Ildegarda di Bingen, la prima donna che parlò di orgasmo femminile

Sapete che ho un debole per l’illustrazione, no? (Notare le donnine sparse accanto ai sex toys sul sito, ndr). Ecco allora che quando trovo qualcosa di veramente originale e ben fatto entro in una sorta di ammirazione estatica. È successo qualche weekend fa a Paw Chew Go, (anche detto “Paciugo”), il festival dell’illustrazione indipendente che si tiene ogni anno da BASE, a Milano. Ho incontrato un’artista capace e talentuosa e con lei la protagonista del suo ultimo ambizioso progetto, una delle figure femminili in realtà più importanti di sempre, ben prima che si cominciasse a parlare di femminismo o che Artemisia Gentileschi tornasse in auge: Santa Ildegarda di Bingen. Una donna di Chiesa – era una monaca benedettina – eppure così laica e rivoluzionaria nella spregiudicata libertà con cui passava dalle discipline più nobili alle arti applicate, dalle scienze naturali alla drammaturgia, alla filosofia alla musica alla politica, in un mondo di uomini che dominavano altri uomini.

L’ORGASMO FEMMINILE SECONDO ILDEGARDA DI BINGEN 

Una mistica visionaria dal temperamento indomito e ardente, che non temeva di sfidare i potenti, primo fra tutti l’imperatore Federico Barbarossa, caro amico cui non risparmiava pesanti critiche. Correva infatti l’anno Mille e già, anche se solo in rari casi eccezionali e nel solo ambito della cultura ecclesiastica, il potere poteva essere Donna. Il punto più interessante, però, è che Ildegarda, in qualità di studiosa e trattatista, è stata la prima donna di sempre a scrivere di intimità e piacere femminile, in particolare, come racconta il libro Ildegarda di Bingen, la vita e l’opera di Anne H. King-Lenzmeier:

“Quando una donna fa l’amore con un uomo, sentendo un senso di calore nel cervello che porta alla gioia dei sensi, comunica il gusto di quella delizia durante l’atto e stimola l’emissione del seme dell’uomo”

 E poi ancora

Nella donna il piacere (delectatio) è paragonabile al sole, che con dolcezza, lievemente e con continuità imbeve la terra del suo calore affinché essa possa concepire e partorire, perché se bruciasse sempre per il piacere non sarebbe adatta a concepire e generare. Perciò, quando il piacere si manifesta nella donna, è più sottile che nell’uomo

Una teoria, insomma, non molto diversa da quella secondo cui l’uomo è programmato per “spargere il seme” – e quindi è fisiologicamente sempre pronto all’atto sessuale – mentre la donna ha delle fasi di calo del desiderio o infecondità dovute all’esigenza primaria di prendersi cura del bambino appena nato prima di farne altri. Ildegarda non solo ci è arrivata mille anni fa, ben prima della rivoluzione scientifica, ma ha restituito alla sessualità femminile dignità, amore e profondità.

REPETITA IUVANT: ILDEGARDA E LA TECHNO NELL’ILLUSTRAZIONE DI ELISA SEITZINGER

A renderle giustizia e a riportarla in vita – in un modo talmente eccentrico che Ildegarda avrebbe apprezzato – è stata Elisa Seitzinger, illustratrice di Torino che l’ha resa protagonista dell’intero artwork (copertina, libretto, vinile, ecc) di un album techno degli Aequal, “Repetita Iuvant”. Ildegarda e la techno, assurdo, sovversivo, fantastico.
Non si tratta di un progetto grafico come tanti altri, in ogni caso. Al di là del soggetto, Elisa guarda a simbologie mistiche e antiche (martiri e bestiari, icone russe ed ex-voto, tarocchi e mosaici bizantini) con grandissima maestria e ci restituisce una wunderkammer mitica e preziosa. I suoi riferimenti iconografici, alti ed eclettici, si condensano in una sintesi speciale che si traduce in tratti definiti e figure statiche e bidimensionali dense di carica simbolica. I suoi disegni stillano così un’energia quasi misterica, quali moderni tarocchi d’arte. E accanto a Ildegarda siedono i Cavalieri dell’Apocalisse, le nobildonne suicide, San Dunstano e Giovanni dalle Bande Nere, tutti invitati a Milano al Grande Simposio dell’Illustrazione.

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