesso non permettono una perfetta regolarità dei tempi e delle abitudini. Basta una variazione ormonale et voilà, la fregatura è servita!

Se questi metodi sono considerati in gran parte superati, insomma, qualche motivo c’è. Se avete una relazione stabile, e la possibilità di una gravidanza non sconvolge né voi né il vostro partner, potete provare uno di questi sistemi o una combinazione di essi, tenendo sempre presente che il “rischio pancione” è dietro l’angolo. Per tutti gli altri casi, preferite altri metodi, ben più sicuri e spensierati: uno su tutti il preservativo (classico o femminile!).