La voglia

E la voglia si impadronisce ancora di me.

Quella voglia naturale e selvaggia.
Quella che riconosco salire a piccole dosi. Prima un pensiero, poi sensazioni, ancora sogni languidi e pieni di speranze lascive. Poi il corpo che sente tutto. I pori dilatati che si lasciano accarezzare dalla sera, dalla promessa lasciva della notte. Pori che si lasciano irritare dal giorno, dalla ruvidezza eccitante della luce del sole. Voglio sentire, voglio gemere, voglio contorcere le mani, aggrapparmi a due spalle, inarcare la schiena, stringere le cosce e sentire.

Dio quanto voglio sentirti. Sentire te. In tutti i tuoi sensi. Gli occhi neri, così neri, come una notte senza luci quando mi guardi mentre mi abbasso i jeans davanti a te e nel farlo ancheggio, un po’ per malizia un po’ per farti sorridere. Un ansimare all’orecchio quando mi slacci la camicia, abbassi il reggiseno e liberi un seno toccandolo. Le mani grosse sotto gli slip a stringermi il culo. Una bocca che lascia baci ovunque si posi, mappando un sentiero nuovo e caldo sulla mia pelle.

Voglio leccare ogni tuo centimetro bruciato, lo sai che sono lisce le tue cicatrici? Come fossero pezzi di seta attaccati al tuo corpo, passo la mano sulla spalla e mentre scendo sento la seta e vorrei togliertela e metterla io questa pelle, questa coperta fatta di pezzi così morbidi per farti vedere che non sono nulla. Che puoi amarmi anche così perché io ti amo anche così. Perché sono parte di te e come si può non amarle? Sono tue, è come non amare un tuo occhio, una tua mano, un tuo neo. Così le stringo, le graffio, le mordo, le accarezzo.

la voglia

Mentre deciso mi apri le gambe, ti passi la mano sulla bocca. So che ci stai mettendo un po’ di saliva perché ancora non sono pronta. La mia mente non ha ancora preparato il corpo perché continuo a pensare a quelle pezze di seta che vorrei toglierti per vederti sorridere sempre. Appoggi la mano sul mio clitoride e passi la saliva aprendomi verso il basso, la carezza più intima che mi dai sempre prima di entrare. È il tuo modo di aprirmi, è come girare la maniglia di una porta. Poi ti sento finalmente.

Ja, piano” ed è un sussurro. Ridi. Lo sai che sei sopra la media, che devi entrare piano. Farmici abituare con calma, così appoggi il corpo sul mio, mi tieni ferma mentre attraversi la soglia che sta nelle mie gambe, mi baci un capezzolo mentre entri. Dopo tre quattro spinte ci sono, “ci sono” te lo dico perché non aspetti altro per lasciarti andare. Per portarmi con te oltre questa stanza, perché vuoi farmi urlare, lo so. Vuoi tapparmi la bocca con la mano ma io rido tutte le volte che lo fai. “Shhhh” ci sentono. Oh non mi interessa, che sentano quanto sto bene. Quanto mi piace quando mi fai girare e sdraiare sulla tua pancia mentre mi tieni le ginocchia sollevate. Cambio di ritmo, di voce, di respiro, di spinte. Inizio a sudare e lo senti.

Appoggio i piedi, li punto sul letto e ti faccio passare le mani sul mio ventre pieno di piccole gocce, tra il seno, sul seno. Ho il tuo naso sul collo e ti sento inspirare, ti piace quando sudo, quando si mescola al mio profumo. Lo so perché me lo hai detto una volta e da allora l’ho scritto sulla pelle. È un bel modo di farti impazzire. Farti sapere che solo tu mi fai sudare, che passerei una vita a cercare l’incastro giusto con te, un incastro che non esiste ma so che esiste il cercarlo. E mentre siamo chiusi in questa bolla lo facciamo. In qualsiasi posizione ci incastriamo e ci cerchiamo. Per poi finire addormentati nudi doloranti sudati.

Finché la voglia non si impadronisce ancora di te. Quella voglia naturale e selvaggia. Quella che riconosci salire a piccole dosi.
Prima un pensiero, poi una carezza…

Insomma, quando sei libero?

Margherita

2019-01-09 MySecretCasehttps://skin.mysecretcase.com/frontend/default/vigoshop/images/mysecretcase-shop-online-piacere-donne.svg https://www.mysecretcase.com/blog/wp-content/uploads/2019/01/sara-afonso-748129-unsplash-2-2.jpg