E tu che “Sneet” sei? Ecco chi sono i nuovi single

Under Sessuologia

Secondo un’analisi dei dati del censimento Istat 2015, i single italiani sarebbero quasi 7 milioni e 700 mila, il 41% in più rispetto a quindici anni fa.

Se a New York City 3 abitanti su 5 sono scapoli e nubili impenitenti, nelle grandi città italiane la situazione non è molto diversa. Rispetto al 2001 il numero dei single è quasi raddoppiato a Roma, dove erano il 28% nel 2001 e sono oggi il 47,5%, oppure a Milano dove dal 32% del 2001 si è passati oggi al 52,8%. Una tendenza che nel Centro e Nord Italia è più marcata rispetto al Sud, dove i single sono in numero minore rispetto a chi ha una relazione stabile. A Milano oltre la metà delle 719 mila famiglie ha un solo componente: i singoli sono 379 mila, oltre il doppio delle coppie (164 mila), mentre a Roma i single sono addirittura 655 mila. In numeri assoluti è dunque Roma la città dei single, seppure in termini di percentuale sia Milano (52,8%) a superare la Capitale (47,5%). Va però sottolineato che circa un terzo della popolazione urbana mondiale vive sola. Nelle grandi città sono soprattutto le donne ad essere single arrivando a sommare il 58% del totale, mentre gli uomini sono il restante 42%.

sneet

La “singletudine per scelta” appare essere sempre meno una condizione transitoria: sono, infatti, sempre di più le persone che non fanno nulla per cercare l’amore o per rimboccarsi le maniche per iniziarne una nuova storia quando quella precedente finisce. Tanto che dai paesi anglosassoni arriva un acronimo per identificare questa categoria, in forte crescita di persone quasi ostili allo stare in coppia. Si tratta degli Sneet: Single Not in Engagement, in Expecting, in Toying. Cioè i giovani non fidanzati, non interessati a fidanzarsi e neppure a farsi una storiella. Quasi a voler parafrasare l’acronimo Neet – quello sui giovani che non studiano, non lavorano, non cercano un impiego, cioè che sono Not in Education, in Employement, in Training.

Esistono diverse categorie di Sneet:

1 – Gli Sneet di Ritorno: coloro che escono da relazioni tormentate e sofferenti e hanno bisogno di “disintossicarsi”.

2 – Gli Sneet Rassegnati: sono invece coloro che non credono più nell’amore o, in generale, nelle relazioni interpersonali.

3 – Gli Sneet Cronicizzati:  quelli che hanno superato la mezza età dopo aver vissuto una vita piena di relazioni e amori e ora, senza rimpianti preferiscono godersi i privilegi di una vita monoporzione.

4 – Gli Sneet Condannati: quelli che non hanno mai avuto una relazione sentimentale significativa.

Circa un terzo degli Sneet vive ancora a casa con i genitori. Ad alzare questa percentuale sono soprattutto gli uomini (54%), mentre le donne sono più indipendenti (46%). 

Oltre un terzo dei single (36%) è invece “single di ritorno”, persone che prima erano in coppia o addirittura sposate. A contribuire all’aumento del loro numero è stato il boom di separazioni e divorzi raddoppiati negli ultimissimi anni. La fotografia del “single di ritorno” tipo è ben precisa: età media 42 anni, un lavoro stabile e un rapporto importante alle spalle, sia esso un matrimonio o un fidanzamento pluriennale. Quasi 2 single su 3, invece, non sono mai stati a lungo in coppia. Questa tipologia di single è distribuita prevalentemente al Centro e Nord Italia, mentre al Sud sono pochi a non avere mai sperimentato relazioni durature.

I single sarebbero poi ancora “vittime” di una serie di stereotipi negativi. I ricercatori dell’Università di Santa Barbara hanno analizzato tutta la letteratura scientifica in materia, più di 800 studi. Dal loro lavoro di revisione è emerso che i single tendono a dare più valore al proprio lavoro e che sono più in contatto con i genitori, fratelli, amici, vicini e colleghi di lavoro. Inoltre hanno un senso di auto-determinazione più marcato e sono più propensi a sperimentare un senso di continua crescita e sviluppo come persona. In generale, però, i single non hanno una grande progettualità nel domani, preferiscono divertirsi oggi piuttosto che pensare a medio e lungo termine. Sarebbero poi meno inclini a sperimentare emozioni negative rispetto a persone con una relazione di coppia stabile. Quanto agli studi che sostengono come sposarsi renda le persone più felici, sane e meno isolate, questi lavori non sembrerebbero “metodologicamente in grado di dimostrare tali affermazioni”. In sintesi la ricerca lancia un messaggio: “non c’è un progetto di vita più di successo rispetto a un altro”.

Ma a chi interessano le abitudini dei single? Presto detto: gli scapoli rappresentano una fetta di consumatori molto interessante e disponibile a spendere. Ecco allora che la grande distribuzione, la agenzie di viaggi e i siti di dating, li studiano attentamente. Ad esempio, secondo una ricerca di mercato, gli Sneet in media ogni mese spendono 320 euro per i prodotti alimentari, il 71% in più di chi sta in famiglia.