Il punto G maschile? Esiste e si chiama punto L

Cos’hanno in comune la geometria e l’anatomia sessuale? I punti: G, P, C, U, UA, L e ora ci si è messo pure l’F, il frenulo. Ma partiamo dalla base. Del punto G abbiamo già parlato qui, ma cosa sappiamo del punto L, cioè il punto G maschile?

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Punto L: dove si trova

Sembrerà assurdo, ma così come il punto G (femminile) prende il nome da un uomo, il Dott. Ernst Gräfenberg, il punto L (maschile) deriva da Leslie Leonelli, la sessuologa che per prima, negli anni Ottanta, scrisse di questa zona erogena prima sconosciuta nel suo “Coccole e carezze. Alla radice della virilità”.

“Appena ho avuto di fronte a me le sezioni laterali dei genitali maschili con i corpi cavernosi, i nervi, i testicoli, la prostata, ecc. Improvvisamente mi sono resa conto di quanto la base del pene affondi all’interno del bacino. Ciò che vediamo all’esterno del corpo costituisce meno della metà dell’intero tratto, dove i corpi cavernosi, veri “protagonisti” dell’erezione del pene, continuano all’interno del bacino oltre l’osso pubico, sotto la ghiandola prostatica, raggiungendo quasi il muro del retto”.

Insomma, l’uomo non è solo pene e il primo a non saperlo è proprio lui. Il punto L è il corrispettivo interno del perineo, l’area di tessuto che congiunge i testicoli all’ano. Non va confuso con il punto P, la prostata, che è ancora più interna e che viene toccata direttamente solo con la penetrazione anale. A livello di profondità, dal più esterno al più interno, abbiamo: 1. perineo, 2. punto L, 3. prostata.

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Punto L: come si stimola

A differenza del nostro punto G, la cui esatta collocazione è più facile a dirsi che a farsi, il punto L è lì, si vede e non si muove. Il modo più immediato per stimolarlo è massaggiare il perineo con le dita o con un massaggiatore prostatico, meglio se durante la fellatio o la penetrazione quando lui è sopra di voi nella posizione del missionario e voi avete le mani libere. Per una stimolazione proprio dedicata, invece, più lunga e precisa, due sono le opzioni: 1. Succhiare ritmicamente dal foro uretrale – direttamente collegato al punto L – come fosse una cannuccia senza interrompersi dopo l’eiaculazione (l’orgasmo del punto L dura anche oltre); 2. La penetrazione anale via butt plug o vibratore anale, che avrà il doppio effetto di toccare punto L e prostata per un orgasmo anale praticamente automatico.

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Orgasmo del punto L: cos’ha di diverso?

Abbiamo provato a chiedere ai nostri maschioni di descriverci l’orgasmo quello “normale”. Hanno parlato di “crescendo” e poi di improvvisa “rottura degli argini”, come un fiume che esonda dopo essersi ingrossato. Siccome l’eiaculazione e l’orgasmo non sono esattamente la stessa cosa, mentre l’eiaculazione è un getto continuo, l’orgasmo viene percepito come un rapido susseguirsi di scariche velocissime. L’orgasmo del punto L, invece, è più lento, fluido e lungo, durando fino a 10 secondi in più rispetto all’eiaculazione. Il pene quindi c’entra, c’entra sempre, ma può godere anche senza penetrare e delegando tutto a lei. Non è forse fantastico per gli ansiosi da prestazione?

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