L’addio al celibato

Una festa di addio al celibato non è una vera festa se manca la spogliarellista. E io come spogliarellista sono molto richiesta. Di solito mi divido tra discoteche e locali espressamente adibiti all’evento, ma talvolta vado anche a feste private. Il lavoro a domicilio paga bene, ed è molto più eccitante, se capite cosa intendo. Il mese scorso, per esempio, mi hanno invitato in una villa in costiera per fare il mio spettacolino, ed è stato pazzesco. La casa era bellissima, il panorama mozzafiato, e lo sposo…
Lo sposo era l’uomo più sexy che abbia mai incontrato. Alto, bruno, occhi verde smeraldo e un fisico da fotomodello, con i muscoli che guizzavano sotto la maglietta. Appena l’ho visto ho pensato “quest’uomo deve essere mio” e ho desiderato restare sola con lui tutta la notte. Invece lo sposo era in compagnia di una dozzina di amici che bevevano e si divertivano. Appena ho fatto il mio ingresso nella villa con addosso il costume da poliziotta sexy, hanno cominciato tutti a gridare «NUDA! NUDA!» ed è partita la musica.

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Mi sono avvicinata allo sposo a passo di danza, e mentre lui se ne stava tranquillo in poltrona gli ho detto: «Sono qui per arrestarti, perché sei stato cattivo… Proprio un ragazzo cattivo…» Poi ho iniziato a sbottonarmi l’uniforme, premendo il seno con le mani affinché schizzasse fuori dalla scollatura. Ho giocato un po’ con i capezzoli, li ho pizzicati, li ho leccati, e alla fine mi sono piazzata di fronte allo sposo e gli ho sbattuto le tette in faccia.
«Ti piacciono le mie tette?» gli ho chiesto. «Ti va di leccarle?». Ma lui tentennava, forse aveva bisogno di un pizzico di incoraggiamento.

«Leccami le tette!» ho ordinato, e immediatamente l’uomo si è tuffato sul mio seno, leccando e succhiando avidamente i capezzoli. Sembrava un bambino davanti a un gigantesco cono gelato, e mi faceva bagnare tutta.
La sua lingua non mi bastava più. Mi sono messa a cavalcioni sulle sue ginocchia, e gli ho detto che poteva toccarle, se voleva. Lo sposo non se l’ha fatto ripetere due volte e mi ha afferrato il seno. Lo ha stretto così forte che quasi mi mettevo a gridare, però non gli ho detto di fermarsi anche perché non sarebbe servito a niente. I suoi amici continuavano ad incitarlo, vogliosi ed eccitati quanto e più di lui. Ma devo confessare che quel teatrino piaceva anche a me. Tutti quegli sguardi affamati, quelle urla, quei respiri… C’era da perderci la testa!
Mi sono alzata e ho continuato a sbottonare l’uniforme. Via il corpetto, via il reggiseno, e per finire via anche la gonna. Con addosso solo un minuscolo perizoma sono tornata dallo sposo, mi sono accovacciata sulle sue gambe, gli ho afferrato una mano e me la sono messa tra le cosce.

«Ti voglio succhiare il cazzo» ho detto. Il suo respiro si è fermato. Forse ha pensato che stavo scherzando, così l’ho rassicurato.

«Di solito non faccio queste cose ma tu mi piaci davvero tanto» gli ho detto.
«Anche t-t-tu…» ha balbettato lo sposo. Intanto alle sue spalle si era alzato un coro che faceva così: «SUCCHIALO! SUCCHIALO!» Sembrava di stare a una partita di calcio. Spronata dal tifo da stadio mi sono messa in ginocchio e ho slacciato la cintura dello sposo, gli ho tirato giù i pantaloni e il boxer, e ho giocato un po’ con il suo pene. Poi nella frenesia ho cominciato a baciarlo e a leccarlo davanti a tutti. Era magnifico! Io adoro la sensazione del cazzo in bocca, lo amo forse più del sesso, ma proprio sul più bello ho sentito due mani che mi afferravano da dietro.

addio al celibato

Chi poteva essere? Certamente un amico dello sposo, peccato solo che non riuscissi a vederlo in faccia. Lo immaginavo giovane ma già molto esperto, perché con le mani ci sapeva proprio fare. Mentre ero ancora impegnata con lo sposo, lui aveva cominciato a massaggiarmi il clitoride con le dita, strofinandolo nei punti giusti. Senza voltarmi gli ho preso la mano e gli ho spinto un dito nella fica, per fargli vedere quanto ero bagnata. Incoraggiato dalla mia sfacciataggine, lo sconosciuto ha spinto il cazzo dentro di me con una mossa fulminea, forse per paura che cambiassi idea. Oppure sapeva di non riuscire a trattenersi. Lo sconosciuto ansimava e gemeva, troppo eccitato per controllarsi, così ad ogni spinta io mi ritrovavo il cazzo dello sposo sempre più in gola. Fortuna che è venuto quasi subito, altrimenti rischiavo di soffocare! Il meglio però doveva ancora venire. Mentre lo sconosciuto si aggiustava i pantaloni, lo sposo mi ha preso per i capelli costringendomi a guardarlo in faccia.

«Non è giusto che lui ti può scopare mentre io mi devo accontentare di un pompino» ha protestato. «Maledizione! Questa è la mia festa!» All’improvviso si è alzato, scuro in volto, ed è venuto dietro di me. Nello stesso momento un altro amico ha preso il suo posto sulla poltrona. «Ti presento il mio testimone di nozze» ha detto. Il ragazzo nuovo ha subito aperto la lampo dei jeans mostrandomi l’uccello. Era così grosso che per un attimo ho creduto che non mi sarebbe mai entrato in bocca, invece l’ho preso per intero. Allora lo sposo mi ha mollato uno schiaffo sul culo in segno di approvazione.
«Brava la mia puttana!» ha gridato. A quelle parole sono diventata tutto un fuoco. Mi piace parlare sporco e mi piace quando gli uomini lo fanno con me. Ma ero stanca di sentire lo sposo che si limitava a parlare, avevo bisogno di altro e volevo farglielo capire, così ho iniziato a masturbarmi e gli altri invitati alla festa hanno seguito il mio esempio.

Ero circondata da una dozzina di uomini giovani e belli che mi agitavano il sesso davanti alla faccia, ma l’unico che mi interessava davvero era alle mie spalle. Mi chiedevo quanto tempo ancora avrei dovuto aspettare quando lo sposo, finalmente, si è deciso a penetrarmi, una spinta forte e veloce da vero maschio alfa.
«Qui sono io che comando» disse, mollandomi un altro schiaffo sulle natiche. Non sono riuscita più a trattenermi e sono venuta proprio mentre lui raggiungeva il culmine. Il mio corpo fremeva e si agitava in preda all’orgasmo, e sentii la scossa espandersi da me a tutti gli altri membri della cricca.
«Questo è l’addio al celibato più fico della storia» urlò qualcuno. E io ero pienamente d’accordo.

Cristiana Danila Formetta è scrittrice e blogger. Scopri i suoi libri su http://author.to/CristianaFormetta

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