Disturbi o fantasie erotiche?

Nel regno della sessualità spesso accadono cose strane. A volte ci si domanda, giustamente, se la realtà sta decisamente superando la fantasia. E’ già stato trattato in precedenza il tema delle fantasie sessuali, scoprendo come queste siano frequenti nella maggior parte delle persone. Le fantasie possono stimolare i nostri impulsi e regolare la nostra risposta sessuale. Le fantasie, a carattere più o meno spinto, sono utili all’uomo e alla donna perché sono il terreno fertile per la concretizzazione. Immagina: puoi. Capiamo quindi che l’immaginazione guida la stimolazione erotica, a volte ampliandola, a volte creando dei blocchi. Ma quando possiamo dire che sfuggono al controllo?

Parafilie, una definizione

Le parafilie rientrano nella grande classe dei disturbi sessuali e consistono in ricorrenti e intensi impulsi sessuali e fantasie o comportamenti eccitanti sessualmente che si riferiscono a:

  1. Oggetti o esseri viventi non umani;
  2. Ricevere e/o infliggere un’autentica sofferenza fisica o morale a se stessi o al proprio partner;
  3. Bambini o altre persone non consenzienti.

Oltre a questi criteri dobbiamo aggiungere che ciò deve causare considerevole disagio o difficoltà interpersonali. E’ possibile che chi ha una parafilia possa anche vedere compromesse altre aree della vita quotidiana, come ad esempio l’ambito lavorativo o quello della rete sociale e amicale. Le fantasie ed i comportamenti diventano parafilici quando sono una fonte di stress per la persona ed in qualche modo danneggiano chi le ha. Chi soffre di questi disturbi si sente costretto a manifestare la propria sessualità attraverso comportamenti che portano contro la legge oppure che danneggiano le sue relazioni interpersonali perché lo mettono in situazioni di vergogna, senso di colpa e depressione.

Sessualità parafilica occasionale o regolare? Soft o hard?

Per alcuni individui le fantasie o gli stimoli parafilici sono indispensabili per attivare il loro desiderio sessuale, e quindi le successive fasi di eccitazione ed orgasmo. Per altre persone invece ciò accade occasionalmente solo in certi periodi della vita, magari in momenti di forte stress. Un momento di sconforto per ragioni affettive od anche lavorative può far emergere alcuni desideri e comportamenti che prima non appartenevano alla vita quotidiana di chi li esprime. Dobbiamo inoltre considerare che molti individui con questo disturbo non si considerano affatto disturbati: ritengono che il loro atteggiamento verso la sessualità non sia la causa di nessun problema, se non per alcuni disguidi dati dalle reazioni scandalizzate degli altri quando vengono a conoscenza delle loro preferenze sessuali. Altri invece soffrono pesantemente del loro status, considerando se stessi come delle persone immorali e si considerano socialmente inaccettabili. Una grande differenza è data dal fatto che alcune parafilie vedono coinvolte persone non consenzienti, come nel caso dell’esibizionismo o della pedofilia, altre invece possono essere praticate e realizzate con il proprio partner, in pieno rispetto delle regole della coppia. Nel caso in cui la parafilia sia l’esclusiva realizzazione della sessualità di una persona, essa tenderà nel tempo ad aggravarsi, facendo diminuire al contempo il coinvolgimento affettivo. Il binario del sesso lentamente si allontana da quello delle emozioni, prendendo una deviazione a se stante che si mantiene anche senza la presenza di una relazione positiva con il partner.

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Dal greco para παρά = “presso”, “accanto”, “oltre” e filia φιλία = “amore”, “affinità”

Abbiamo i grandi classici, come l’esibizionismo, il feticismo, il froutterismo, la pedofilia, il masochismo sessuale, il sadismo sessuale, il feticismo da travestimento e il voyerismo. Ma poi esiste un’incredibile varietà di sottoinsiemi. Le parafilie sono spesso date da parole greche e latine assemblate, apparentemente a caso. Se volete sapere i nomi di qualcosa di perverso niente vi saprà dare più idee di un vocabolario di greco. IL Castiglioni Mariotti è roba da veri intenditori, se lo possedevate alle superiori conservatelo vicino al Kamasutra. Qualsiasi cosa vi venga in mente, cercate la sua traduzione in greco, aggiungete “filia” e avrete coniato una nuova zozzeria. Filia significa infatti “amore per” e qui potremmo tradurlo come “eccitamento sessuale, nel comportamento o in fantasia, derivante da…”. E il gioco è fatto.

Suggerimenti dati dai manuali di psichiatria, o forse dal vocabolario di greco: necròs = cadavere, zoon = animale, kòpros = escrementi, klusma = clistere, ouron = urina, géron = vecchio, chrematistes = uomo d’affari, stigma = segno/cicatrice, kleptein = rubare, upò oxus = poco ossigeno, mysos = sporco, a basis = che non può camminare, apò temnein = da tagliare…