La mia coinquilina

Sapevo che mi stava guardando. L’ho intravista con la coda dell’occhio attraverso la tenda della doccia. La mia coinquilina sbirciava da dietro la porta, convinta che non la vedessi. Invece l’ho vista, e so bene che non è la prima volta che mi spia, ma non mi importa. Voglio che lei mi guardi. Voglio che sospiri mentre mi passo la spugna su tutto il corpo, e immagini di fare lo stesso con la sua lingua. Lo so che ha un ragazzo, ma so anche che in cuor suo mi desidera. Non è mai stata con una donna eppure mi desidera perdutamente. Io la eccito, le porto alla luce sentimenti proibiti, scandalosi, e questo la sconvolge.

L’acqua è molto calda e il bagno sta cominciando a riempirsi di vapore. A malapena riesco a scorgere il viso della mia coinquilina nello specchio, ma i suoi occhi sono bene a fuoco. Quegli occhi dicono che si sta innamorando di me. Lentamente, inevitabilmente.

Ho distolto lo sguardo e ho fatto finta di niente. Ho staccato la doccetta dal muro e ho fatto scorrere un potente getto d’acqua tra i seni e in mezzo alle cosce. Sono consapevole che la mia coinquilina si trova a pochi passi da me, e la sua presenza basta ad eccitarmi.

Mi piace fantasticare su di lei, su di noi. La immagino incapace di staccare gli occhi dal mio corpo snello e tonico, fissare le mie tette piccole e insolenti, il mio culo alto e sodo. La immagino mentre allunga le mani verso la mia fica depilata…

la mia coinquilina

Ho chiuso gli occhi e ho pensato alle sue mani. Ho fatto scorrere la testa della doccia su e giù per il corpo desiderando le sue dita sulla pelle, soffermandomi tra le gambe più volte, finché non ho cominciato a gemere.

Forte, perché lei sentisse.

Forte perché capisse che quella non era una semplice doccia ma un regalo per lei. Il suo spettacolino privato. Il suo porno lesbo personale.

L’acqua scorre sul mio ventre, mi bagna il clitoride, e una infinità di sensazioni mi riempiono la testa. Getto un’altra occhiata allo specchio e lei è lì, riflessa in una nuvola di vapore. Mi guarda incapace di muoversi, paralizzata per lo stupore del suo stesso desiderio. Allora faccio scivolare la mia mano verso il basso, e sfioro lo stomaco con le unghie mentre raggiungo il monte di Venere. Lei mi fissa immobile mentre mi solletico il clitoride, e con le dita frugo nelle pieghe più intime della mia carne.

Cosa aspetta a farsi avanti? Sono così vicina a perdere il controllo! È come se già sentissi le sue mani su di me, la sua lingua dentro me! La mia pazienza è al limite.

Scivolo fuori dal box doccia senza smettere di masturbarmi. La guardo con aria di sfida, come a dire “eccomi qui”. E forse lo dico veramente, ad alta voce, perché la mia coinquilina diventa tutta rossa e balbetta qualcosa di incomprensibile.

Basta!” penso. “Non dire più una parola! E poi smettila di stare lì impalata mentre io muoio per te!

Mi avvicino a lei e le do un bacio sulla bocca. Ma all’improvviso la mia coinquilina sgrana gli occhi e scappa nella sua stanza.

Dove ho sbagliato?” mi chiedo. Forse sono stata troppo impetuosa? Certo non poteva trattarsi di un malinteso, i segnali c’erano tutti ed erano anche piuttosto evidenti.

Devo vederci chiaro” penso, così le corro dietro.

la mia coinquilina

La porta della sua camera è leggermente socchiusa ma le luci sono tutte spente. Nella penombra riesco a malapena a scorgere la sua figura stesa sul letto. La mia coinquilina giace nuda tra le lenzuola. Tiene gli occhi chiusi, le palpebre serrate come se pensasse a qualcosa di preciso, o a qualcuno.  La sua bocca è leggermente aperta, una bocca che avevo appena immaginato stretta attorno ai miei capezzoli. La sua mano si muove su e giù, le dita che guizzavano dentro e fuori la vagina umida. No, non c’è stato nessun malinteso, semplicemente avevo scatenato un desiderio talmente forte in lei da non riuscire a trattenersi. E la sua voglia si manifestava adesso sotto i miei occhi, una voglia che solo io ero in grado di soddisfare.

Ho fatto un passo avanti. La mia coinquilina ha aperto gli occhi e mi ha sorriso. Non ha cercato di coprirsi, ma ha continuato a masturbarsi lentamente, guardandomi dritta in faccia. Allora le ho restituito il sorriso e senza pensarci due volte ho deciso di stendermi sul letto accanto a lei. Ho aperto le gambe e mi sono messa a sedere su di lei, con le ginocchia all’altezza del suo petto. In silenzio ho cominciato a muovermi, strusciando la mia fica su e giù, sulla sua pelle nuda, e ogni volta mi spostavo poco più in alto, in modo da avvicinarmi sempre più al suo viso. La mia coinquilina allora mi ha afferrato le natiche, tirandomi verso di sé. Le sue labbra si sono aperte e la lingua mi è schizzata dentro con la velocità di un serpente. Un brivido è corso lungo la mia schiena, irradiando piccole scariche elettriche di piacere in tutto il corpo. Ho tremato mentre la mia coinquilina mi leccava e mi succhiava la fica come se fosse un vasetto di yogurt dal sapore delizioso. Lei mi stava letteralmente mangiando, e assaporava ogni centimetro di me. Ero in estasi, non riuscivo a credere che la mia coinquilina non fosse mai stata con una donna. L’unica spiegazione possibile è che avesse immaginato così tante volte questa scena da sapere esattamente cosa fare e – che ci crediate o no – lo stava facendo a regola d’arte.

La sua lingua guizzava attorno al mio clitoride, e io ho gridato di piacere.

Ho gridato “ti amo” tante volte da aver perso il conto.

Volevo sedurre la mia coinquilina, invece è lei che ha sedotto me.

 

Cristiana Danila Formetta è scrittrice e blogger. Scopri i suoi libri su http://author.to/CristianaFormetta

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