Le dimensioni del pene contano? Sinceramente, sì.

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Posto che non bisogna farne un dramma e che un atteggiamento sicuro è più importante della stessa realtà dei fatti (Paris Hilton sosteneva che Cristiano Ronaldo ce l’avesse piccolo, eppure non ci sembra che questo lo abbia risparmiato dal mettersi con la top model più figa del pianeta), le dimensioni del pene contano, contano eccome. Anzi, ad esser più precise, sono state condotte delle ricerche statistiche da cui si è evinto che esistono misure e forme in grado non solo di aumentare l’attrito e quindi di procurare un piacere maggiore, ma anche di raggiungere il punto G in modo pressoché infallibile. Insomma, se sull’uomo perfetto abbiamo dovuto mettere una bella pietra sopra, o quantomeno farci andare bene qualche suo pregevole surrogato, il pene ideale esiste e coloro che sono solite godere dei benefici di un sesso senza complicazioni (vedi “sesso occasionale” o “trombamicizia”), ora sappiano di potersi permettere di pretendere il meglio che la natura possa offrire.

Una leggenda metropolitana vuole che oggi a contare non sia più la lunghezza, bensì il diametro. Bene. Come pensate che il Renato Brunetta di tutti i peni possa arrivare in un sol colpo in fondo a destra, alla vostra Isola Che C’è, se neanche a metà strada rimane lì fermo impalato? Non diciamo lunghissimo, ma almeno 12 cm non glieli vogliamo concedere?

Secondo le stime dell’Authentic Women’s Penis Size Preference Chart, 12,7 cm è infatti la lunghezza media del pene in erezione, insieme ad una circonferenza di 13,5 cm e ad un angolo di erezione di 105,7°. Il pene ideale, quello cioè desiderato, si aggira intorno ai 18,4 cm di lunghezza e tra i 15,8 e i 16,5 cm di circonferenza. Quindi, per chi rientrasse in questi parametri, no panic, magari non sarete degli stalloni purosangue, ma almeno potete ritenervi normali.

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Detto questo, apriamo un attimo un capitolo sempre infaustamente dimenticato: l’angolo di erezione, questo sconosciuto. Per misurarlo basta mettersi con la schiena al muro accanto ad uno specchio ed osservare la curva del pene: se l’asta è esattamente in orizzontale allora forma un angolo retto di 90°; se invece la punta del pene è rivolta completamente verso su e l’asta aderisce all’addome, l’angolo è di 180°. L’ampiezza dell’angolo va calcolata a partire dal basso, dalle gambe e dai testicoli, per cui se il pene è leggermente ricurvo verso l’alto, l’angolo risulterà maggiore di 90. Il pene ideale per una donna sarà a questo punto quello più ricurvo, perché maggiormente in grado di raggiungere il punto G, posizionato secondo gli esperti non in fondo alla vagina, ma dentro in alto, nella parte terminale della struttura interna del clitoride. È altresì innegabile che i numeri contino sì, ma solo fino ad un certo punto: l’intesa sessuale passa infatti per la compatibilità tra pene e vagina, per cui un pene troppo grosso ed una vagina molto stretta non potranno mai trovarsi bene a meno di limitare la penetrazione e quindi anche il piacere. Per tutti gli altri esistono invece dei trucchetti talmente astuti da ridurre drasticamente la possibilità che l’occhio cada su dimensioni troppo irrisorie: le posizioni, ad esempio. Un nuovo taglio. Oppure, meglio ancora, alcuni formidabili sex toys per lui e per lei.

Andando con ordine, provate il missionario con allineamento coitale, che prevede cioè il posizionamento della base del pene sul clitoride in modo da lavorare sulla stimolazione esterna e sullo strofinamento più che sul movimento oscillatorio su e giù di una penetrazione vaginale in profondità. Il problema è il diametro? Provate allora la pecorella con lei sdraiata a gambe tese e a pancia in giù: amplificherete la sensazione di attrito e spinta. L’immagine va curata, non per altro, ma giusto per dare l’impressione che il vostro pargolo sia più slanciato che mai: dimagrite, così che l’adipe in eccesso non si accumuli alla base del pene facendolo sembrare Danny De Vito, e sfoltitegli un po’ la capigliatura, soprattutto vicino all’addome, in modo che il suo corpicino non si perda tra i meandri della foresta. Per la serie “fatelo a suon di escamotage”, ultimo ma non ultimo, concentratevi sul clitoride (che male non fa) magari grazie all’utilizzo di una guaina o di un anello vibrante pensato per stimolare la partner intensificando al massimo l’erezione maschile.

Tutto questo sempre e solo se non vi amate alla follia: a quel punto non ci saranno dimensioni che tengano. O quasi.