Phone Sex: come fare sesso al telefono

Il “phone sex”? La versione hardcore del “mi ami ma quanto mi ami” della SIP, pace all’anima. Peccato che però, complici WhatsApp, Skype, Instagram e Snapchat, la buona vecchia telefonata erotica abbia perso smalto a favore di fotine sexy, mirror selfie alla Kim (di schiena) o alla Miley (dall’alto verso il basso) e note vocali simil-porno. Eppure Google ci dice che la chiamata sexy rimane in realtà un cult tra gli over 50, la generazione di chi non si arrende all’avanzare dell’età di Facebook fa un uso improprio, smodato e quantomeno imbarazzante. Ecco, insegnamo agli antichi a stare sui social (o crushamo direttamente il loro computer) ed impariamo l’arte di stare al telefono, ché ne avremmo tutte da guadagnarci. Noi nel frattempo vi diciamo la nostra.

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FATTI UNA CULTURA

Ovviamente se sei un’operatrice telefonica 166 non fai testo. In caso contrario, sappi che dirgli “mi fai sangue” (vedi The Lady) o “vieni qui bel maialone” non è la strada giusta. Se vorresti essere più spinta ma tu e il tuo lui siete più teneri di due lontre che si tengono per mano trascinate dalla corrente, vai su literotica.com o “I racconti di Milù” e butta giù un dizionario di sensualità varie. Se sei più aulica, anche la Duras non è male. Sottolinea o segnati i termini che vorresti fare tuoi ed esercitati a sussurrarli a mezza voce. Torneranno utili.

TU COME SCARLETT

La sua voce è considerata così eccitante che, pensa, le hanno fatto fare persino un album con David Bowie. E le sue abilità canore sono più o meno l’equivalente del playback di Romina Power e dei sospiri della Birkin in “Je t’aime… moi non plus”. Insomma, se ce l’ha fatta Scarlett Johansson, ce la puoi fare pure tu. Registra la tua voce mentre leggi qualcosa di porcellino e riascoltati, ispirandoti ai canali YouTube di Gentle Whispering o Orange Wave dedicati all’ASMR (di cui parleremo un’altra volta). Fai insomma delle prove audio prima della mise en scène.

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DATTI TEMPO

La sveltina telefonica non esiste. Sia tu che lui dovete avere tanto tempo e possibilmente stare soli in casa senza fonti di disturbo, perché poi è un attimo che il compagno di Lotta Comunista ti suona alla porta per allontanarti dal capitalismo dilagante di cui sei vittima inconsapevole. Ecco perché è meglio di notte, magari un venerdì o un sabato, così puoi fare l’alba. Non dargli mai appuntamento né anticipagli nulla, deve essere una sorpresa. A quel punto stenditi sul letto, predisponi acqua, cibo (frutta o creme soprattutto) e sex toys – il vibratore wand e il dildo in questo sono i migliori – e fai partire la chiamata.

SCRITTRICI SI DIVENTA

Nel phone sex la narrazione è tutto. Devi descrivere quello che stai facendo – o che lui presume che tu stia facendo – nel modo più dettagliato ed evocativo possibile. Usa termini seducenti e preziosi, aggettivi sensoriali, frasi corte e verbi d’azione e non di stato come “afferra”, “stringi”, “prendi”, “scivola”, “sbatti”. Parla per immagini, come se dovessi spiegare le scene di un film a un non vedente. E nel mentre ansima, gemi, sussurra e sussulta, dando via via risalto alle pause più che alle parole. Prendilo come un lungo preliminare per eccitarti tu per prima, sarai ancora più autentica.

E ANCHE POLISTRUMENTISTE

Non essere mediocre, potresti diventare la dea del dirty talk e farti rimpiangere per sempre, qualora lo sventurato ti lasciasse. Per un’ottima resa, la voce non basta: deve sentire le unghie sulla pelle, le tue membra in abbandono, i capezzoli turgidi e i capelli che scivolano sulle spalle. E poi i tuoi umori che, fluidi, scorrono quasi fino ad esondare. Siccome al telefono è molto difficile, devi calcare un po’ la mano per amplificare questi suoni: scuoti dell’acqua in una ciotolina, mordi un frutto come fosse la sua carne, ticchetta qualcosa di rigido con le dita come fosse il suo membro. E poi sussurra lentamente, come se nessuno dovesse scoprirvi. Fai del tuo corpo un’orchestra e della tua voce una sinfonia, dopo il crescendo, la conclusione sarà trionfale.