Disfunzione erettile, una profezia che si autoavvera

Under Gay, Sessuologia

Stregonerie! Qui non raccontiamo sciocchezze, ma stregonerie che ognuno può fare e che funzionano veramente! Stiamo parlando delle profezie che si autoavverano.

Storie di profezie penose

Nella storia dell’Umanità uno dei peggiori malocchi che si sono eseguiti contro l’uomo è quello dell’impotenza.
Già gli Egizi la usavano come una maledizione da scagliare contro i nemici. Nel Medioevo si credeva fosse opera del demonio o delle streghe e necessitava l’intervento di un’esorcista. Possiamo trovare nei trattati di Diritto Canonico varie forme di impotentiae che possono essere validi motivi per sciogliere i matrimoni, ma la più temuta è l’impotentia erigendi, incubo di ogni uomo: pur essendo presente il desiderio sessuale, vi è la costante incapacità a raggiungere o mantenere l’erezione completa.

La parola impotenza implica l’idea che l’uomo non sia adeguato: è quasi una maledizione di cui aver paura. Il timore di non essere all’altezza della situazione sessuale e la sola idea di poter fare cilecca può portare a elevati livelli d’ansia. Immancabilmente quest’ansia provoca l’evento temuto: il crollo del sistema idraulico, un pene flaccido. Un circolo vizioso detto profezia che si autoavvera. La profezia che si autoavvera è quella contorta dinamica della mente che permette la realizzazione di eventi davvero improbabili a partire dal solo fatto di averli pensati possibili. Non sono leggende: Paul Watzlawick racconta che nel 1979, in California, alcuni giornali fecero dei titoli davvero enfatici sulla diminuzione della disponibilità di carburante. I lettori furono (a torto) presi dal panico e corsero a fare il pieno alle auto e a riempire delle taniche per fare scorta. Ebbene, così facendo crearono davvero una mancanza di benzina.

Cosa ci insegnano queste profezie? Che quelli che noi consideriamo solo degli effetti, in realtà sono cause. La paura dell’impotenza causa impotenza. Non solo: se dopo qualche insuccesso che potrebbe essere passeggero, l’uomo perde la stima nelle proprie capacità comincia ad evitare i rapporti sessuali vivendoli sempre più come prove d’esame di cui aver paura.

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Quando il fallo falla

Abbiamo visto che impotenza è un termine molto negativo che causa grandi stress. Ma l’uomo non è assolutamente impotente di fronte all’impotenza! Non è un malocchio o una sfiga! Per questa ragione ora è in atto una rivoluzione linguistica e si chiama disturbo dell’erezione (American Psychiatric Association, 1994).

Sono davvero rari i casi di uomini che non hanno mai avuto un’erezione (disfunzione primaria), invece quasi la metà della popolazione maschile ha sperimentato occasionali e passeggeri episodi di mancanza d’erezione. Si considera un disturbo significativo se colpisce almeno il 25% dei rapporti sessuali. Si prevede un raddoppiamento dei casi nel 2015 rispetto al 1995.

Se nell’antichità questo problema era risolto dagli stregoni, oggigiorno il ruolo è ricoperto dal loro corrispettivo scientifico: medici e psicologi. Infatti attualmente si ritiene che il modo corretto di affrontare il problema sia di tipo multidisciplinare, con l’obiettivo di discriminare le cause psicologiche da quelle mediche e di agire su entrambi i piani in contemporanea.

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Il rimedio del profeta

Il viagra, il cialis, il levitra sono inibitori della fosfodiesterasi5, ovvero farmaci per la disfunzione erettile che funzionano nel 80% dei casi. Questo significa che per 8 uomini su 10 l’assunzione di una pillola e un’adeguata stimolazione portano all’erezione. Ho sentito molte persone credere che la pillolina blu portasse a un’automatica drizzatura del pene, come fosse uno spray per inamidare le camicie, in realtà è assolutamente necessario uno stimolo erotico: almeno una bella sbirciatina al décolleté. La verità è che una buona fetta della cura (il 30%) è data dalla profezia autoavverante (detta anche effetto placebo): sapendo che farà certamente effetto, l’uomo si sentirà più sicuro e diminuendo le sue ansie avrà un’erezione. Il dubbio rimane: sarà l’uomo o il farmaco a fare effetto? Potrebbe l’uomo senza l’aiuto di un medicinale? E se non lo assumesse più, riuscirebbe comunque? Crea una certa dipendenza psicologica?

Spesso il problema non è la mancanza di erezione, ma la mancanza di complicità e fantasia tra i partner quando si trovano di fronte a un pene che fa cilecca. Se il concetto di buona prestazione sessuale è basato sulla sola idea di una penetrazione vigorosa e possente, al primo incrinarsi del sistema vedremo non solo un membro, ma anche una coppia afflosciarsi. Quelle coppie che invece credono che la propria solidità non sia semplicemente quella di un pene, affrontano con piacere il piacere.