La danza del fuoco

Berceto è uno di quei pochi posti in Italia dove l’immersione nella natura più incontaminata è ancora possibile. Dove il vento suona gli alberi come fossero corde di un’arpa e dove l’acqua più pura porta a valle i più brutti pensieri. Laggiù la natura ti parla, che tu sia in ascolto o meno. Io e i miei compagni del corso di voce, danza sensibile e butoh dello Spazio Continuum ci siamo stati per una settimana, lontano dal fragore e dalla frenesia della città. Abbiamo dormito sotto le stelle, fatto il bagno sotto cascate di acqua dolce e lasciato esprimere il nostro corpo in tutta la sua vitalità più arcaica senza che nessuno potesse giudicarci o distrarci da tutto quel senso di meraviglia. Ed è lì, nel contatto con la terra viva e con il baricentro del proprio corpo, che la danza riesce a liberare le pulsioni più profonde e a diventare offerta votiva, risveglio dell’energia degli elementi. Ognuno ha il suo, ma l’aria, l’acqua, la terra e il fuoco parlano a tutti. L’ultimo, in particolare, elemento dell’energia sessuale e creativa, mi ha ricondotto ai motivi della casa e del focolare, intima vocazione di ogni donna, della metamorfosi, sensuale anelito al cambiamento, e della più ardente voluttà. 

danza attorno al fuoco

Come nei più antichi riti della Madre Terra, abbiamo ballato al crepitio delle sue braci, incalzati dal suo calore, illuminati dalla sua sfavillante luce rossa. Una vera catarsi. Qualche ora dopo, terminata la sua furia, non ero sicura di ciò che mi fosse successo, era sogno e realtà? Per terra, tra le braci ormai spente, ho visto un ceppo, prova certa del mio dialogo con il fuoco: una scultura di legno a forma di vagina. Non poteva che averlo fatto per me.

vagina di legno