Coppetta mestruale o assorbente interno?

“La vispa coppetta avea tra l’erbetta

raccolto l’effluvio a gentil farfalletta…”

(Tratto da “Ode alla coppetta mestruale”)

La coppetta mestruale è una cosa meravigliosa. Lo sanno bene tutte le ragazze e le donne che, dopo averla provata la prima volta, non sono più tornate indietro. Ma, ahinoi, molte fanciulle ancora non la conoscono, o non vogliono provarla perché “oddio ma che schifo, ma quindi il sangue rimane lì?” oppure “bleah, ma non è usa e getta?”. Da estimatrici di questo rivoluzionario strumento, e con lo spudorato intento di convertirvi al culto dell’incoppettamento, vi illustreremo i pro e i contro (anzi no, solo i pro, di contro non ce ne sono!) della coppetta, confrontandola con il superato, ma più femminilmente accettato, tampone interno. E per farlo ne valuteremo comodità e comfort, igiene, ma anche costo (per le nostre tasche e per l’ambiente). Chi uscirà vincitore, secondo voi?

L’assorbente interno è un tampone di cotone o rayon (fibra di cellulosa), dotato di un cordino che lo percorre internamente e che pende dal fondo per permetterne la rimozione. La coppetta mestruale è un dispositivo a forma di calice, realizzato in gomma, in lattice e nella maggior parte dei casi in silicone medicale, con un gambo alla base che ne facilita la rimozione. Sia il tampone sia la coppetta vanno inseriti in vagina, e la prova del nove del corretto posizionamento è il fatto di non percepirne la presenza. Ma siamo sincere: a chi non è capitato di avvertire una fastidiosa sensazione di sfregamento con il tampone, sia durante l’inserimento sia durante la permanenza in vagina? Il materiale di cui è fatto il tampone è infatti pensato per assorbire, ma ciò che assorbe è indistintamente il sangue e le secrezioni, che sono invece indispensabili per l’equilibrio dell’ambiente vaginale. La coppetta si limita a raccogliere il sangue mestruale, lasciando inalterata la flora vaginale e risultando perciò molto più confortevole. Inoltre, esistono moltissime coppette in commercio, di diverse misure e con una consistenza che va dalla super morbidezza alla semi rigidità. Ogni donna può scegliere la coppetta più adatta a sé (e persino sceglierla glitterata, se ha uno spirito da vera dancing queen). 1 a 0 per la coppetta.

Molte donne storcono il naso quando si parla di coppetta mestruale, trovando poco igienico il fatto di dover entrare in contatto con il proprio sangue mestruale. Ragazze, suvvia! Facciamo pace con il nostro corpo, le mestruazioni sono una naturale conseguenza dell’essere donne e sono anche segno che nel nostro organismo tutto funziona correttamente; non sono una cosa sporca e contaminata! E poi, scusate, quando inserite e rimuovete il vostro assorbente interno non avete a che fare sempre con il vostro sangue e con le vostre secrezioni vaginali? La differenza è che la coppetta lo raccoglie, e quindi va svuotata. Ma noi siamo donne tutte d’un pezzo, non ci faremo mica impressionare da un po’ di sangue che scorre nello scarico del wc, del bidet o del lavandino, vero?

coppetta mestruale colorata

E poi parliamo di cose importanti: il cotone e la cellulosa con i quali vengono realizzati i tamponi sono trattati con prodotti chimici sbiancanti, che entrano in contatto con le nostre mucose, con il rischio concreto di lasciare residui nella vagina; le coppette sono realizzate con materiali perfettamente compatibili con la pelle e privi di additivi. Il sangue assorbito nel tampone ristagna (è una brutta immagine, ma è così!), mentre nella coppetta viene semplicemente raccolto: non esiste il rischio di proliferazione batterica che invece esiste, anche se in misura ridotta, con l’assorbente interno (la terribile, seppur rara in relazione all’uso di tamponi, sindrome da shock tossico).  A ogni cambio la coppetta va sciacquata con acqua (e se possibile con detergente intimo), e alla fine di ogni ciclo va sterilizzata in acqua bollente o con apposite pastiglie da sciogliere in acqua. La prospettiva dell’usa e getta vi sembra ancora l’unica percorribile?

Perché una cosa tanto naturale come le mestruazioni dovrebbe essere inquinante per l’ambiente? Eppure è così: una donna utilizza in media venti tamponi al mese, che diventano circa diecimila calcolando l’intera vita fertile. Diecimila tamponi realizzati con processi industriali e sbiancati con sostanze chimiche. Diecimila tamponi che vengono gettati nelle discariche o che fluttuano nelle tubature, impiegando anni per decomporsi. Non vi sembra uno scenario apocalittico? Pensate che utilizzando la coppetta mestruale non produrrete nessun rifiuto. Quella vaginale non sarà l’unica flora a esservi grata!

Una confezione di assorbenti interni non costa molto. Ma provate a pensare a quante confezioni acquistate ogni mese, e a moltiplicarle per dodici mesi all’anno. E adesso moltiplicate per la durata approssimativa dell’età fertile… viene una bella cifretta, vero? Pensate invece che una coppetta ha un costo medio di trenta euro, e un’aspettativa di vita che va dai 5 ai 10 anni. Provate a rifare adesso il calcolo. Passate alla coppetta, e concedetevi senza pensieri la vacanza ai Tropici che pensavate di non potervi permettere!

Pronte a entrare nel club delle incoppettate?