Si può far felici le persone vendendo “cazzi di gomma”? Sì, papà, sì!

Alle 20.20 dopo più di un’ora di conversazione chiudo la telefonata con Cesare. Sono commossa e serena perché i clienti così sono davvero la mia più grande vittoria. Cesare, però, è ancora più speciale. È un uomo dalla voce mite ed educata, ha più di 60 anni, sposato e mi chiede informazioni sull’uso delle palline anali. Inizialmente gli do delle informazioni “banali”, da classico customer care per intenderci: “qual è la qualità migliore”, “qual è la grandezza giusta” e bla bla bla. Poi mi chiede di aspettare al telefono per prendere il blocchetto dove si era appuntato, in un inglese stentato, qualche nome di anal toys che gli era rimasto impresso. Faccio fatica a stargli dietro, storpia la pronuncia di tutto ma mi fa sorridere perché ci prova e ci riprova. Continua a parlare di sesso anale con disinvoltura ma con una delicatezza rara e senza mai pronunciare la parola “godere”.

È discreto, rispettoso; nel suo dilungarsi c’è chiaramente una voglia di condividere, ma percepisco imbarazzo dal cambio di voce. Del resto sta parlando ad una donna, anzi, ad una donna di 30 anni più giovane di lui, e poi, diciamocela tutta, sta mettendo in discussione la sua identità sessuale con tutte le paure del caso, tra cui, la più grande, quella di essere gay.

Allora inizio a parlare del massaggio prostatico, delle geishe che lo facevano ai propri uomini come massaggio benessere, della consapevolezza del proprio corpo e di quanto faccia bene. Non voglio certo fare la maestrina, ne sa sicuramente più di me, ma ci tengo davvero che la conversazione vada avanti. Gli dico che solo le persone intelligenti riescono a capire quando il corpo dà nuovi messaggi. Cesare allora capisce, perché intelligente lo è davvero. È quel tipo di persona che ti insegna qualcosa della vita, che si fa domande e che non mette limiti di età o di estrazione sociale. Il problema è che la geografia, l’età ed il contesto in cui viveva questi limiti glieli avevano messi per una vita intera.

Continua a raccontarsi senza mai parlare esplicitamente di “sesso anale”, eppure Cesare, a 60 anni suonati, ha appena scoperto quanto meraviglioso possa essere e quanto piacere sia in grado di dare il punto P. Da giorni si accarezza – queste le sue parole – per dare sfogo alla libido che non riesce a gestire. La conversazione si fa più profonda, non c’è più una signorina che risponde gentilmente alle domande di un suo cliente, ma solo umanità.

Mi regala un grandissimo momento di tenerezza e comincia a parlare della sua nuova pratica. Racconta di aver perso la libido a causa di una malattia, non capisco, poi si spinge oltre e mi dice che da anni assume psicofarmaci. Mi chiedo per mille fottute volte il motivo, ma non ho il coraggio di domandarglielo. È giusto così, non è mio compito toccare un ambito così delicato, c’è già troppa carne al fuoco. È che mi sembra così strano che lui assuma queste pillole, eppure, conoscendo gli psicofarmaci, penso che forse siano proprio loro a dargli tutta quella stabilità, nei modi, nella voce, con gli altri.

Cesare vuole rispondere ad un suo desiderio e bisogno e più lui ne parla e più io ho voglia di ascoltarlo. Scrivo, ma è davvero difficile esprimervi il garbo con cui Cesare parla pur di non infastidirmi e di prendersi il suo spazio. Aveva “confessato” questo suo modo di masturbarsi al suo medico, uno stronzo che lo aveva fatto sentire pazzo, inadeguato, anche un po’ gay, come se questo per lui fosse il Male. Vorrei cancellarlo dall’albo in questo preciso istante, Cesare, invece, non lo giudica. Fortunatamente la vita premia le persone come Cesare, sì, perché la sua psichiatra gli ha poi consigliato la stimolazione anale e, indovinate un po’, gli ha parlato di sicurezza e sex toys. Genio.

Decidiamo i prodotti da “neofita” – come lui si definisce – li vuole tassativamente tutti neri, gliene levo addirittura qualcuno, visto che ne ha scelti troppi. Torno ad essere la signorina del customer care, compilo i dati di spedizione, ecc, ma ancora non ho voglia di agganciare. Gli chiedo della moglie, lui mi dice che ne è a conoscenza e così gli propongo di coinvolgerla, di lasciare che anche lei usi gli anal toys su di lui. Mi sembra contento del consiglio. Ci salutiamo dandoci un appuntamento telefonico tra qualche giorno. 

Lo so, Cesare forse non leggerà mai questo racconto, ma io glielo dico lo stesso: grazie!

Quindi papà, che ridi sempre tanto quando ti dico che si può fare qualcosa di grande anche vendendo “cazzi di gomma”, ti dico che sì, si può. E al prossimo “business man” che mi snobba quando dico che il customer care lo voglio fare io o che addirittura non crede che si possa instaurare quel rapporto online con il cliente di cui io vado tanto fiera, dirò di leggere questa microstoria meravigliosa. Alla fine della telefonata Cesare mi dice che è la prima volta che trova una persona così. Ora vado a letto felice, assonnata e ancora più sicura del fatto che MySecretCase abbia qualcosa in più.