Maschio alfa o beta? Come distinguerli e quale scegliere

Da un lato c’è lui: bello (o quantomeno “un tipo”), sicuro di sé, ricco, attorniato da donne adoranti. Dall’altro lato c’è sempre un lui, ma più simpatico che bello, insicuro, dolce e intelligente, ok, ma non così prepotentemente… maschio. Il primo lui è un maschio alfa, il secondo un maschio beta. Ma una distinzione del genere ha ancora (ho ha mai avuto) senso? Ecco le caratteristiche dell’uomo alfa, le differenze con l’uomo beta, come distinguerli e soprattutto quale scegliere!

Le caratteristiche del maschio alfa

Fino agli anni ’60, il concetto di individuo alfa (e, nello specifico, di maschio alfa) era di sola pertinenza dell’etologia che aveva evidenziato come, all’interno della gerarchia animale, prevalesse un individuo con caratteristiche fisiche e attitudinali di forza e dominanza, un capobranco in grado di decidere le sorti dell’intero gruppo, in termini di riproduzione, di ricerca di cibo e di territorialità. Ma è solo a partire dagli anni ’80, e in particolare dal 1982, con la pubblicazione del saggio Chimpanzee Politics: Power and Sex Among Apes dello studioso olandese Frans de Waal, che il termine maschio alfa ha iniziato (impropriamente) a essere applicato al maschio umano. L’uomo alfa è un capobranco: bello (o piacente o, ancora, piacione), è sicuro di sé e lascia trasparire la sua sicurezza dal modo di parlare e di muoversi. È un uomo carismatico, di successo, temuto e/o invidiato dagli uomini e adorato dalle donne. Avete presente Gaston de La Bella e la bestia? Un po’ quel genere lì, insomma.

maschio alfa

Una nuova specie: l’alpha gay

Ma sono tempi moderni, e il maschio alfa non è necessariamente uno sciupafemmine. La primatologia applicata agli umani ha rilevato, negli ultimi anni, l’esistenza nelle comunità gay di una nuova specie: l’alpha gay. Si tratta di un uomo con le stesse caratteristiche dell’uomo alfa di eterosessuale memoria, ma sfacciatamente gay. Adorato da quelli che oltreoceano sono chiamati B-Gays o C-Gays, l’A-Gay è l’incarnazione del perfetto principe azzurro per le donne che possono solo limitarsi a sperare invano di convertirlo, e getta in ulteriore confusione le schiere di maschi beta eterosessuali che non potranno mai eguagliarlo in stile, successo e charme. Altro che Gaston: questo è il Rupert Everett de Il matrimonio del mio migliore amico.

Le caratteristiche del maschio beta (e del maschio omega)

Tra gli animali di maschio alfa ce n’è uno solo, e di conseguenza tutti gli altri sono contrassegnati dalla lettera beta o da successive lettere dell’alfabeto greco. Se vogliamo applicare l’etologia alle tipologie maschili umane, dobbiamo perciò rassegnarci all’idea che di maschi alfa ce ne siano ben pochi, e che la stragrande maggioranza degli uomini che ci circondano siano maschi beta. Ma cos’è il maschio beta? È semplicemente un uomo normale, con i suoi fallimenti e i suoi successi, con un bel volto ma con la pancetta, oppure con gli addominali scolpiti e le orecchie a sventola. È un uomo che deve sudare le sue conquiste, in ambito lavorativo o amoroso, che ha imparato a compensare i suoi difetti con altre qualità. È probabilmente l’uomo che la maggior parte di noi ha al proprio fianco. Anzi: quello che abbiamo scelto come partner (in barba all’evoluzione della specie) potrebbe addirittura essere un maschio omega. Anticonformista per partito preso (e quindi restio a fare cose mainstream come lavorare o assumersi responsabilità), è nerd fino all’osso e non si rassegna all’idea di essere un uomo adulto e non più un ragazzino: do yow know sindrome di Peter Pan?

maschio alfa

Maschio alfa o maschio beta: quale scegliere?

Bello e impossibile o così così ma possibile? È ora di sfatare una volta per tutte il mito dell’uomo alfa. Innanzitutto perché, semplicemente, non esiste. Se ha senso la definizione di maschio alfa all’interno di comunità animali, perde di qualsiasi significato se applicata alle relazioni umane. Perché successo, leadership e dominanza sono valide solo in contesti specifici: un maschio alfa nella squadra di calcetto del mercoledì sera può benissimo essere un maschio beta nel contesto lavorativo. E, soprattutto, caratteristiche proprie e bestiali del maschio alfa come aggressività, dispotismo, egocentrismo e violenza (utili senz’altro al gorilla o al leone) sono considerate poco desiderabili dalle donne, come evidenziato già nel 1987 dallo studio dell’Arizona State University Dominance and Heterosexual Attraction. La dominanza ci piace, ma declinata in sicurezza di sé e assertività e combinata con la gentilezza (tutte d’accordo?). Insomma, maschi beta: ci andate bene così come siete. In camera da letto, però, una frustatina ogni tanto datecela!

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