Quanto dura in media un rapporto sessuale?

Lui è venuto presto, prestissimo, e tu sei già lì, appoggiata alla testiera del letto, a chiederti come mai. Era sovraeccitato? Non si masturba da giorni? È stressato? Soffre di eiaculazione precoce? Ha qualche problema alla prostata? Ma poi… presto quanto? La verità è che è difficile misurare la durata media di eiaculazione perché o gli interessati mentono spudoratamente sulla loro performance o non riescono a quantificarla perché, effettivamente, hanno di meglio da fare che tenere il cronometro in mano.

Il miglior studio mai effettuato sul tempo medio di eiaculazione della popolazione ha coinvolto 500 coppie provenienti da tutto il mondo che per quattro settimane hanno tenuto il tempo dei loro rapporti. La cosa interessante è che hanno cominciato a cronometrare dall’inizio della penetrazione e finito all’inizio dell’eiaculazione, dando per scontato che per “rapporto” si intendesse solo la penetrazione e non i preliminari.

durata-media-rapporto-evidenza

Quanto durano gli uomini in media?

Le risposte? Le più disparate, da un minimo di 33 secondi a un massimo di 44 minuti. È chiaro, quindi, che non esiste una durata “normale” per fare sesso, anche se la media (mediana, tecnicamente) è stata di 5,4 minuti. Altri dati interessanti riguardano l’uso del preservativo e la circoncisione, che non inficiano minimamente sul tempo. Il Paese d’origine, invece, ha dato risultati diversi: la Turchia segna 3,7 minuti a fronte dei 6,2 di Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. Contrariamente poi a quello che si pensa, più la coppia è longeva più il rapporto è breve.

Perché la durata conta?

Dal punto di vista evolutivo, è assolutamente inutile che un rapporto duri più di quei pochi secondi che bastano ad eiaculare e fecondare l’ovulo. Beh, però è divertente, non basta? Ebbene no, all’evoluzione della specie non interessa che sia piacevole: anche se ci piace mangiare, non mastichiamo ogni singolo boccone per 5 minuti solo per far durare più a lungo il piacere. Sarebbe inefficiente, motivo per cui l’evoluzione ce lo ha reso noioso quando non addirittura disgustoso. Perché allora la durata è così importante?

Occhio che la spiegazione è molto poco romantica. Uno studio del 2003 effettuato attraverso peni, sperma e vagine artificiali, ha dimostrato che le “spinte” durante la penetrazione servono a eliminare eventuali residui di seme precedente, assicurando che siano i propri spermatozoi – e non quelli di un altro – a raggiungere il traguardo. Ecco perché per un uomo è doloroso continuare a penetrare dopo essere venuto: in quel caso si rischierebbe di “remare contro” il proprio stesso seme, rimuovendolo prima che abbia portato a termine la missione.

Evoluzione a parte, la vera questione è: se lui viene troppo presto, noi quando veniamo? Il nostro orgasmo – o forse dovremmo dire “i nostri”? – è molto meno automatico di quello maschile per cui abbiamo bisogno di più tempo, cure, atmosfera, giusta disposizione d’animo. Diciamo quindi che non c’è una durata giusta per la scienza, ma per il piacere sì. Ed è quella che basta a darlo ad entrambi. Siano 5 minuti o 50.

2018-08-07 MySecretCasehttps://skin.mysecretcase.com/frontend/default/vigoshop/images/mysecretcase-shop-online-piacere-donne.svg https://www.mysecretcase.com/blog/wp-content/uploads/2018/08/durata-media-rapporto-evidenza.jpg