Ghiandole di Bartolini: cosa sono e perché sono importanti per una donna

Come se già non fossero abbastanza Cowper e Skene a complicarci quel poco che sappiamo di anatomia sessuale, ora ci si sono messe pure loro, le ghiandole di Bartolini (o Bartolino, per gli amici). Quando le abbiamo lette sul Journal of Sexual Medicine, la reazione è stata un po’ quella del Brucaliffo: COSA ESSERE TU? Ebbene, sono due, speculari, poste sulle grandi labbra della vagina e grandi al massimo 1,2 cm. Sono ancora in fase di studio, ma pare che siano il corrispettivo femminile delle ghiandole di Cowper (che secernono il liquido pre-eiaculatorio lubrificante negli uomini, ndr) e che quindi producano quel famoso “umore” – da non confondere con la lubrificazione di quando siamo eccitate e diciamo di essere “bagnate” – che spesso ci ritroviamo nelle mutandine.

ghiandole di bartolini

Cosa sono le ghiandole di Bartolini?

Talmente piccole da non poter essere viste o tastate quando sono in condizioni normali, le ghiandole di Bartolini prendono il nome dall’anatomista danese Caspar Bartholin Il Giovane, che per primo le citò nel 1680 nel suo De ovariis mulierum et generationis historia epistola anatomica. Si trovano all’ingresso della vagina, una per lato, e secernono fluido sulla mucosa interna delle labbra. Se inizialmente si pensava che fossero interamente responsabili della lubrificazione intima femminile, a seguito di alcuni studi è stato rilevato che essa è ottenuta da più lubrificanti uniti insieme: quello prodotto dalle pareti vaginali, quello prodotto dalle ghiandole di Bartolini e il muco cervicale.

La loro struttura cambia con l’età: se nell’adolescenza sono praticamente inesistenti, si ingrandiscono verso i 20-30 anni in corrispondenza dell’attività sessuale per poi atrofizzarsi del tutto in menopausa. Si sente parlare di queste ghiandole solo in occasione di ingrossamenti, ascessi o cisti, per lo più indolori, solitamente a lato di una sola delle due.

ghiandole di bartolini

Infiammazione alle ghiandole di Bartolini: le cause della bartolinite

La cisti di Bartolini si sviluppa quando il condotto della ghiandola viene bloccato e il fluido si accumula provocando gonfiore e ingrossamento. L’ascesso è invece l’infezione della cisti e può essere causato dall’agglomerarsi di batteri di vario tipo, da quelli della clamidia e della gonorrea a quelli normalmente presenti nel tratto intestinale, come l’Escherichia Coli. In genere, la bartolinite si manifesta a sua volta come sintomo di un’infezione vaginale (vaginite) più estesa.

Infiammazione alle ghiandole di Bartolini: i sintomi della bartolinite

La cisti provoca gonfiore all’ingresso della vagina ed è sempre indolore a meno che non raggiunga dimensioni troppo grosse o non sviluppi un’infezione. In questo caso l’ascesso è talmente doloroso da rendere difficile anche camminare o sedersi. Solo in caso il batterio sia di tipo sessuale, il dolore è accompagnato da secrezioni biancastre e maleodoranti non molto diverse da quelle della candida. In nessun caso si manifestano febbre e nausea, tipiche invece di altre infezioni.

Come curare in casa la bartolinite

Quando abbiamo solo una cisti, cioè un semplice ingrossamento, è sufficiente riempire la vasca  o una bacinella di 10 centimetri d’acqua calda e restare seduti a 90° per favorire il drenaggio, 10-15 minuti alla volta per 3-4 volte al giorno. Meglio ancora se si versa qualche goccia di estratto di agnocasto, gemmoderivato di lampone e oligoelementi di zinco e rame.  In caso di ascesso, ahinoi, tocca l’antibiotico.

Insomma, nulla che non possa essere curato in pochi giorni, ma almeno ora sapete cos’era quel labbrone gonfio là in basso!

2018-07-23 MySecretCasehttps://skin.mysecretcase.com/frontend/default/vigoshop/images/mysecretcase-shop-online-piacere-donne.svg https://www.mysecretcase.com/blog/wp-content/uploads/2018/05/ghiandole-di-bartolini-evidenza.jpg