Matrimonio e divorzio: come lasciarsi?

Under Sessuologia

A Mosca le donne quarantenni sono in media al loro terzo matrimonio. I figli sono un clan, di difficile gestione, avuti da mariti e compagni diversi. In Russia il divorzio è possibile dalla Rivoluzione, ovvero dal 1917. L’idea di famiglia è quindi frastagliata, allargata. Con molteplici risorse e alcuni dubbi educativi. Mi chiedo se è questo il futuro che si profila anche per la società italiana. Siamo pronti al cambiamento?

Matrimoni d’amore

Un tempo gli sposi non dovevano scegliersi, ma erano le famiglie d’origine a combinare la giusta alchimia per poter realizzare un matrimonio che durasse nel tempo. Si coniugavano le disponibilità economiche, le forze a disposizione, i patrimoni, le alleanze storiche per non incorrere ad errori gravi. I clan d’appartenenza valutavano attentamente le affinità dei candidati sposi. Così facendo le famiglie sigillavano patti eterni ed i figli della coppia erano considerati preziosi gioielli custoditi da entrambe le parti. L’amore romantico all’epoca non era un ingrediente necessario alla buona riuscita del matrimonio, ma piuttosto lo erano la stima reciproca ed il rispetto. I matrimoni d’amore fecero la loro comparsa alla fine dell’Ottocento, per poi diventare prassi in tutte le classi sociali solo nello scorso secolo. Ora le famiglie sono basate fondamentalmente su un sentimento, e si tratta di una conquista davvero recente, probabilmente data dalle maggiori possibilità di spostamento (anche dalle famiglie d’origine) e dalle buone risorse economiche: è davvero difficile scegliere “erroneamente” un partner povero, senza capitale o capacità per ottenerlo. Questo permette ad ognuno di essere potenzialmente un buon compagno, perciò la scelta finale può essere guidata dal cuore.

famiglia patriarcale

Perché ci si sposa?

Il matrimonio rimane uno spazio sicuro nel quale crescere e far crescere. Nasce da una scelta di cuore, ma, fortunatamente, è mediato dalla mente. La coppia così diventa una piccola pietra a base della società italiana, un gruppo democratico minimo, un luogo d’incontro e progettazione. Offre vantaggi economici: vivere in due costa meno, si ottimizzano le spese e i sacrifici. Offre vantaggi sociali: non si è più considerate vecchie acide zitelle, ma la comunità d’appartenenza approva e spinge le unioni tra i suoi membri. Non solo: la coppia è incentivata a compiere le tappe della vita, attraverso doni ed apprezzamenti. La lista nozze ne è un esempio poiché la cerimonia è un rito sociale di passaggio molto sentito.

Fine di un amore, fine di una famiglia?

Alla fine di un amore, anche l’unione traballa. Saranno presenti sufficienti buone ragioni per rimanere assieme, nonostante l’impossibilità di amarsi ancora? Quanti tentativi bisogna attivare per ritrovare ciò che sembra perduto? Lasciarsi è una sconfitta o un cambiamento? Molte sono le coppie che dagli anni settanta hanno deciso di separarsi e divorziare, trovando anche la forza di creare nuove e fruttuose unioni. Non si tratta più di personaggi dello spettacolo, ma persone comuni che attuano scelte difficili. Lasciarsi non significa solo prendere strade diverse e mettere la firma in qualche foglio scritto in piccolo. Significa creativamente cercare soluzioni insieme: cosa fare della casa familiare? Come comunicare la decisione ai figli? Come gestire il tempo con loro, gli impegni, i rapporti con i nonni? Come amministrare i risparmi di una vita a due? Nel momento della crisi più nera la coppia deve riuscire a trovare la mediazione più corretta e rispettosa delle esigenze di tutti. Non si è più sposi, ma si rimane genitori: questa è la regola fondamentale.

meryl streep e dustin hoffman in "kramer contro kramer"

Il contrario di innamorati

L’amore del matrimonio moderno permette di trovare le forze per appianare le differenze. Si tratta di un sentimento molto forte, incredibilmente intimo, che smuove posizioni, favorisce accordi e decisioni. L’innamoramento crea il clima ideale per risolvere questioni spinose: dove affittare o comprare casa? Con che soldi? Come dividersi i compiti e i ruoli domestici? Come coinvolgere le famiglie d’origine? Molte sono le regole che la coppia deve darsi per vivere unita, ogni coppia deve trovare delle soluzioni che siano modellate sui loro ideali, cercare compromessi propri senza farsi influenzare dal “tutti fanno così”. Non ci sono regole per stare assieme, se non quelle autoimposte. Le stesse domande, come avete visto, devono sciogliersi anche nel momento in cui la coppia decide di prendere strade diverse. Purtroppo però non è favorita dall’amore reciproco. Forse è agevolata dall’amore filiale o dall’amore per se stessi. Non solo il cervello cerca la soluzione, ma sempre anche il cuore. E se il cuore è pieno di sentimenti negativi?

scena tratta da "La guerra dei Roses"

Mediazione Familiare, ovvero usare la testa

Il Mediatore Familiare è un professionista esperto di psicologia, sociologia e giurisprudenza, che si pone come elemento terzo per aiutare la coppia a trovare un accordo riguardo le questioni spinose che deve affrontare nel suo percorso di separazione consensuale. Lo scopo è quello di trovare, con serenità, un accordo per la gestione del ruolo genitoriale. Una sorta di Cupido al contrario, che favorisce l’incontro delle esigenze anche quando l’amore non c’è più. Aiuta a stabilire delle regole nuove, quelle del lasciarsi. Perché ogni coppia è diversa e spesso la separazione può essere dolorosa. Il Mediatore è una figura utile sia nelle fasi del divorzio con bambini difficilmente gestibili, sia nelle fasi di una separazione dopo una breve convivenza, anche di tipo omosessuale.