Sesso per dovere? È Maintenance Sex ed ecco perché ci piace

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Ogni tanto devi fare sesso con tuo marito, anche se sei esausta”. E se a dirlo è una guru del girl power come Amy Poehler, forse forse non è del tutto sbagliato. Il sesso per dovere o, per dirla più elegantemente, il “Maintenance Sex”, è il sesso in assoluto più comune, quello che regolarmente ci tocca se conviviamo con qualcuno da almeno 2-3 anni. Non c’è blog o magazine – noi per prime – che non ripeta come un mantra “ravviva il rapporto, ravviva il rapporto, ravviva il rapporto”, contribuendo in qualche modo a farci credere che se il sesso non è sempre alle stelle, forse c’è qualcosa che non va.

Il bombardamento è tale che se cominciamo a non avere più la voglia di un tempo o lui ci cerca di meno, allora oddio, è finita. E se vi dicessimo che il maintenance sex è il corrispettivo, certamente più intenso, di un lungo abbraccio? Che serve a mantenere un contatto reciproco contro lo stress e la freddezza? Fateci caso: se non vedete il partner per qualche settimana per via di una relazione a distanza o impegni di lavoro, nel momento in cui torna non riuscite subito ad abbracciarlo, toccarlo, baciarlo come prima, servirà un momento, più o meno breve, di ripristino dell’intimità perduta. Questo perché, tra le altre forme di contatto, è venuto a mancare il sesso più intimo, quello consuetudinario e meno passionale che si fa senza troppo impegno o dispendio di energie (posizioni strane, impiego di sex toys, preliminari di un’ora, ad esempio). 

maintenance sex

FARE SESSO UNA VOLTA  A SETTIMANA FA BENE ALLA SALUTE 

Come riporta Psychology Today, è l’ossitocina rilasciata durante l’orgasmo a procurare sentimenti di legame o amore, per cui più fai sesso, più ti senti naturalmente di amare l’altro. E secondo Prevention, le coppie che trascorrono lunghi periodi senza avere rapporti tendono ad essere più ansiose a causa del mancato rilascio di endorfine (gli ormoni del buon umore) e persino più “malaticce” per via di livelli più bassi di immunoglobulina A (IgA), la nostra prima difesa immunitaria (il fantastico esercito di anticorpi bianchi con la v gialla in “Siamo fatti così”, per intenderci). 

C’È CHI DICE NO

Insomma, sarà anche un sesso senza impegno e senza slanci, quello che si fa alle undici di sera senza particolare voglia con i bellissimi di Retequattro in sottofondo, ma il maintenance sex è sacrosanto, fa bene alla salute e all’umore. Ovviamente da solo non basta, ogni tanto va affiancato, seppur con qualche sforzo di inventiva, ad una sorpresa inaspettata, un regalo hot, una chat erotica, qualche foto sexy o weekend fuoriporta, ma se anche l’intesa non è sempre alle stelle non è un dramma. Eppure non tutti gli esperti ne sono entusiasti: c’è chi, come Esther Perel, lo vede come una forma di accondiscenza passiva della donna alle urgenze dell’uomo e chi, come Stephanie Manes, autrice di “Myth of Maintenance Sex”, suggerisce di trasformarlo in qualcosa di più coinvolgente con la partecipazione attiva di lui, solitamente l’elemento meno propositivo della coppia.

Per quanto consolatorio, rassicurante, talvolta persino piatto, per noi il maintenance sex non è che una delle tante forme di compromesso all’interno di una relazione solida e matura, un piccolo sacrificio – e fossero tutti così, i sacrifici! – per dimostrare a noi stesse e all’altro che ci siamo, nonostante le borse sotto gli occhi. Non è forse, anche questa, una straordinaria prova d’amore?