La prima volta di Proserpina

Chi non ha mai sognato di essere rapita con la forza da un losco figuro e trascinata in un limbo di paura e piacere nello stesso tempo?

Non mi vergogno ad immaginarmi come la ninfa Proserpina, sono una fanciulla pudica e innocente dalla chioma d’oro e dai ricci che avvolgono un corpo perfetto e ambito da tutti. Mi trovo a correre su di un prato in fiore dai mille profumi, quando ad un tratto la terra si apre ed ecco arrivare Plutone che avevo sognato nel mio letto privo di orgasmi. Si mostra come un dio, il dio degli inferi dal volto triste, sul suo carro trainato da cavalli neri come la pece, si avvicina e mi afferra dal braccio portandomi con sé. Mi dimeno impaurita, ma al contempo sento l’eccitazione al pensiero che usi violenza contro la mia volontà costringendo il mio corpo ad obbedire a tutte le sue voglie. Alzo le mani in cielo quasi a chiedere aiuto al mio Dio mentre mi lascio prendere. Lui è Plutone, uomo affascinante e muscoloso, il cui corpo statuario fa ribollire il mio sangue di una passione che travolge ed annebbia la mente. Lui è lì, bello e tenebroso, che conduce con le redini e la frusta i suoi cavalli nelle fiamme del fuoco dell’inferno; le porte sono spalancate al suo passaggio, mi guarda rapito ed innamorato della mia purezza. Mi trascina nelle sue stanze buie, un grande letto adorno di veli sotto una grotta. Mi afferra lasciandomi indosso solo una veste trasparente da cui s’intravede il seno oramai gonfio di quel piacere ribelle. Mi lascia libera nella grotta, si avvicina piano, il suo sguardo bramoso mi spoglia costringendomi verso la parete dove non ho più scampo. Mi strappa la veste e con una mano dietro la schiena mi porta violentemente sul suo corpo; mi agito e godo di quel momento eccitante, voglio cedere.

prima volta di proserpina

Assaporo un chicco rosso di melagrana a sigillare il mio destino negli inferi, il ritorno sulla terra sarà in primavera per fecondarla. Una goccia di polpa precipita sulla mia veste un tempo immacolata, ora tinta da una macchia di rosso vermiglio. La mia innocenza è perduta.