Romaine Brooks, la nuova Saffo

Under Arte, Lesbo

Il termine “Saffo” nasce nel 526/630 a.C. circa dalla poetessa Saffo vissuta nell’isola di Lesbo, dove diede origine al tiaso, una scuola di carattere prevalentemente religioso; l’istituto ospitava ragazze provenienti dall’élite della città che vi apprendevano doti come il canto, la danza, la raffinatezza, la ricerca della bellezza, ma soprattutto l’arte dell’amore, visto come tutto quello che di più alto dovevano trasmettere un domani nella futura vita matrimoniale. Sull’isola ricevevano un’educazione sentimentale in cui, scambiandosi carezze, apprendevano la differenza tra l’Eros e l’Amore, legati rispettivamente ai culti della dea Afrodite e del dio Dioniso. I riti celebrati si aprivano con cortei, canti, danze sfrenate ed ccoppiamenti tra baccanti, menadi, sileni, satiri, centauri, animali e il dio Pan.

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Eros ha scosso la mia mente

Eros ha scosso la mia mente
come il vento che giù dal monte
batte sulle querce.

Dolce madre, non posso più tessere la tela
domata nel cuore dall’amore di un giovane:
colpa della soave Afrodite.

Sei giunta, ti bramavo,
hai dato ristoro alla mia anima
bruciante di desiderio.

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“Sacerdotessa di Lesbo” fu definita molti secoli dopo dalla scrittrice Clotilde Margheri anche Romaine Beatrice Goddard, meglio conosciuta come Romaine Brooks, pittrice anticonformista degli anni Venti che intraprese relazioni controverse, sia etero che omosessuali, con intellettuali di spicco dei primi del Novecento. Scappata di casa a 21 anni per la strenua opposizione della madre al suo sogno di diventare una pittrice, si stabilì a Parigi, dove si circondò di artisti e bohémien, esordendo nella ritrattistica femminile di fine Ottocento nel filone cosiddetto “Rive Gauche“. Dopo essersi sposata con il pianista bisessuale John Ellington, divenne nel 1909 l’amante di Gabriele D’Annunzio, importante fonte d’ispirazione per il suo lavoro. A storia già conclusa lo ritrasse due volte, definendolo “Di aspetto repellente ma dotato di straordinario potere verbale. D’Annunzio non solo le diede il soprannome di “Cinerina” per via della sua tavolozza di colori e del suo abbigliamento dalle sfumature grigie e nere, ineffabili tonalità come la sua anima non sempre serena o pacata, ma scrisse anche di lei in Nocturne come di “una tutta occhi e mento, non più una donna ma una volontà artistica”.

Contemporaneamente alla storia con D’annunzio, la Brooks visse una relazione amorosa con la modella e ballerina Ida Rubinstein, di cui il poeta s’innamorò e alla quale dedicò il ruolo della protagonista nel suo dramma in cinque atti “Le Martyre de Saint Sèbastien“. La Brooks, per tutta risposta, proprio in riferimento al tradimento di lei, la ritrasse nella caricatura grottesca dell’”Arciere mascherato”. Successivamente alla ballerina, fu la volta della pianista italiana Renata Borghetti e della scrittrice Natalie Clifford Baney, poetessa statunitense dichiaratasi apertamente lesbica femminista sostenitrice del paganesimo, del pacifismo e della polimeria.

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Romaine è stata solo una delle grandi donne anticonformiste ed avanguardiste del Novecento, ma la sua figura ci è da monito nel ricordare quanto nei rapporti e nelle inclinazioni a contare non debba essere il genere sessuale, ma la personalità individuale.