Il mio sesso lesbo con Tamara

La mia prima volta mi sono avvicinata a lei guardando un dipinto e mi sono ritrovata a fantasticare su quei corpi nudi e aggrovigliati insieme a Tamara, l’autrice del quadro: lì, in mezzo a loro, c’ero anch’io. Mi sono lasciata dipingere e plasmare nel corpo, il pennello intriso del pigmento fresco e luminoso dava carica e vigore all’anima. La trasgressione. Non ho provato vergogna, bensì molto interesse e curiosità. Giacevo sul drappo insieme alle altre, la pelle rosea mi ha sorpresa, era simile a quella di una bambina, liscia e profumata. Nulla era sporco e niente andava tralasciato di quella nuova esperienza. Lei, Tamara, mi ha chiesto: “Prova, dipingi questa tela di tutte le tue emozioni e caricala d’immenso senza alcuna soggezione. Lascia vibrare sul tuo corpo e nella tua mente una sola nota: ‘si’. “Adesso io sono qui” mi dice Tamara “lasciamo i pennelli e prova a dipingere sul mio corpo, cosa vorresti fare?”. Tamara si spoglia e si stende sul tappeto, alle sue spalle una tenda viola con ricamo in tulle nella parte inferiore, nel centro una decorazione floreale che alla vista sembrava vera, palpabile e profumata. Tamara è splendida ed è impossibile non provare un brivido lungo la schiena quando incrocia il suo sguardo con il mio.

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Avanzo verso di lei, forse un po’ titubante e un po’ timida, ma vogliosa. Allungo la mano sul suo piede, le mie dita con tocco vellutato scivolano con molta più sicurezza e persuasione; i miei movimenti vengono esortati dal suo languido viso, così unisco l’altra mano alla sua coscia. Mi sdraio vicino a lei, salgo con le dita lungo il ventre, tralasciando, per ora, il suo sesso. Accarezzo dolcemente il suo seno come fosse un massaggio sulla pelle: un seno turgido e gonfio, sembra una scultura in marmo, ma il calore che emana è un contrasto unico con le emozioni. Sono presa, mi sento talmente rapita che oso avvicinare la lingua sul braccio, salgo lungo la spalla mentre scosto i suoi capelli meravigliosamente morbidi; lungo il collo le mie labbra lentamente le mordono il lobo e il mio respiro nel suo orecchio la fa gemere. I sensi sono oramai pervasi dal profumo del sesso trasgressivo, la bacio dapprima sfiorandole le labbra e poi in modo passionale. Le lingue s’incrociano e ruotano su loro stesse, la mia mano scivola sul sesso non ancora toccato, con un balzo apre le gambe e il monte di Venere disegnato da quel triangolo perfetto esplode!

Dopo il suo orgasmo, ed il mio mentale, si alza e scopre un dipinto da lei realizzato, l’immagine dà voce a quel piacere.