Filmato hot

Sono al terzo giro di spritz a stomaco vuoto e mi sento ridere come una gallina mentre flirto con un tizio in giacca e camicia di jeans. Chi cazzo è questo? Penso. O forse lo dico ad alta voce, perché vedo sul suo volto una smorfia strana. Ah no, è il tramezzino che gli cade dalla bocca mentre mastica a bocca aperta. Che classe.

Perché non vedo in giro B.? Di solito bazzica qui, in questo locale.

Come avrà detto di chiamarsi questo sfigato?

Che lavoro fai tesoro?” gli chiedo fintamente incuriosita.

Sono un medico, mi sto specializzando in radiologia”.

Sfigato. “Ah, interessante. A che anno sei?

Sto finendo il terzo”.

Ti va di uscire da qui e farci un giro?” gli chiedo per evitare di ascoltare la storia della sua vita.

La luce del lampione fuori dal locale mi acceca per un istante, ma appena la vista si abitua lo osservo meglio. Ha i capelli biondicci, leggermente mossi, più lunghi davanti e la nuca rasata. Mi si bagna già la figa, perché assomiglia a uno dei cantanti che ascoltavo quando avevo tredici anni. È carino, alto e non è avvocato. Tutti punti a suo favore.

Ognuno inforca la sua bici, tanto abitiamo entrambi dentro le mura della città e lo seguo fino al suo appartamento, che condivide con altri specializzandi. Fortunatamente ha una stanza da solo, che non è nemmeno un porcile come temevo.

Giacomo è un tipo tontolone e tranquillo, è carino ma ha passato troppo tempo sui libri per sapere di esserlo. Si agita nella camera, raccogliendo da terra vestiti, che si limita a stipare sullo schienale di una sedia mentre mi chiede se ho sete, fame, voglia di sedermi e – apparentemente senza interesse – che lavoro faccio.

Ho finito il praticantato da avvocato, sto aspettando di dare l’esame di abilitazione”.

Ah figo, la mia famiglia è composta da avvocati, io sono la pecora nera che ha scelto medicina. Mio padre era così deluso al pensiero di lasciare lo studio di famiglia in mano a degli sconosciuti che non mi ha parlato per un mese”.

Sfigato, l’ho detto che è sfigato e adesso aggiungo stronzo. Maledetto stronzo con lo studio legale pronto e infiocchettato. “Sei stato coraggioso”.

Sì, senza nessun aiuto è tosta”.

Trattengo le considerazioni su questo ultimo e triste commento, chiedendomi perché voglio trombarmi questo futuro radiologo e, come un lampo, ricordo B., il nostro penoso rapporto e quell’inquietudine lacerante che non mi abbandona mai. Giacomo mi serve, devo distrarre la testa, tenere i pensieri occupati e sperare che il bambinone biondo ci sappia fare sotto le lenzuola.

Interrompo bruscamente la sequela di convenevoli e di temporeggiamenti prendendo l’iniziativa. Mi avvicino a lui impedendogli di andare in cucina a prendere da bere e intercetto il suo sguardo. Lo bacio e lentamente lo spingo verso il letto. Non ricevo alcuna resistenza, anzi, percepisco una valanga di desiderio represso crollarmi addosso. Il medico ora assomiglia a un polipo e ci ritroviamo in fretta nudi e avvinghiati. Mi tocca, indaga ogni centimetro di pelle, la lecca intensamente, assaporandone il gusto, finché non scende e trova il monte di venere. Lo accarezza con la mano, come fosse la prima volta che vede una passera, si sposta sulle grandi labbra, le dischiude con le dita delicate e con la lingua inizia a leccare il clitoride. Osservo la massa di capelli biondi ondeggiare sopra di me e, prima di abbandonarmi al piacere, vengo sedotta un’idea perversa e sadica.

Afferro il cellulare che avevo appoggiato sul comodino, attivo la fotocamera e, stando attenta a inquadrare la scena, ma non i nostri volti, ne riprendo qualche secondo includendo anche il mio orgasmo. Immagino la faccia di B. quando lo vedrà.

Ripongo il telefono e mi concentro di nuovo sul presente, sul cazzo che sta entrando dentro di me; è inaspettatamente grosso, non l’ho guardato con attenzione. Bacio la bocca morbida di Giacomo, mi annullo nel suo abbraccio confortevole e tranquillo, lascio che i colpi energici e precisi del suo arnese annientino ogni pensiero e, per una volta, resto passiva, mansueta, remissiva.

Dopo essere venuti restiamo stesi sul letto a fissare il soffitto, muti, imbarazzati aspettando che uno dei due rompa il silenzio con una parola, o un gesto. Esasperata afferro il cellulare, non posso aspettare ancora, devo mandare il filmato a B. e sperare che, in qualche modo, la ferisca, la colpisca, la spinga ad agire. Invio aggiungendo una didascalia “Non sei l’unica che mi sa far venire”.

In una manciata di secondi arriva la risposta, lapidaria, “vieni qui che ne riparliamo, stronzetta”.

Mi precipito fuori dal letto con una scusa, saluto il visetto sereno dello sfigato futuro radiologo con i genitori avvocato per buttarmi tra le gambe di B. e saziarmi.

Madame Elizabeth del blog lestanzedimadame.com

2018-07-25 MySecretCasehttps://skin.mysecretcase.com/frontend/default/vigoshop/images/mysecretcase-shop-online-piacere-donne.svg https://www.mysecretcase.com/blog/wp-content/uploads/2018/07/filmato-hot-evidenza.jpg