La magia del Natale

Il Natale, per me, è finito cinque anni fa, quando ho deciso di fare coming out con la mia famiglia.

Ho scelto proprio il momento sbagliato: la cena della Vigilia, alla presenza di tutti i parenti e degli amici della banda musicale di mio padre.

Chissà perché proprio quella sera, invece di mostrare le luminarie natalizie nelle più belle città italiane o il villaggio di Babbo Natale in Lapponia, il telegiornale mandò in onda un servizio sull’opinione degli italiani riguardo all’unione civile tra coppie gay.

Chiaramente, l’argomento creò parecchio scandalo tra i membri della mia famiglia cattolica e tradizionalista: ricordo ancora con che veemenza lo zio Sandro, osservando le due ragazze abbracciate sullo schermo, pronunciò la fatidica frase: “Mamma mia… disgustose. Anna, porta via i bambini: meglio che non vedano una cosa del genere.”.

Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso. “Volete dirmi che anch’io sono disgustoso?”, mi lasciai scappare dalla bocca. “No, non sono eterosessuale, e oramai dovreste averlo capito tutti…”.

La zia Anna si affrettò a far uscire i bambini, cioè i miei cuginetti a cui ero tanto legato, dicendo loro di non dare retta alle stupidaggini che stavo dicendo.

Quella sera stessa fui sbattuto fuori casa da mio padre, senza nemmeno potermi portare via i regali che gli zii avevano comprato per me: mi fermai a dormire per qualche giorno da un’amica, in attesa di trovare un appartamento a poco prezzo per me e il mio ragazzo.

Per fortuna ho iniziato a fare il cameriere a 16 anni, e con la mia esperienza a Firenze il lavoro non mi manca mai…

la magia del natale

Dopo cinque lunghi anni, il Natale per me è diventato una domenica come un’altra.

Le mie colleghe sono sempre felicissime quando mi offro di stare in servizio al posto loro sia per il cenone della Vigilia che per il pranzo del 25 dicembre, e non mancano mai di ringraziarmi con ottime birre o gustosi manicaretti la sera del giorno di riposo.

Sono così abituato a lavorare in queste due occasioni che non ci faccio più caso, anzi, difficilmente sarei disposto a rinunciare alla maggiorazione in busta paga per i giorni festivi.

Così, anche durante questa fredda Vigilia di Natale mi sono occupato di servire le specialità della casa agli ospiti di Trattoria Da Beppe, dove lavoro da quasi tre anni.

Finito il cenone, stavo spreparando i tavoli quando, all’improvviso, sento un tonfo provenire dal vecchio caminetto. Non è mica che la moglie del titolare si è dimenticata di spegnere il focolare?

Ho ho ho! Buon Natale!”. All’improvviso, mi ritrovo davanti un uomo grande e grosso vestito da Babbo Natale.

Riconoscerei la sua voce tra mille: è Hans, il mio fidanzato tedesco, che dovrebbe essere a Berlino dalla sua famiglia stasera, proprio come tutti gli anni.

Sono lo spirito del Natale presente e del Natale futuro”, si presenta Hans, “e sono qui per scacciare lo spirito del Natale passato.”.

Capisco subito le sue intenzioni: gli avevo raccontato la storia del mio tragico coming out qualche mese fa, e deve essersi sentito in colpa a lasciarmi da solo proprio la notte di Natale.

Hans, ma tu…non dovevi. Dovresti essere in Germania dai tuoi ora”, sussurro. “I tuoi genitori…che cosa diranno?”.

Senza rispondere, lo spirito del Natale presente e futuro mi porge un pacco regalo avvolto in una sgargiante carta rossa.

Attenzione: non aprirlo qui al lavoro”, mi intima Hans. “Contiene merce ad alto tasso erotico…”.

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Che notte di Natale! Appena ho finito di spreparare i tavoli, io e Hans siamo corsi a casa, riuscendo a malapena a non metterci le mani addosso a vicenda davanti ai fedeli che si recavano alla messa di mezzanotte.

Il suo bellissimo pacco regalo, preparato ad hoc da uno dei sexy shop più chic di Berlino, conteneva un fantastico dildo realistico, un DVD erotico a tema natalizio e un particolare vibratore per la stimolazione della prostata, che mi ha regalato piaceri mai provati prima.

Lo ammetto: ho perso il conto di tutti gli orgasmi esplosivi che abbiamo avuto nel corso di questa nottata così magica, dedicata esclusivamente a darci piacere a vicenda.

È questo il significato del Natale? Sorprendere chi si ama, anche a costo di saltare sul primo volo dalla Germania per l’Italia, senza dimenticare di passare prima dal sexy shop per portare con sé un regalo speciale?

Se è così, spero solo che il buon vecchio Santa Claus non si sia scandalizzato troppo, sentendo i nostri gemiti di piacere mentre volava sopra Firenze sulla sua slitta.

Ma ora non ho altro tempo per pensare a queste cose: sono già le sette, e tra mezz’ora devo entrare in servizio…

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