Estate d’amore? Regalatevi una “lucciolata”!

Sempre più rare, le lucciole, eppure ultimo residuo, magico e arcaico, di una poesia che il progresso con le sue reboanti città caliginose rigetta e spazza via.

A meno che non si abiti in aperta campagna, magari su una collina molto lontana dal resto, vederne qualcuna sta diventando così difficile da averle rese, invece di un semplice evento naturale, una piccola epifania di sublime. Una lucina intermittente ti vola attorno piano piano per poi cambiare rotta e tornare sui rovi, tra gli alberi, e tanto basta a commuoverti, a farti sorridere, a volerle rincorrere tutte per metterle in un barattolo di vetro come si vedeva fare d’estate con i grilli. Ecco perché andare alla “lucciolata”, evento cittadino organizzato in giorni precisi per assicurare l’incantevole visione, può rivelarsi l’esperienza più romantica da condividere d’estate con il proprio fidanzato. Specie se non si ha la fortuna di abitare al mare.

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Se non vi risulta che dalle vostre parti organizzino iniziative del genere, provate ad andare nel bosco, al lago, in mezzo al verde più vicino, purché ci sia il buio più fitto e il clima sia quello giusto: le lucciole si illuminano solo un mese all’anno, quello con la temperatura migliore per il loro accoppiamento. Nella maggior parte dei casi si tratta di maggio-giugno, caldi ma ancora miti, altrimenti ad agosto, ma solo in montagna. Le lucciole infatti s’illuminano per richiamarsi, per segnalarsi a vicenda di essere disponibili ad una notte d’amore. Le femmine, dalle ali più fragili e sottili, non riescono a volare, per cui aspettano pazientemente, adagiandosi supine sui rami e sulle foglie, di essere notate dai maschi, gli unici a spiccare il volo. L’inquinamento atmosferico e delle acque, soprattutto lacustri e fluviali dove l’umidità è massima e le lucciole abitano più volentieri, le sta portando ad estinguersi, al punto che se prima degli anni Sessanta le si poteva vedere ovunque e per tutta l’estate, adesso è praticamente impossibile a meno di individuare un posto che abbia le caratteristiche perfette per accoglierle.

Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c’erano più. Sono ora un ricordo, abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpianti di una volta”, scriveva Pasolini in un suo celeberrimo articolo del Corriere sulla scomparsa delle lucciole (anche se intendendole come semplice metafora di un irrimediabile cambiamento culturale e politico).

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Non aveva tutti i torti. Assistere allo spettacolo di centinaia di luci che come piccolissime fiaccole o aeroplanini volteggiano nell’aria, tra gli alberi, sulla superficie dell’acqua e tra i canneti anticipando di qualche mese la magia delle stelle cadenti di San Lorenzo, è un’occasione imperdibile da cogliere subito, prima di dover aspettare un altro anno. Provate a sorprendere la vostra dolce metà accompagnandola di sera tra i boschi o ad una vera e propria “lucciolata”, meglio ancora se appena dopo il tramonto ed in prossimità di specchi d’acqua: potrebbe riscoprire l’entusiasmo di quand’era bambina e volerle avvistare tutte, una dopo l’altra. Se poi l’entusiasmo lascia spazio a dolci ed emozionanti momenti d’intimità al chiaro di luna e lucciole, ancora meglio.

L’importante, per far sì che la vostra storia diventi memorabile, è cercare di arricchirla con esperienze unicamente ed indissolubilmente legate a voi, in alcun modo riconducibili ad altre persone. Già il solo ricordo di una serata del genere e del fatto che sia stata merito vostro, renderà il vostro partner fiero e felice di avervi a fianco.