pH vaginale: sei acida o basica?

Sei un po’ acida? Meglio. Almeno per la tua vagina, il cui pH si deve aggirare tra 3,8 e 4.5. Ok, facciamo un passo indietro, precisamente in terza superiore. Il pH è una scala di acidità e alcalinità compresa tra 0 e 14 che serve a misurare quanto una sostanza è acida o basica: sotto i 7, che è il valore neutro, è acida, sopra basica. E una vagina sana è sempre un po’ acidella, merito dei batteri “buoni” che la proteggono dal male rilasciando acido lattico. Se il pH vaginale si alza sopra 4,5, i segnali che qualcosa non va sono molto precisi. Ma rimediare è un attimo.

 

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Alterazione del pH vaginale: le cause

Ad innalzare il valore del pH, rendendo la vagina più esposta alle intemperie, concorrono diversi fattori: gli antibiotici, che uccidono tutti i tipi di batteri, anche quelli “buoni”; lo sperma, il cui valore basico può disturbare l’ambiente acido della vagina e stimolare i batteri che causano la vaginosi, ed infine l’allattamento e la menopausa, dove la riduzione del livello di estrogeni può ridurre il numero di lactobacilli e l’acidità dell’ambiente.

Alterazione del pH vaginale: i sintomi

Secondo la sex expert Nina Helms, founder del sito di salute sessuale S+HE, i batteri buoni che ci proteggono dalle infezioni sono di due tipi: i lactobacilli e il corynebacterium, che difendono l’ecosistema vulvovaginale divorando, letteralmente, gli ospiti indesiderati (lievito e batteri cattivi). Le tre malattie tipicamente associate a pH vaginale sbilanciato sono: la vaginosi batterica, la tricomoniasi e la candidosi, tutte con sintomi che conosciamo molto bene, prurito, odore di pesce e ricottina. Bleah.

Come mantenere il pH vaginale corretto

Se ogni ciclo di antibiotici vuole la sua Enterogermina e la flora batterica è salva, per lo sperma non c’è molto da fare se non mettersi il preservativo. Il che non è poi un’idea del tutto malvagia, specie se si ha una candidosi e non la si vuole attaccare al partner per poi riprendersela tutta al rapporto successivo e via dicendo.  Insomma, perlomeno quando hai un’infezione in corso, cerca di avere rapporti protetti, per il cumshot ci sarà sempre tempo. La vagina, poi, non ha bisogno di cure particolari, è molto autonoma: gli esperti dicono, addirittura, di non abusare mai troppo di detergenti, antibatterici e lavande. Fai attenzione però al lubrificante, scegliendone uno il meno aggressivo possibile, anzi specificatamente vaginale, ad acqua e con il pH giusto.

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