Erotomania: quando l’ossessione d’amore va oltre

Erotomanìa [composto di eroto- e -mania, dal greco Ἐρωτομανία «amore insano»] – Delirio psicotico in cui il paziente (quasi sempre una donna) è convinto di essere amato da una persona (generalmente di ceto sociale più elevato) che spesso conosce appena.

Noi a dieci anni con Di Caprio? No, quello era solo l’amore della nostra vita. Non corrisposto, certo, ma solo perché eravamo piccole e Los Angeles era un po’ fuori mano. In ogni caso non pensavamo – vero? – che ci mandasse messaggi subliminali dal red carpet, ma solo che se solo lo avessimo incontrato per strada, a diciotto anni, parlando inglese fluente e avendo perso nel frattempo 15 kg , allora sì, sarebbe stato bellissimo. Insomma oh, sceme sì ma non erotomani.

L’erotomania, anche detta sindrome di Clérambault dal nome dello psichiatra francese che ne scrisse per la prima volta su “Les psychoses passionelles” nel 1921, può prendere forme diverse a seconda dell’intensità e della fase del delirio: nell’85% dei casi si risolve in una mera fissazione senza conseguenze e solo in rarissimi casi si traduce in episodi di stalking o persecutori in generale. Ma quindi è uguale a un amore non corrisposto? Non proprio.

Come riconoscere l’erotomania dall’amore adolescenziale

Alzi la mano quella fortunella che non ha conosciuto il tormento di andare dietro ad un ragazzo ritenuto irraggiungibile, almeno tra i 12 e i 18 anni (che spesso diventano 19, 20, 21, 30, 40). Questo fenomeno, in realtà, è assolutamente normale in età adolescenziale perché rappresenta una prima forma di desiderio sessuale senza però la minaccia – avvertita ancora come ansiosa e imbarazzante – di un contatto reale. Ecco allora che ci si rifugia nel cosiddetto amore platonico, tanto più forte e appassionato quanto la persona desiderata è inarrivabile. Chiunque poi non riesca a fare il salto verso una relazione vera, concreta, quotidianamente vissuta, anche una volta superata l’adolescenza, deve sicuramente fare un lavoro su di sé per capire cosa non va, ma questo non basta a fare di lui un erotomane.

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Come riconoscere l’erotomania dallo stalking

L’erotomane prova un amore romantico: il possesso non le interessa, le basta credere che lui la pensi, che la voglia, che tutto quello che dice e che fa sia in funzione di lei, che per ragioni più forti di lui sia impossibilitato a dichiararsi, ma che in realtà lei sia il su chiodo fisso. L’erotomane è paranoica e certamente ossessivo-compulsiva, ma non violenta. Inoltre, la storia che pensa di avere è e sarà sempre nella sua testa e tutto sommato le va bene così. Non perseguita, piuttosto fa in modo di aumentare le possibilità di un incontro con l’amato per poi attribuirlo al volere del destino. Quello dello stalker, invece, è l’ultimo violento e disperato tentativo di riportare a sé una persona di cui non accetta o non ha accettato il rifiuto e si traduce in una serie di azioni persecutorie che inducono la vittima in uno stato di perenne angoscia, paura e prigionia. È una pratica violenta e reiterata nel tempo che richiede un intervento immediato, di protezione della vittima e di cura/reclusione dello stalker. In Italia più che altrove, lo stalking assume i connotati di una vera e propria violenza di genere: secondo un recente studio dell’Unione Europea, il 9% delle donne italiane è stata vittima di stalking, praticamente 1 donna su 100. Una vera emergenza sociale.

Ossessione d’amore, quando è normale

Stalking a parte, a tutti può capitare, in certi momenti della propria vita, di nutrire delle vere e proprie ossessioni d’amore. L’importante è riconoscerle come tali, aspettare che il tempo faccia il suo corso e non ostinarsi a ledere la libertà dell’altro. Lui o lei non vi vuole? Non importa perché, di chi è la colpa o quando e se tornerà: c’è tutto un mondo là fuori, sicura di voler perdere il tuo tempo?

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