Sesso orale e malattie: come farlo in maniera sicura

Se vi chiedessimo se utilizzate il preservativo per proteggervi durante i rapporti vaginali o anali siamo sicure che rispondereste di sì (o almeno lo speriamo vivamente). Ma se vi chiedessimo se fate altrettanto quando praticate o ricevete sesso orale?
Nel corso di dieci anni, dal 2006 al 20016, la vendita di preservativi è diminuita del 13%, facendo scivolare l’Italia al 12° posto tra i paesi europei per quanto riguarda l’acquisto pro capite di preservativi. Ma mentre la vendita (e di conseguenza l’utilizzo) dei profilattici è precipitata, le malattie a trasmissione sessuale sono aumentate: clamidia, gonorrea e sifilide sono aumentate del 35% tra il 2005 e il 2013 (rispettivamente 385.000, 50.000 e 22.000 casi solo nel 2013 in Europa), mentre l’84% delle nuove diagnosi di HIV è riconducibile a rapporti sessuali non protetti. E, guarda un po’, si tratta di malattie trasmissibili anche attraverso il sesso orale. Proprio come l’HPV, il Papilloma Virus, che secondo le ultime stime della World Health Organization causa il 20% dei casi di cancro orale. Storditi da tutti questi numeri? Scoprite qui sotto perché fare sesso orale può essere rischioso, ma soprattutto perché dovreste risponderci che indossate il preservativo anche quando praticate sesso orale!

sesso orale e malattie

HIV e malattie: quali sono i reali rischi nel sesso orale?

La cattiva notizia è che tutte le malattie a trasmissione sessuale, o malattie sessualmente trasmissibili (ridotte negli acronimi MTS o IST, abbreviazioni più smart per quelle che una volta erano chiamate malattie veneree) possono essere trasmesse anche attraverso il sesso orale. La buona notizia (ve la anticipiamo per non tenervi sulle spine fino al prossimo paragrafo) è che c’è un ottimo margine di prevenzione. La stretta relazione tra sesso orale e malattie sessualmente trasmissibili è data dal fatto che, esattamente come in ogni altro tipo di rapporto sessuale, c’è un contatto di mucosa con mucosa (come cantavano i Marlene Kuntz) e uno scambio di liquidi biologici. Ecco che così, anche attraverso fellatio, cunnilingus e anilingus è possibile trasmettere e contrarre HIV, HPV (Papilloma Virus), Epatite A, Epatite B, Epatite C, Clamidia, Gonorrea, Sifilide, e dulcis (mica tanto) in fundo, l’infezione più contagiosa, ovvero l’Herpes Simplex. Non mortale, certo, ma è un virus che una volta contratto rimane latente nell’organismo del portatore per poi scatenarsi in momenti precisi. La trasmissione sessuale dell’herpes è talmente diffusa che la tradizionale distinzione tra herpes tipo 1 (quello orale) e herpes tipo 2 (quello genitale) è ormai considerata superflua.

Il pericolo è nell’ingoio?

Molte persone che praticano sesso orale senza protezione pensano che per esorcizzare il rischio di trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili sia sufficiente evitare l’ingoio o l’eiaculazione in bocca. Hanno ragione? Ni. Il sesso orale è a tutti gli effetti un tipo di rapporto sessuale (esattamente come il sesso vaginale o il sesso anale), perciò il rischio di trasmettere malattie non dipende solo dallo sperma, ma anche da tutto il resto. Qualche differenza c’è a seconda del tipo di virus dal quale ci si vuole proteggere (se ha senso fare una cernita tra le MTS che si vogliono evitare e quelle che si vogliono contrarre!). Tendenzialmente il rischio che lega sesso orale e malattie è dato dal fatto che tessuti e mucose delicati come quelle della bocca, della lingua, della gola e dei genitali entrano in contatto con altri tessuti, altre mucose e con liquidi biologici come sperma, secrezioni vaginali, saliva e sangue (la possibilità che in bocca ci siano microlacerazioni invisibili all’occhio è piuttosto alta). Quindi il pompino con ingoio non è necessariamente un rischio ulteriore, fatta salva un’enorme eccezione: la trasmissione dell’HIV. Il contatto con secrezioni vaginali, sperma e sangue mestruale aumenta in questo caso il rischio. Non potendo sapere a priori cosa può avere il nostro partner (soprattutto se occasionale), cosa fare? La risposta è nelle prossime righe.

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Come fare sesso orale in modo sicuro

Leggere le righe precedenti vi ha fatto passare ogni voglia di dedicarvi a quello che era il vostro passatempo preferito? Non siate così pessimisti. Fare sesso orale sicuro è possibile, basta seguire con attenzione alcuni accorgimenti (soprattutto se si ha a che fare con il ragazzo conosciuto mezz’ora fa su Tinder, ovviamente). Il preservativo è ovviamente la risposta numero uno, il metodo più efficace per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili anche per via orale. Ma non è il solo. Il preservativo protegge efficacemente da HIV, HPV, epatite e gonorrea, ma sifilide e herpes sfuggono al suo controllo. Oltre a usare il preservativo (o l’oral dam o dental dam, il corrispettivo femminile) fin dai preliminari (chiaro? niente baci e bacetti fino a che il preservativo non è indossato e fino a che il lenzuolino in lattice – o la pellicola per alimenti se ne siete sprovvisti – è steso sulla vulva), è bene prestare particolare attenzione alla presenza di lesioni a livello genitale o a livello orale (anche se un occhio non clinico potrebbe non cogliere microlesioni spesso presenti soprattutto all’interno della bocca) e dedicarsi all’astinenza (o ad altre attività!) nel caso uno dei due partner abbia un herpes genitale o orale. Ultimo suggerimento in ordine di apparizione ma non di importanza: eseguite i test per le MTS, rivolgendovi al centro di riferimento per le malattie a trasmissione sessuale della vostra città. Fatelo soprattutto (ma non solo) se avete avuto rapporti sessuali a rischio. Molte MTS sono asintomatiche, e individuarle e intervenire fino a che non si sono manifestate aumenta la possibilità di sconfiggerle.

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