Periodo refrattario: cos’è e come accorciarlo

Ci siamo passate tutte: tu vieni, lui viene, tu vorresti ri-venire e lui… zzz. Se ti va bene. Altrimenti lui viene, tu vorresti ma lui zzz. Insomma, mentre tu saresti pure pronta per un secondo round, lui è già lì che russa come un tricheco. Ma perché, pur con tutta la buona volontà, il nostro stallone dopo il coito vi cade addosso a peso morto? Tu chiamalo, se vuoi, periodo refrattario, ovvero il periodo di recupero che intercorre tra l’eiaculazione ed una nuova erezione. Ha persino una sigla, PRM (Periodo Refrattario Maschile) e può durare da qualche minuto (15 in media nei maschi di 18-20 anni) fino a 1-2 giorni (20 ore in media nei settantenni). Ma questo intervallo di tempo si può accorciare? La durata dipende dalla qualità e intensità dello stimolo sessuale o è indipendente? Vediamo un po’.

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Periodo refrattario: da cosa dipende?

Dopo l’eiaculazione, il sistema nervoso simpatico che controlla la risposta di “attacco e fuga” agli eventi traumatici, detta anche “reazione acuta da stress”, “spinge il corpo a calmarsi rilasciando neurotrasmettitori che causano la contrazione della muscolatura liscia del pene”, spiega Charles Walker, professore di urologia a Yale. Durante l’orgasmo, l’ipotalamo produce ossitocina e prolattina, due ormoni che abbassano il livello di testosterone e di dopamina, i maggiori responsabili dell’eccitazione. È stato studiato che la quantità di prolattina rilasciata dopo il rapporto sessuale è maggiore del 400% rispetto a quella rilasciata dopo la masturbazione, e questo significa due cose: che il sesso a due è fisiologicamente più soddisfacente della masturbazione e che è più veloce ri-eccitarsi dopo essersi masturbati. In generale funziona così: meno prolattina hai in corpo e più velocemente potrai avere una nuova erezione.

Quanto dura il periodo refrattario?

La durata dipende da una serie di fattori, primo tra tutti l’età. Secondo il Prof. Abraham Morgentaler dell’Harvard Medical School: “Gli adolescenti possono avere un periodo refrattario di pochi minuti, un uomo di 30 anni di circa mezz’ora e un uomo di 50 anni e più anche di un giorno intero”. Poi entrano in gioco il livello di desiderio, quello di eccitazione, la qualità e lo stato emotivo della propria relazione, se si è bevuto, fumato, assunto sostanze stupefacenti, se si è circoncisi, quali e quanti farmaci si usano, quanto si è a proprio agio, insomma, tutto quello che può influire sulla naturale tendenza del corpo a riposarsi e ricaricarsi.

Ridurre il periodo refrattario si può?

Accorciare il tempo d’attesa non è impossibile, ma imprevedibile sì. Gli unici rimedi sono uno stile di vita sano di modo da garantire il “normale” funzionamento della “macchina-corpo” e un livello di eccitazione tale da contrastare la prolattina in eccesso. Può essere utile fare sesso al mattino invece che alla sera o fare qualcosa di veramente spinto e volgare (ed irresistibile per lui) subito dopo il suo primo orgasmo: prendere il pene tra le tette, fare sesso orale mentre lo si fissa negli occhi, farsi guardare mentre ci si continua a toccare da sole gemendo e sussurrando frasi sporche. Anche un lubrificante può aiutare.

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Falsi miti sul periodo refrattario

“Sono io che non gli piaccio”, “non lo eccito abbastanza”, “lo ha appena fatto con un’altra”. La paranoia a cui siamo in grado di arrivare noi donne è qualcosa di straordinario. Spesso si pensa, erroneamente, che se lui non vuole farlo 10 volte a notte è perché c’è qualcosa in lui o in noi che non va e che quei pochi che ne sono capaci siano dei veri maschioni, anzi, delle figure mitologiche (centauri, minotauri e torelli tutti). La verità è che, nell’erezione maschile, concorrono talmente tanti fattori di natura strettamente biologica e psichica – dagli ormoni allo sport allo stress sul lavoro – che noi siamo davvero il (pen)ultimo dei loro problemi. Inoltre, di solito, chi viene spesso dura anche meno ogni volta, mentre chi viene una volta sola, lo fa dopo 30-40 minuti di rapporto, tutto il tempo per farci raggiungere tutti gli orgasmi che vogliamo. Insomma, ogni tipologia di “amatore” ha i suoi pro e contro. Ma poi, siamo così sicure che l’erezione sia così importante? A detta anche della sex therapist Jessica O’Reilly: “Avete dieci dita, una lingua e decine di toys per intrattenervi nel periodo refrattario”. 

E poi da quando per raggiungere uno, dieci, cento orgasmi clitoridei serve per forza il pene? 😉

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