Le studentesse fuorisede

A detta di tutti sono sempre stato un uomo tranquillo. 45 anni, sposato, una bella macchina, un buon lavoro, e ben due case di proprietà, una al centro di Roma e l’altra a Ostia, dove io e mia moglie passavamo tutte le estati. Poi ho divorziato, e con il divorzio è arrivata la rabbia, poi l’accettazione, e infine la pacificazione. Mia moglie ha preso la casa di Roma mentre io mi sono trasferito in pianta stabile a Ostia. È un posto carino, abbastanza tranquillo. L’unica distrazione che c’è qui, a parte il mare, è rappresentata dalle mie vicine di casa, due studentesse fuorisede che hanno preso in affitto una delle villette a schiera qui accanto. Il primo mese nemmeno mi ero accorto di loro, forse perché stavano sempre chiuse in casa a dare gli esami, ma con l’arrivo della primavera mi fu impossibile non notarle. Bastava un raggio di sole e me le ritrovavo sul vialetto a correre, in canotta aderente e pantaloncini corti. Molto corti, di quelli tipo pugile, che terminano appena sotto le natiche. Non sto cercando giustificazioni, però era assurdo non buttarci almeno un’occhiata a quei culi, specialmente se alle ragazze la cosa non dava fastidio.

studentesse fuori sede

Sì, perché se proprio devo essere sincero, ogni volta che le guardavo, le due studentesse mi sorridevano e salutavano perfino. Così venni a sapere che la biondina con i capelli lunghi e il seno generoso si chiamava Anna, mentre la brunetta sexy con le lentiggini e le gambe chilometriche di nome faceva Martina. E fu proprio Martina a bussare alla mia porta due giorni fa. Sembrava molto preoccupata, mi raccontò che il lavello della cucina continuava a buttar fuori acqua, e mi chiedeva di darle una mano perché né lei né Anna ci capivano qualcosa d’idraulica. Nemmeno io comunque, ma accettai comunque di dare una mano, e nel giro di mezz’ora mi ritrovai a casa loro a controllare tubi e stringere guarnizioni. Strano ma vero, la perdita d’acqua cessò, e le due ragazze poterono tirare un sospiro di sollievo.

«Sei il vicino migliore del mondo» disse Anna. Poi rivolgendosi a Martina: «Avevi ragione a chiamarlo». A questo punto Anna le si avvicinò, e per ringraziare l’amica le diede un bacio sulla bocca, ma non un bacetto bensì un bacio “vero”, con la lingua. Io le fissai imbarazzato, poi per scusarmi dissi che non pensavo fossero quel genere di amiche.

«Oh, ma non lo siamo» disse Martina. «Ci piace solo divertirci, sperimentare… Insomma provare cose nuove, sai com’è…»

«Anche a te piace sperimentare?» s’intromise allora Anna. «Ti andrebbe di divertirti insieme a noi?»

Senza darmi il tempo di rispondere Anna posò le sue labbra sulle mie. La sua lingua mi scivolò tra i denti e si attorcigliò alla mia come un serpente, che quasi non riuscivo a respirare. Quando si staccò da me fu il turno di Martina, che mi tolse il poco fiato che mi era rimasto. Ero così eccitato che il viso mi diventò paonazzo.

«Dai, non fare il timido» disse Anna. «Rilassati e prendiamoci una birra.»

Così prese un paio di birre, una per me e una per sé. La stappò e la bevve dalla bottiglia, inarcando la schiena e gettando i lunghi capelli all’indietro. Allora Martina cominciò ad accarezzarle il seno. Anna beveva la sua birra e sembrava indifferente, ma io vidi che i capezzoli s’indurivano e tiravano da sotto la maglietta. A quel punto tutta la mia eccitazione passò dal viso ai pantaloni. Sentivo l’erezione gonfiarsi dentro ai jeans, e anche Martina se ne accorse, perché le sue attenzioni si spostarono da Anna a me.

«Vediamo un po’ che abbiamo qui…» disse. Poi senza troppi complimenti mi afferrò il pacco. «Niente male», fu il suo commento. «Scommetto che muori dalla voglia di scoparmi, magari proprio qui sul tavolo della cucina.» Io non dissi niente, ero troppo scioccato per parlare, allora Martina e Anna ricominciarono a baciarsi e a toccarsi l’una con l’altra come in un film porno. E quando finalmente si staccarono, Anna mi fece una proposta.

«Se hai voglia di scoparti Martina hai il mio permesso, però io resto qui a guardare.» A quelle parole la birra mi è andata di traverso. Ma che diavolo stava succedendo? Stavo per dire che era troppo bello per essere vero, quando tutto diventò anche meglio.

Martina si sfilò i pantaloncini da jogging e si sdraiò sul tavolo della cucina a gambe spalancate. Non portava le mutandine, perciò potevo vedere ogni centimetro della sua carne rosa. Mentre ero ancora inebetito da quella visione, Anna iniziò a sbottonarmi i pantaloni e mi tirò fuori il pene. La mia erezione era ben visibile adesso, e Martina si leccò le labbra in segno di approvazione. Si stava accarezzando il clitoride, e pensai che fosse la cosa più sexy che avessi mai visto. Non vedevo l’ora di buttarmi su di lei, anzi su di loro, perché se Anna mi avesse chiesto di partecipare non avrei avuto nulla da ridire. Ma in un certo senso lei già faceva parte della cosa.

Anna si era sistemata dietro di me, e mi stringeva il pene fra le mani. Lo manovrava come un dildo, lo avvicinava alla vagina dell’amica e poi strofinava il glande su e giù per la fessura luccicante, ma senza penetrarla. Andò avanti così per circa un minuto, poi Anna mi afferrò le natiche e mi diede una bella spinta, guidando il mio cazzo in profondità, attraverso le labbra bagnate di Martina. Il tavolo tremò, e lei emise un gemito di piacere. Ora non potevo più tornare indietro.

studentesse fuori sede

«Così si fa! Scopala per bene!» gridò Anna. E io spinsi con tutta la forza che avevo in corpo. Infilai le mani sotto le cosce di Martina, la sollevai come una piuma e mi tuffai dentro di lei fino in fondo. Martina allora mi afferrò il sedere, attirandomi a sé, cercando un contatto sempre più intenso e brutale. Io non mi sono tirato indietro, la sua voglia era anche la mia. Adoravo la sua fica, la sua finta innocenza, quei lamenti e quei brividi che me la facevano desiderare come un matto. Ormai ero fuori controllo, tanto da dimenticarmi di Anna, che mi stava ancora incollata alla schiena. Ho chiuso gli occhi, perché solo a guardarla sarei venuto immediatamente, e quando li ho riaperti ho visto che Anna si era spostata all’altro capo del tavolo.

Anche lei si era tolta i pantaloncini da jogging, così mi accorsi che aveva la fica completamente depilata. Senza curarsi di me, si avvicinò a Martina, e con un gesto invitò l’amica a leccargliela. Martina esitò un attimo, poi si gettò su di lei come se volesse divorarla. Il seno di Anna si sollevò, mentre il suo ventre iniziò a tremare per la brutalità di quell’assalto. Nello stesso momento sentii le gambe di Martina che si serravano attorno ai miei fianchi. Anche il suo sesso si strinse attorno a me, come una morsa. Avevo lottato a lungo per evitare di venire troppo presto, ma le contrazioni di Martina erano un chiaro segnale di piacere. Non mi restava che seguirla, perciò smisi di trattenermi e diedi un affondo, uno soltanto. Bastò quello a farmi esplodere, e fu un orgasmo potentissimo, incredibile.

Altro che “beati i giovani”: la vita oggi comincia davvero dopo i 40 anni!

 

Cristiana Danila Formetta è scrittrice e blogger. Scopri i suoi libri su http://author.to/CristianaFormetta

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