Sangue durante un rapporto? Ecco le cause e i rimedi

Hai appena finito di fare l’amore e il letto sembra un fotogramma di CSI? Oppure – più verosimilmente – subito dopo il sesso trovi le mutandine macchiate di sangue? Se non hai fatto period sex allora si tratta di spotting post coitale, ed è molto comune: secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Obstetrics and Gynecology International il 9% delle donne in età fertile sperimenta la perdita di sangue durante rapporto, ma la percentuale sale fino al 63% se si considerano le donne in menopausa. Ma perché esce sangue durante un rapporto? Cosa bisogna fare?

Who you gonna call? Ginecologo!

Le ragioni dello spotting post coitale possono essere le più disparate: si va – banalissimamente – dall’inattesa comparsa delle mestruazioni, alla secchezza vaginale, fino ad arrivare al tumore cervicale o uterino. Aspettate a darvi per spacciate: se vi è capitato di notare sangue dopo rapporto solo sporadicamente e fate controlli ginecologici regolari non avete nulla di cui preoccuparvi. Se invece vi capita più frequentemente o è passato più di un anno dal vostro ultimo check up dal ginecologo, fissate un appuntamento: un controllo dallo specialista vi eviterà inutili paranoie e, soprattutto, l’aggravarsi di eventuali piccoli fastidi risolvibili facilmente, se presi per tempo.

sangue durante rapporto

Sangue durante rapporto: ecco le cause più frequenti

  • Secchezza vaginale

    La principale causa dello spotting post coitale è la scarsa lubrificazione. Se la vagina non è ben lubrificata (eccitazione non alle stelle o preliminari frettolosi, assunzione di pillola anticoncezionale, sbalzi ormonali, sesso un po’ troppo rude…) l’attrito del rapporto può provocare delle microlesioni e quindi dare luogo a sanguinamento. Di solito questo tipo di spotting si accompagna a bruciore e fastidio verso la parte esterna della vagina ed è perciò facilmente riconoscibile. La soluzione? Un po’, anzi tanto, lubrificante!

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  • Vaginite

    Altra, fastidiosissima, causa di perdita di sangue dopo il rapporto è la vaginite, ovvero l’infiammazione della vagina. Fastidiosissima e frequentissima, visto che 9 donne su 10 prima o poi la sperimentano, in qualche forma. Le origini possono essere diverse, ma la più probabile è la candida. I sintomi: perdite vaginali all’aroma di pesce marcio, bruciore e dolore durante il sesso e, in certi casi, proprio lui, il sanguinamento post sesso. La soluzione? Rintracciare le origini della vaginite e curarli.

  • Ectopia

    Tranquille, non ha niente a che fare con gli ectoplasmi. Ectopia è il termine corretto per indicare quella che una volta veniva definita “piaghetta”, ovvero un’estrusione verso l’esterno della mucosa interna del collo dell’utero (di colore rosso vivo). L’ectopia in sé non è un problema, ma il rapporto sessuale può causarne il sanguinamento e l’infiammazione. Il ginecologo saprà decidere come trattarla, se cauterizzandola o medicandola con ovuli.

  • Malattie a trasmissione sessuale

    Alcune malattie a trasmissione sessuale, come la gonorrea o la clamidia, portano con sè tutta una serie di disturbi tra cui può comparire anche il sanguinamento durante o dopo il sesso. Cosa fare? Innanzitutto prevenire utilizzando il preservativo sempre (l’eccezione è valida solo per partner stabili e “certificati”, e può comunque essere revocata se uno dei due ha in corso un’infezione). Lo specialista saprà indicare la terapia più opportuna.

  • Endometriosi

    L’endometriosi è un disturbo che colpisce 1 donna su 10 e che provoca la crescita dell’endometrio (ovvero il tessuto che riveste l’utero) al di fuori dell’utero, causando ciclo irregolare e dolore. Se l’endometrio si trova nella vagina o sulla cervice, può provocare sanguinamento dopo un rapporto sessuale. Se vi è stata diagnosticata l’endometriosi e avete questo tipo di disturbo, parlatene con il ginecologo per capire come intervenire e preferite posizioni sessuali adatte.

  • Polipi

    I polipi sono un’altra frequente causa di sanguinamento dopo il rapporto. A differenza di quanto visto finora, tendono a essere assolutamente asintomatici, e lo spotting post coitale è l’unico campanello d’allarme che segnala la loro presenza. I polipi cervicali sono più diffusi dopo i 50 anni e in donne che hanno avuto più di una gravidanza, mentre i polipi uterini possono comparire già a partire dai 35 anni. Nella maggior parte dei casi si tratta di formazioni benigne e spesso non è necessario rimuoverli, ma è importante individuarli per tenerli sotto controllo ed evitare che si trasformino in qualcos’altro di decisamente più grave.

  • Tumore

    Ultima nel nostro elenco, e fortunatamente ultima come incindenza, è la peggiore delle cause di sanguinamento possibili: il tumore della cervice o il tumore dell’utero. La perdita di sangue dopo il rapporto può infatti essere causata anche da una formazione tumorale. Ecco perché é importante ricorrere al consulto del ginecologo in caso di sanguinamento ricorrente. Ed ecco perché è assolutamete fondamentale non trascurare la prevenzione ed eseguire il Pap Test con regolarità: è l’esame (minimamente invasivo e minimamente fastidioso) che permette di individuare la presenza del Papilloma Virus, precursore del tumore al collo dell’utero.

 

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