Quello che manca

Sei un marito modello nella vita di tutti i giorni, non mi fai mancare nulla, mi fai sentire importante, mi riempi di attenzioni.

In camera da letto però ti spegni. Le mie amiche dicono che non dovrei lamentarmi. Glielo racconto spesso, sai, che adori leccarmi e che lo fai bene, caspita se lo fai bene. Affondi la tua lingua con colpi sicuri, profondi, precisi. E i miei gemiti sono la tua ricompensa. Prendo il tuo pene e lo guido dentro di me, dentro quell’universo bagnato che non aspetta altro che essere domato da una verga dura, potente come la tua. Quello però è il momento in cui ti raffreddi. Fai il tuo lavoro, lo fai bene ma i miei sensi eccitati capiscono che c’è un velo tra di noi, un desiderio inespresso. Mi manca il tuo lato animale, il tuo universo segreto. Cos’è che vuoi Andrea? Cosa ci manca?

E’ un sabato qualunque, il caffè in salotto, il mio libro aperto, la tua partita alla tv. Il trillo del campanello riempie di interrogativi la tranquillità pomeridiana, non aspettiamo nessuno. Apro la porta e mi trovo davanti il tecnico dell’ascensore. Devo firmare un foglio. Lo guardo, è bello, con due spalle enormi, riccioli neri da accarezzare e due occhi verdi che si posano golosi sui miei seni che cercano una via d’uscita dalla canotta troppo stretta.

La penna non scrive, entra, accomodati, ne cerco un’altra

Vado nello studio e quando rientro in sala mi sento la spettatrice non pagante di una scena inaspettata. Non c’è nulla di nuovo nella stanza, siete nella stessa posizione in cui vi ho lasciato, tu sul divano e lui accanto al tavolo. Eppure è cambiato tutto perché ci sono i vostri sguardi a scaricare nell’aria tonnellate di elettricità.

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Vi state comunicando eros allo stato puro, umori e sapori di maschio, labbra umide che accarezzerebbero volentieri quelle dell’altro. Vi accorgete della mia presenza, distogliete lo sguardo, quasi imbarazzati. Io invece mi sento eccitata come non mai. Ho voglia di avervi entrambi, di scoparvi, ho voglia di vedere se quel corpo maschile riesce a togliere il velo che ti impedisce di essere animale in camera da letto.

Fa caldo, lo vuoi un bicchiere di acqua?

Si che lo vuole, ha capito, è sveglio il ragazzo. Tu mi guardi sorpreso, non sono mai così gentile con gli sconosciuti. Lui si siede, proprio vicino a te. Quando torno ho in mano due cose, il bicchiere d’acqua e il vibratore nero che uso quando ho voglia di regalarmi una coccola extra nella doccia. Devo scaldare in fretta l’atmosfera. Mi siedo davanti a voi, inizio a leccare il mio dildo e poi lo faccio passare sulle mie cosce. L’invito è chiaro, la voglia anche, aspetto solo voi.

Lui è il primo che si avvicina, il membro turgido che cerca una via di uscita dalla tuta da lavoro. Tu sei dietro, un po’ titubante. Mi alzo e accarezzo con il vibratore la sua bocca e poi la tua. Ve lo faccio leccare, lo spingo dentro fino quasi alla gola. Siete in piedi uno accanto all’altro, io mi abbasso, sbottono le vostre cerniere e due verghe immense escono prepotenti. Inizio a leccare prima una e poi l’altra, sento i vostri gemiti, vi succhio golosa, le tocco insieme, annullo la distanza tra voi. Ci sono riuscita. Alzo gli occhi e vedo il gioco delle vostre lingue. Vi baciate insaziabili, golosi. Non mi basta, ti faccio chinare e ti infilo il pene del ragazzo in bocca.

Succhia Andrea, fammi vedere come te lo mangi, giù fino alla gola.

Ti guido con le mie parole per farti capire che non ci sono tabù tra noi. Il sesso è primordiale, atavico, ognuno lo fa come gli pare, amore mio. Non ci sono limiti se siamo entrambi d’accordo. E a me questo gioco eccita da morire. Andiamo in camera da letto, allargo le gambe e lui inizia a leccarmi. Tu gli accarezzi le natiche, mi guardi e ci capiamo. Scopatelo, Andrea. Se avessi un cazzo lo farei anche io, ha un culo che promette orgasmi da paura. Lecchi per bene l’apertura, lui geme e tu con un colpo di reni sei dentro. Ora sì che sei un animale, lo vedo nei tuoi occhi, lo sento nell’aria. Il ragazzo ti fa fermare. Si sistema sopra di me e mi penetra all’improvviso, quasi rude, e ti dice di scoparlo di nuovo.

Lui dentro di me, tu dentro di lui. Mi cerchi una mano, sembriamo un treno impazzito, i nostri gemiti riempiono l’aria. Il mio orgasmo è forte, inaspettato. Tu smetti la tua corsa, cerchi la bocca del ragazzo e gli vieni dentro. Lui lecca il tuo nettare, ti succhia soddisfatto.

E io, finalmente sazia, ho capito cosa ti mancava.

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