Due mistress per uno schiavo

Henry ed io siamo sposati da dieci anni. A detta di tutti siamo una coppia bene assortita, il nostro è un matrimonio felice, e se qualcuno mi chiede qual è il nostro segreto, la mia risposta è una sola: sincerità assoluta.

Henry è sempre stato onesto con me, non ha mai nascosto la sua natura sottomessa, l’inclinazione a essere umiliato, dominato, punito. Naturalmente all’inizio rimasi scioccata da quelle fantasie, ma ben presto capii che se volevo che il nostro rapporto funzionasse avrei dovuto assecondarle in qualche modo. Perciò sono diventata la donna che Henry voleva che fossi, la sua Padrona, una dominatrice severa e inflessibile a cui mio marito deve obbedienza e rispetto. D’altro canto Henry non mi ha mai deluso. Lui mi venera ed esegue ogni mio ordine con cieca devozione. Proprio per questo ho deciso di concedere a Henry una giornata speciale.

In occasione del nostro anniversario di nozze avrei realizzato il suo più grande desiderio, quello di essere dominato da due donne, anzi da due Mistress. Navigando su internet mi ero imbattuta in un forum per amanti del sesso estremo. Lì avevo conosciuto Mistress Helena, una giovane dominatrice che aveva accettato di aiutarmi ad organizzare la serata perfetta. Io e lei insieme avremmo dato a Henry il castigo che meritava.

Il giorno del nostro anniversario, Helena si presentò puntuale a casa nostra. Era proprio come nelle foto, capelli corvini, pelle chiara, con addosso un corto abito in latex che metteva in mostra le gambe lunghissime fasciate da un paio di stivali alti al ginocchio.

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Rivolsi a Helena un’occhiata di approvazione che lei ricambiò, positivamente colpita dal mio completo da cavallerizza che piace tanto anche a mio marito, specialmente quando impugno il frustino. Fu lui a rompere il silenzio, presentandosi a Helena con deferenza.

«Buonasera Mistress. Mi chiamo Henry e sono qui per servire.» Mio marito si avvicinò a Helena. Per umiliarlo gli avevo ordinato di togliersi i vestiti e adesso girava per casa completamente nudo. Non indossava nemmeno le scarpe, ma solo un cravattino nero da maggiordomo.

«Portaci da bere, schiavo» disse Helena.
«Sì, subito.»
«Subito cosa?» Helena scattò verso mio marito e gli tirò un violento schiaffo sulla faccia.
«Subito cosa?» ripeté.
«Sì, subito Mistress…» rispose Henry, e da bravo scolaretto s’affrettò a portarci i nostri drink. Mentre sorseggiavo il mio cocktail Helena mi baciò il collo. Quel gesto eccitò mi marito a tal punto che non poté frenare un’erezione, allora Helena gli tirò un altro schiaffo.

Ero orgogliosa di me stessa e di come avevo istruito la nuova Mistress riguardo i gusti di Henry. A lui sarebbe piaciuto da matti vederci fare l’amore insieme, ma alla vista di un tale spettacolo doveva seguire una punizione, perché questi erano i patti.

«Mettiamoci comode» le dissi. Helena ed io ci mettemmo comode sul divano, e lì cominciai ad accarezzarle il seno. Aveva un seno delizioso, piccolo ma sodo, e capezzoli molto sensibili. Li sfiorai appena e subito diventarono tesi e duri, tanto da sporgere sotto il latex del vestito. Era palese che le piacesse cosa stavo facendo, e volle ricambiare. Mi sbottonò la camicetta e mi aiutò a slacciare il reggiseno.

Paragonato al suo, il mio seno era parecchio abbondante, ma altrettanto morbido. Helena lo afferrò con entrambe le mani e ci tuffò la faccia, leccando e mordendo come una bambina golosa davanti a una torta gigante. Accanto a noi, Henry si godeva la scena. Il suo respiro si era fatto pesante, e ad un tratto lo vidi che si teneva il pene tra le mani e iniziava a masturbarsi. La cosa non sfuggì nemmeno ad Helena che, senza preavviso, gli diede uno spintone, mandandolo a terra.

«Stammi a sentire, schiavo» gridò. «Siamo noi a dire quando e se puoi toccarti.» Helena si alzò in piedi e gli piantò il tacco dello stivale in pieno petto. «Resta giù e non ti muovere. Puoi guardare se vuoi, ma niente altro.»

Henry la fissava con gli occhi sbarrati. Poi si voltò verso di me, e il suo viso aveva un’espressione così intensa, così riconoscente, che me lo fece amare ancora di più. Mi sentivo eccitata come mai prima d’ora, perciò mi liberai della camicia e dei pantaloni da cavallerizza, e nuda mi sistemai a cavalcioni sulla faccia di Henry. Le sue labbra ora toccavano il mio sesso e sapevo che lui stava solo aspettando il mio ordine.

«Leccami, schiavo» dissi. «Ma non toccarti. Non venire senza il mio permesso.»

Ho abbassato il bacino e mi sono lasciata cadere su di lui. Allora Henry ha iniziato a leccarmi il clitoride. La sua lingua era così calda, sentirla dentro di me mi dava i brividi, ma c’era anche qualcos’altro che mi faceva andare su di giri: sentivo gli occhi di Helena puntati addosso.

«Vuoi unirti alla festa?» domandai. Lei non se lo fece ripetere due volte. In piedi di fronte a me, sollevò il vestito fino alla vita. Non portava mutandine, così il suo sesso era proprio all’altezza della mia faccia. D’istinto tirai Helena verso di me, e le diedi un assaggio di quello che mi stava facendo Henry. Lui strofinava la sua lingua dentro me, io strofinavo la mia dentro Helena, copiando ogni movimento. E quando Helena venne, così feci io. Chiusi gli occhi, gettai la testa all’indietro, e mi lasciai travolgere dall’orgasmo.

«Per favore posso venire anche io?» supplicò allora Henry.

«No!» rispondemmo in coro io e Helena. Ma dopo ci siamo guardate in faccia e lei ha detto: «Coraggio, in fondo è il vostro anniversario…» Henry piagnucolò qualcosa. La sua erezione era più vigorosa che mai, e fui d’accordo che era un peccato sprecare tanta energia.

«Mi hai convinto, schiavo. Meriti una ricompensa.» Afferrai il suo pene con tutte e due le mani e cominciai a scuoterlo in maniera vigorosa, donandogli sollievo, ma anche un po’ di dolore. Dalla gola gli uscì un grido inarticolato, preludio al piacere che stava per esplodergli nelle viscere. E quando finalmente diedi a Henry il permesso di venire, lui riuscì a pronunciare solo la parola “grazie”. Grazie Mistress.

Cristiana Danila Formetta è scrittrice e blogger. Scopri i suoi libri su http://author.to/CristianaFormetta

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