Sesso a tre con Emiliano

Una sera, tornando a casa, lo vidi con i suoi amici. Era al bar che beveva. Mi notò non appena entrai nel suo campo visivo. Rallentai il passo abbastanza da aspettarlo, ma non troppo per evitare di far notare ai suoi amici che era cominciato il solito inseguimento.

Erano settimane che ci rincorrevamo. Setacciavo la zona di casa sua eccitata dal desiderio di incontrarlo e anche lui faceva lo stesso. Se di giorno ci si incrociava nei paraggi di casa mia o sua, andavamo sempre a finire a letto per un paio d’ore. Gli incontri di notte, invece, erano quelli più divertenti. La notte ci permetteva di nasconderci tra le calli per farlo all’aperto. Cercavamo di fare meno baccano possibile per non farci scoprire.

La ricerca l’uno dell’altra era continua e ossessiva.

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Lui mi seguì e, prima che mi raggiungesse, girai in una calletta piccola e nascosta. Non appena sentii che aveva imboccato la calle, mi voltai di scatto e gli andai incontro. Cominciai a ricoprirgli la faccia di baci mentre mi frugava sotto la gonna. Era sbronzo e le sue carezze meno precise del solito. Mi sfilò le mutandine, se le mise in tasca e mi spinse verso il muro baciandomi. Nel frattempo si sbottonò i pantaloni. Non appena stava per entrarmi dentro, sentimmo dei passi nella calle. Ci bloccammo, ma non riuscimmo a staccarci l’uno dall’altra. Rimanemmo con le labbra appiccicate.

Vedevo una figura maschile incedere nella calle, sembrava giovane, della nostra età circa. Avrebbe capito, pensai fra me e me. E invece il ragazzo si avvicinò a noi.

«Ecco, dov’è che scappi ogni volta!», disse puntando il dito contro Emiliano. «Sparisci senza dire nulla e non torni per ore.»

Emiliano si abbottonò i jeans e, costruendo una cinta muraria attorno al mio corpo, mi fece scendere e mi sistemò la gonna. Si girò verso il ragazzo.

«Lei è una mia amica, facciamo sesso da un po’», rispose in tono scocciato.

«Finalmente ho capito», gli abbaiò contro in tono aggressivo, «come mai quando torni a casa sei stanco e non ti va di fare niente. È perché c’è lei!»

M’indicò con un gesto di disprezzo continuando a guardarlo negli occhi.

«Scusami, ma devo rubartelo un attimo», continuò lo sconosciuto rivolgendosi a me.

«Fa pure», risposi accendendomi una sigaretta.

Non capivo come mai fosse così arrabbiato; sarei stata contenta se un mio amico mi avesse detto che si scopava una e che facevano delle cose pazzesche. Ci avremmo anche riso su assieme.

«Siamo sempre stati chiari: siamo compagni di stanza, amici, ogni tanto scopiamo», asserì Emiliano avvicinandosi a lui.

«Bene, qui la cosa si fa interessante», pensai.

Venivo a scoprire, dunque, che il ragazzo col quale facevo sesso da settimane, faceva la stessa cosa col suo compagno di stanza. Stranamente la cosa non mi seccava e non mi metteva a disagio.

Il coinquilino tirò Emiliano a se e cominciò a baciarlo mentre lui s’incazzava scansando i suoi baci. La cosa si faceva interessante e, non so se a causa della scopata mancata o di una mia passione per esibizionismo e voyeurismo, mi stavo eccitando. Li osservavo fumando la mia sigaretta.

Il coinquilino sbottonò la patta di Emiliano, ne tirò fuori il pene e cominciò a masturbarlo.

Si, ero eccitata. Sentii un’eccitazione febbrile percorrere tutto il mio corpo.

Emiliano abbassò i pantaloni al suo compagno di stanza, lo mise di spalle e gli entrò dentro facendolo poggiare al davanzale della finestra di un magazzino.

Posai la mano sulla mia gonna in corrispondenza del clitoride e cominciai a sfregarlo piano.

«Fallo, fammi eccitare», sussurrò Emiliano lanciandomi un’occhiata.

Infilai la mano sotto la gonna e comincia a masturbarmi. La cosa che mi eccitava di più era vedere il suo pene umido e lucido che usciva ed entrava; era buio e c’era pochissima luce che si rifletteva sul pene delineandone la forma e creando giochi di bianco brillante su quella superficie liscia: era ipnotico.

«Mettiti l’indice dentro, affonda e poi comincia a muovere la punta del dito avanti e indietro», disse Emiliano guardandomi con insistenza. «Voglio vederti venire mentre vengo».

Seguii le sue istruzioni: la sua era una tecnica precisa e l’aveva sperimentata più volte su di me nei giorni precedenti. Loro due che facevano sesso, Emiliano che mi guardava con desiderio e aspettava solo che venissi, il mio dito che mi stava facendo godere: non ero mai stata tanto eccitata masturbandomi. Eravamo tutti legati da un filo, bastava che venissi io e saremmo venuti tutti.

Questo pensiero mi eccitò a tal punto che cominciai a sentire un piacere intenso accendersi e spegnersi dentro di me finché divenne costante ed esplosi in un orgasmo ansimando davvero forte.

Mentre stavo venendo, Emiliano si lasciò andare al suo piacere che portò con sé anche quello del coinquilino. Pochi secondi dopo Emiliano si scostò da lui e si diresse verso me a passo sostenuto: mi venne addosso e, tenendomi forte con una mano la nuca e stringendomi un seno con l’altra, cominciò a baciarmi affamato mordendomi le labbra e infilandomi la lingua in bocca.

Il coinquilino sopraggiunse alle spalle di Emiliano mentre mi stava ancora addosso e, acceso dalla gelosia, gli disse di venire via, che non avrebbe dovuto continuare a vedermi perché stava trascurando lo studio, la casa, tutto. Emiliano si lasciò trascinare, ma andando via mi disse:

«Non stare ad ascoltarlo, vengo più tardi», mi urlò andando via.

Rimasi interdetta. Non capivo bene cosa ci fosse fra loro e non volevo infilarmi in cose che non mi riguardavano. E poi cosa voleva dire «Vengo più tardi»? Sapeva che non poteva venire da me perché avevo un ragazzo e di certo non avrei mai voluto far sapere ai miei coinquilini, che erano come una famiglia, che scopavo con un altro.

Certe cose non si dicono in famiglia”, pensai. E mi venne anche un po’ da ridere.

Mi fermai lì, poggiata al muro, ancora per un po’. Fumai. Stetti lì ferma a godermi gli ultimi brividi di orgasmo che mi percorrevano il corpo. Ridacchiai un po’ da sola.

 

Blu Virginia

2018-04-23 MySecretCasehttps://skin.mysecretcase.com/frontend/default/vigoshop/images/mysecretcase-shop-online-piacere-donne.svg https://www.mysecretcase.com/blog/wp-content/uploads/2018/04/sesso-a-tre-emiliano-evidenza.jpg