Piercing vaginale: perché farsi (oppure no) un piercing intimo

Era l’inizio degli anni 2000 e Christina Aguilera dominava incontrastata la scena pop con i suoi gorgheggi, il suo atteggiamento molto dirrty e i suoi 12 piercing sparsi per tutto il corpo, capezzoli e vagina compresi. Tanto che le leggende narrano che uno dei piercing vagina più diffusi, il Christina piercing, sia dedicato proprio a lei, l’acerrima nemica di Britney Spears. Vero o no, è fuori dubbio che a partire da quegli anni ci sia stato un picco nelle richieste di piercing alla vagina e piercing al clitoride. Ma il successo dei piercing genitali femminili è da ricercare nell’estetica o nell’aumento di piacere che si presume diano? Un piercing vagina è pericoloso oppure no?

I principali tipi di piercing alla vagina

Se siete esperti di body modification lo saprete senz’altro (o anche se avete mai varcato la soglia di un tattoo e piercing shop e osservato gli espositori con i modelli di orecchie, peni e vagine perforati): esistono diversi tipi di piercing vagina.
Ecco i piercing vagina (che poi sono piercing vulva, a voler fare le pignole!) più richiesti.

  1. Vertical Hood e Horizontal Hood: sono in assoluto i piercing vaginali più richiesti e coinvolgono il cappuccio del clitoride. Il dolore nell’esecuzione è sopportabile, e fonti fidate dicono che, poi, ne vale proprio la pena!
  2. Christina piercing: viene effettuato nella parte bassa del Monte di Venere, proprio sopra il cappuccio del clitoride: è uno tra i più graziosi da vedere, ma la stimolazione clitoridea è solo indiretta.
  3. Outer labia piercing e Inner labia piercing: sono piercing parti intime che si posizionano, rispettivamente, sulle grandi labbra e sulle piccole labbra. In genere si tratta di anelli, il tipo di gioiello più congeniale ed “ergonomico” per queste zone.
  4. Fourchette piercing: poco diffuso (solo poche donne sono anatomicamente predisposte ad ospitarlo), viene effettuato nella parte in cui le piccole labbra si ricongiungono prima del perineo. Viene scelto principalmente per ragioni erotiche.
  5. Princess Albertina piercing: è l’equivalente femminile del Prince Albert piercing maschile, e come lui riguarda l’uretra. È un piercing vagina che attraversa l’uretra, e si tratta generalmente di un anello o di un circular barbell. Il suo focus è la stimolazione uretrale, ma attenzione: l’uretra femminile è più corta e stretta di quella maschile. Rischio infiammazione altissimo!
  6. Nefertiti: è una fusion tra il Vertical Hood (il piercing verticale al cappuccio del clitoride ) e il Christina. Considerato estremamente sexy ed estremamente stimolante, è però più invasivo: coinvolge svariati centimetri di derma, dal Monte di Venere al cappuccio del clitoride, passando in prossimità dell’uretra.
  7. Isabella: è uno dei piercing genitali femminili più profondi e rischiosi. Spesso – impropriamente – confuso con il Christina, è più lungo e profondo, e va dal Monte di Venere fino ad appena sopra l’uretra, attraversando in profondità l’asta del clitoride. Siete svenute? Noi sì!
  8. Clitoris: è proprio quello che il nome suggerisce, cioè un piercing al glande del clitoride. Superstimolante, è anche super rischioso: leggete qui sotto perché.

piercing vagina

Piercing al clitoride: sensuale o pericoloso?

Tra i piercing genitali femminili ce ne sono alcuni piuttosto innocui e altri che only the brave. In particolare, i piercing clitoride sono riservati solo alle più intrepide. Infatti, mentre i piercing alle piccole e grandi labbra o al cappuccio del clitoride sono di facile esecuzione e a basso rischio, i piercing al clitoride coinvolgono direttamente l’organo femminile più sensibile, con le due 8000 terminazioni nervose (nonché, vorremmo ricordare, il responsabile dell’orgasmo femminile nel 90% dei casi). Eseguire un clitoris è una decisione da valutare con attenzione e insieme a un piercer fidato, che sappia con certezza dove affondare la sua cannula. I rischi, nel caso in cui il piercing al clitoride non andasse a buon fine? Dal “semplice” rigetto (possibile comunque con qualsiasi tipo di piercing) alla perdita di sensibilità del clitoride. Sì, avete letto bene. Non è meglio ripiegare su delle reverisbilissime pinze clitoride?

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Piercing alla vagina: tempi di recupero e manutenzione

Se l’idea di avere una barretta sberluccicante proprio là sotto supera fobia degli aghi, paura del dolore e terrore delle infezioni, allora siete pronte per scegliere il piercing vagina che più si adatta alla forma della vostra vulva. Sappiamo di avervelo già detto (ma siamo pedanti come delle vecchie zie), ma affidatevi solo a un negozio che vi offra la massima garanzia di professionalità e igiene e a un piercer che vi faccia sentire a vostro agio in ogni momento, dal primo scambio di parole al momento in cui vi dovrete abbassare le mutande al suo cospetto. Chiedete indicazioni dettagliate sia sulla preparazione pre-piercing sia su tutto quello che dovrete fare dopo. Possono esserci piccole variazioni a seconda del tipo di piercing vaginale che sceglierete, ma in generale dovrete prestare attenzione all’igiene e (altro elemento demotivational) al sesso. Già, perché con un piercing vagina fresco fresco è richiesta l’astensione dai rapporti sessuali fino a tre mesi (idem per pedalate in bicicletta o altre attività potenzialmente traumatiche). Per rendere la convalescenza il più breve possibile detergete la zona con prodotti specifici (il sapone potrebbe essere irritante, meglio una soluzione salina), seguite un’eventuale terapia antibiotica (se consigliata dal piercer e validata dal medico) e non sostituite il piercing finché non sarà completamente guarito. E fateci sapere cosa cambia sotto le lenzuola!

 

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