Magia a Hogwarts

Il ristorante è un capannone arredato in stile Hogwarts. È una festa di compleanno, ma in verità siamo tutti qui per ammirare i prodigi di cui è capace il cartongesso. In un capannone c’è un mondo: finte finestre, nicchie appartate che ospitano tavolini, colonnine, bifore, trifore, quadrifore, basi e capitelli. Un capannone neo-gotico in cartongesso. La festeggiata è una mia compagna di classe che ovviamente adora Harry Potter e ha deciso di festeggiare i suoi diciotto anni qui, con le pizze di Hogwarts e le scope volanti. 

Sto vivendo uno strano passaggio della vita: è un periodo in cui bevo molto, faccio tanto sesso, sperimento e non amo la compagnia dei miei compagni di classe. Ho tre amiche e, per fortuna, sono tutte qui stasera. Cecilia parte col primo Martini, ci accodiamo. Raggiunge Mirna che già balla. Dice sempre che è meglio ballare piuttosto che stare a sentire “quelli lì”. Eva e io rimaniamo sedute a parlare. Sono giorni che ci giriamo intorno. Io attorno a lei e lei attorno a me. Giochiamo a toccarci le spalle, a baciarci le orecchie, ci mordicchiamo la punta delle dita e nonostante tutto non andiamo mai oltre. Ieri abbiamo anche immaginato come sarebbe stata una relazione a tre con Marco, un suo compagno di classe. Usciamo tutte le sere e torno a casa sempre in uno stato febbrile di eccitazione.

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La musica è alta. Avvicino la bocca al suo orecchio: «Balliamo?» 

«No, ma che vuoi ballare questa merda?» 

«E allora cosa facciamo?» 

Avvicina il viso all’incavo tra l’orecchio e il collo, sfiora la pelle con la lingua e risponde sussurrando piano: «Ora andiamo in bagno, ti spoglio, ti lecco ovunque e tu vieni». 

Si alza e mi tira per il braccio. Sono eccitata e un po’ spaventata. Non immagino nemmeno da dove cominciare con una ragazza. 

Arriviamo in bagno. Isa mi fa entrare per prima e si chiude la porta alle spalle. In un attimo ho già la sua lingua in bocca. È decisa, ma non irruenta. Mi bacia morbida e infila la mano sotto la mia maglietta. Faccio un pensiero cretino: «Caspita, adesso posso toccare le tette di una persona che non sono io». Mi viene da ridere. 

«Che ridi?» fa lei sorridendomi. 

«È che ti posso toccare le tette». 

Si mette a ridere anche lei per quell’affermazione buffa. Si sfila la maglia, sgancia il reggiseno e porta la mia mano sul suo seno. È morbido e sodo allo stesso tempo. Ho voglia di baciarlo e sentire i capezzoli diventare duri sotto la mia lingua. Le bacio il petto, comincio a leccarle i capezzoli. Li mordo piano, mi sembra di mordicchiare due frutti succosi. Il calore del suo corpo e i suoi capezzoli ruvidi mi fanno eccitare a tal punto che le sussurro: «Mi bagno». 

Mi spinge contro il muro e mi sfila pantaloni e mutandine. Si abbassa e con la lingua comincia a leccarmi la fica. Anche per lei è la prima volta. Percepisco che sta andando a tentativi, mossa dall’istinto. Lei è da sempre più coraggiosa di me e si tuffa in nuove avventure senza pensarci. Comincia a leccarmi in corrispondenza del clitoride e sento un calore che non ho mai provato prima lì sotto. Dopo poco infila un dito nella vagina e comincia a muoverlo dentro e fuori e, quando è dentro, fa degli strani movimenti con la punta del dito. Mi sento sempre più eccitata e credo di stare per venire. Non mi è mai successo prima. Guardo in basso, vedo i suoi riccioli castano caramello muoversi lì sotto. Guardare la sua testa tra le gambe mi eccita a tal punto che vengo, sommersa da un piacere potentissimo. Come quando si fa pipì, ma più forte. 

Lei continua con la lingua e il piacere non smette tanto che continuo ad ansimare forte e dopo poco ritorna la stessa scarica elettrica lungo il corpo. Urlo sperando che nessuno mi senta. 

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Dopo l’orgasmo sono tanto eccitata che non riesco a stare ferma. Devo fare qualcosa. Mi abbasso su di lei. Siamo stese a terra. Le tolgo i pantaloni e gli slip in cotone. Salgo cavalcioni su di lei e comincio a strusciare la mia fica sulla sua. Un piacere forte guida i miei movimenti ondulatori. Sta accadendo ancora, vengo ancora.  

Adesso sono io che voglio assaggiare, quindi scendo fino al suo sesso e comincio a leccare. Cerco di leccarle il clitoride e, di tanto in tanto, intrufolo dentro di lei la lingua morbida. Ha un sapore dolciastro. Ne rimango inebriata e comincio a leccare più leggera e veloce. La sua schiena s’inarca sempre di più e tende le gambe fino a esplodere in un rumoroso orgasmo. Torno alle sue labbra e la bacio finché sento il mio sapore mischiarsi col suo.  

 

Ci rialziamo e vestiamo veloci. 
Usciamo dal locale e fumiamo assieme. L’una col braccio sulla spalla dell’altra.
Le domando: «E adesso?»
Risponde: «Adesso ancora un po’ di pratica e poi ci buttiamo in mezzo anche Marco!»
Scoppiamo a ridere. La gita scolastica è vicina e sapremo come tenerci occupate di notte. 

Blu Virginia

2018-05-29 MySecretCasehttps://skin.mysecretcase.com/frontend/default/vigoshop/images/mysecretcase-shop-online-piacere-donne.svg https://www.mysecretcase.com/blog/wp-content/uploads/2018/05/magia-a-hogwarts-evidenza.jpg