Desiderando te

Mi risveglio, fuori è buio, apro leggermente gli occhi e rischio di rimanere accecata dalla luce della lampada. Mi rendo conto che ho dormito fin troppo immersa nella vasca. Si è fatta sera e la fame si inizia a far sentire, sono già le 19:00. La mia pelle è cotta, sembra quasi che stia per squamare, tolgo il tappo della vasca, mi alzo in piedi e l’acqua scivola via, percorrendo ogni curva del mio corpo. Mentre lo scarico si porta via tutto mi accarezzo insaponandomi.

Quanto vorrei che lei fosse qui con me, sentire le sue mani che mi accarezzano il viso, collo, spalle, schiena e giù fino ai glutei, dove si fermano e stringono. Sì, perché fa così lei, arriva al gluteo, si riempie la mano e stringe, io ansimo. Prendo il doccino e con l’acqua lascio scorrere via il sapone, lo vedo scivolare sul seno delicato, sulla pancia, fino al pube dove col doccino scendo, come farebbe lei, allargo le gambe e un brivido mi pervade da lì per tutti il corpo. L’acqua calda è il giusto compromesso tra la mia eccitazione e i brividi di freddo che mi prendono il resto del corpo.

Decido che ora voglio immaginarla, voglio che lei sia con me, anche se ora non so dov’è, né se mi sta pensando. Magari sì, magari anche lei mi sta pensando.  Richiudo il tappo della vasca, mi siedo e scivolo lentamente con le natiche, alzo la gamba destra piegando il ginocchio e la sinistra appoggiandola sul bordo della vasca, facendo cadere un po’ di sapone sul pavimento. L’acqua sta riempiendo di nuovo la vasca, ora mi arriva quasi a metà coscia, tengo il doccino sul pube in modo che l’acqua riesca sfiorare il clitoride, è piacevole. Ma non come quando me lo faceva fare, mentre lei con le dita mi accarezzava, con la lingua mi baciava e la faceva scorrere fino al mio seno, facendo cerchi circolari intorno ai miei capezzoli e mordendoli con i denti.

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Chiudo l’acqua, appoggio il doccino di fianco e con la mano mi faccio strada tra le labbra, scendo e mi sento umida, eccitata. La sua mano sarebbe ancora sul mio seno, mentre la lingua sarebbe già lì, pronta a stare in apnea per assaporarmi. Mi assaggerebbe tutta e poi, mi bacerebbe, per farmi sentire il mio sapore e quanto sono bagnata per lei. Non resisto, entro dentro e devo ammettere che anche solo pensarla mi provoca un’eccitazione a dir poco coinvolgente.

Le mie dita si muovono sempre più velocemente, il mio ansimare si fa più intenso mentre sussurro il suo nome. Alice, Alice, chissà cosa faresti tu adesso, mi diresti di stare zitta, di sopportare e non fare un fiato perché i vicini non ci sentano, spingeresti più forte e premeresti le tue labbra sulle mie per trattenere i gemiti. Ma io da sola non riesco. Mi sto facendo talmente del male a pensarti che non resisto più, esplodo in un orgasmo che non mi ero mai provocata prima da sola, uno di quegli orgasmi dove la mente non esiste, i sensi li perdi tutti e non c’è più senso, se non quello che stai vivendo. Quegli orgasmi che mi provochi solo tu.

Devo calmarmi, il respiro affannoso e i battiti si stanno placando, apro il tappo e lentamente mi alzo, mi siedo sul bordo della vasca e mi do un’ultima sciacquata per ripulirmi. Mi alzo, mi gira un po’ la testa, esco, appoggio le mani sul lavandino a testa bassa, alzo lo sguardo e mi guardo allo specchio. Il mio viso è stanco, pallido, senza senso. È sintomo di mancanza, di desidero, di voglia di averti qui. Tu che ora mi stringeresti tra le braccia e mi guarderesti mentre ci cucino e mi daresti uno schiaffetto e un bacio sulla natica come ti piace tanto fare, saresti felice, saremmo felici.

Mi asciugo in un asciugamano troppo piccolo, mi rimetto la maglia troppo trasparente e vado in cucina, guardo il telefono e non ho notizie di te. Apro il frigo e svogliatamente prendo del prosciutto e una piadina, di quelle che ho comprato per te e mangio, solo perché il mio fisico ne ha bisogno, solo perché domani ti verrò a cercare.

2019-05-23 MySecretCasehttps://skin.mysecretcase.com/frontend/default/vigoshop/images/mysecretcase-shop-online-piacere-donne.svg https://www.mysecretcase.com/blog/wp-content/uploads/2019/05/desiderando-evidenza.jpg