Io Circe tu Ulisse

Sono cresciuta con principi e dogmi cristiani, ma oggi mi trovo a combattere con le mie due personalità, nei pensieri, nella fantasia, nelle mie perversioni sessuali. Ho conosciuto un uomo sposato molto affascinante e soprattutto un oratore eccellente, uno di quelli che si definiscono retti, educati, rispettosi. Nutro stima nei suoi confronti, ma la carne mi chiama e insieme a lei degli istinti primordiali che non ho mai sentito prima. Oggi varco quella soglia ed entro nel “peccato”: da una parte casta, dall’altra maga Circe.

io circe tu ulisse

Il mio desiderio più “immorale” è quello di trasgredire e condurre Ulisse nel mio talamo con tutti i trucchi e la seduzione di cui una donna è capace per arrivare al suo scopo. A lui piace, nei nostri incontri ne parliamo in modo molto aperto e disinvolto. Un contatto, seppur minimo, è avvenuto nell’ambiente professionale. Ci sono stati dei momenti in cui ci siamo detti: “Oggi mi hai fatto sudare!” eppure anche lui voleva riportarmi alla disciplina, ad essere una brava studentessa, ma io voglio di più e immagino di volerlo condurre a me in un gioco proibito fatto di ruoli ed emozioni.

Mi vesto da Maga Circe offrendo da bere del buon vino fresco e rosso, forte il suo odore che inebria i sensi, lui lo sa, lo invito a casa mia e la sua risposta è: “Vedremo”. Lo stronzo vuole giocare, so che a lui piace essere corteggiato, del resto con me si ritrova a vivere una giovinezza nuova, se la vuole godere anche se freme, intanto io ad ogni nostro incontro vengo assalita dalla passione e dal desiderio di farlo mio pur rimanendo posata e professionale. Ma penso: ”Adesso ti sistemo io”.

Indosso la maschera più dolce e sensuale e mi vesto di erotismo e passionalità. Con abiti succinti mi presento offrendo la coppa con parole suadenti: “E adesso, mio caro Ulisse, fermati, non pensare al dramma del tradimento, non lasciare che l’oceano ci divida e le sue onde ci allontanino, usami, trasforma l’uomo in animale e libera senza colpe il tuo istinto, io sono qui, a tua completa disposizione per assecondare le tue debolezze, le tue voglie, pronta a vivere l’abbandono dei sensi. Voglio regalarti il mio essere donna, femmina e amante. Sono disposta a soffrire per l’eternità pur di vivere una sola volta il tuo amore”. Rimasto senza parole si butta sul mio corpo afferrandomi da un braccio e stringendomi sul petto, la mano agguanta la natica, la mia coscia si apre; mentre lo bacio in modo passionale, l’altra sua mano scosta l’abito lungo ed entra sotto lo spacco fino ad arrivare sul monte di Venere. Mi spinge sul letto, sposta le mutandine mentre io abbasso i suoi pantaloni e porto fuori il suo membro duro dirigendolo con la mano nel mio sesso. Entra piano, poi spinge preso dalla foga e dal pensiero voglioso di viaggiare nel proibito. Sul mio viso un sorriso, la voce sussurra: “Dio quanto ti aspettavo! Quanto sento il tuo fuoco dentro!” I colpi sono precisi, forti, lasciano spazio al movimento pelvico, altalenante su è giù, e ancora la sua lingua sul mio seno e le mani sotto le natiche. Mi giro vorticosamente sul suo corpo fino ad essere sopra di lui, schiena dritta, braccia dritte, la mia Circe regge il gioco; mi muovo piano con dentro il suo membro, il mio sesso riprende il ritmo per raggiungere l’orgasmo, nell’urlo spingo, spingo, spingo ed eccoci al tanto atteso piacere dei sensi e del corpo che vibra come una corda di violino… Mi distendo sul suo corpo con l’orecchio sopra il suo cuore che batte all’impazzata pronta a ripartire per farlo mio tutta la notte.