Sesso telefonico: il ritorno degli 166

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144, 166 e 178. Queste le linee erotiche a pagamento, parecchio salate, che spopolavano negli anni Novanta. Oggi, nonostante la facile fruibilità delle “live cam” e dei siti porno gratuiti, il servizio di sesso telefonico è stato rimpiazzato dal fiorire dei 899 a basso costo.

Sebbene l’offerta si sia ridimensionata, l’utilizzo della telefonia erotica è comunque attuale, vivo e nuovamente in crescita. Il servizio si basa sempre sullo stesso principio: chi chiama ha la possibilità di parlare liberamente delle sue fantasie con una persona disponibile (prevalentemente una donna), che farà di tutto per accendere ancora di più il desiderio. Qualche importante modifica nel modello di business ha fatto sì che questo sia una forma intrattenimento ancora appetibile per molti appassionati.

In primo luogo, vista la crisi economica dilagante negli ultimi anni, le tariffe si sono notevolmente ridotte passando da costi che andavano mediamente dai 2 euro più iva fino ad arrivare addirittura a 3 euro + iva per ogni singolo minuto di conversazione, per scendere oggi a 1 euro ivato e in alcuni casi anche a 33 centesimi.

In seconda battuta, i servizi sono visibili e fruibili fondamentalmente via web. La pubblicità dei telefoni erotici non viene praticamente più trasmessa in tv (se non solo in determinati canali e fasce orarie notturne improbabili), non si vede su giornali o cartelloni pubblicitari. Questo tipo di attività, infatti, viene pubblicizzato quasi esclusivamente su internet: le pagine di Google dedicate alla telefonia erotica sono quasi 400.000. In giro per la rete si trovano molti “editoriali” o “landing page” che promuovono e incensano le qualità e la convenienza delle linee hot. Si tratta però di informazioni autoreferenziali, cioè commissionate dagli stessi gestori dei siti erotici.

È inoltre possibile fare sesso al telefono via internet (modello WhatsApp o Messenger), pagando poi con carta di credito e ottenendo un ulteriore abbattimento dei costi. Non dimentichiamo che la diffusione della telefonia mobile, continuamente online, ne facilita il meccanismo in quanto i call center erotici offrono un servizio 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

Perché piace ancora così tanto? Nella maggior parte dei casi chiamare i telefoni hard equivale a eccitarsi, trasgredire, spezzare la monotonia della quotidianità, se non ad allontanare la solitudine: certi habitué, non di rado, si limitano a confidenze di carattere personale, cercando nell’interlocutrice una confidente.

sesso telefonico

Gli avventori del servizio sono prevalentemente single adulti che cercano compagnia e che desiderano esternare liberamente fantasie e impulsi sessuali. Non infrequenti sono poi gli uomini impegnati (ma forse anche insoddisfatti) che esitano a rivolgere alla partner frasi spinte o per timidezza o per timore di essere disapprovati. Potrebbe anche essere vero che i servizi telefonici “hot” aiutino i più riservati a liberarsi delle proprie inibizioni, magari migliorando poi il rapporto con la propria sessualità e con la partner.

Una voce calda e suadente viene perciò di gran lunga preferita alla ripetitività e alla finzione offerta dai video porno gratuiti. Quella che viene ricercata è comunque una forma di interattività discreta, ma apparentemente reale e in grado di emozionare. Avere una persona che non si conosce con la quale potersi esprimere liberamente, assolve una funzione psicologica di “specchio” nel quale proiettare ciò che si piacerebbe provare. I servizi di video chat, oltre ad essere più costosi, espongono troppo il chiamante, che deve mostrare il proprio volto.

E data l’attuale penuria di lavoro, spesso a flirtare o a gemere al telefono non è una professionista del porno, ma la ragazza della porta accanto: studentesse o neolaureate, disoccupate, ragazze in cerca di guadagni facili, madri in difficoltà economiche, casalinghe annoiate e (molto più raramente) donne curiose di sapere fino a dove può spingersi la fantasia di un uomo. Non sempre, però, sono le difficoltà economiche la prima causa dello interesse verso l’industria del sesso. Un’approfondita ricerca della Swansea University nel 2015 ha rivelato che in tutto il Regno Unito sono circa il 5% i giovani che lavorano nel settore erotico. E non solo per pagarsi gli studi. Un call center erotico può, infatti, offrire fino a 1300 euro al mese anche lavorando da casa e a orari flessibili. La maggior parte dei siti ricerca “operatrici esperte” oppure offre servizi di consulenza di marketing per chi volesse aprire un servizio di telefonia a conduzione singola, con un server remoto in un paese dell’Est.

I numeri erotici sono fondamentalmente dedicati a “lui”: in Italia, di fatto, non esistono siti con servizi per donne etero.

La categorizzazione è accuratissima: giovani, milf, mature, curvy, donne dominanti sono variamente disponibili. Ecco i servizi più gettonati. 

SESSO TELEFONICO CON TRANS 

Forse uno tra i più diffusi, permette di parlare con un transessuale dal vivo. Questa è una “perversione” che accomuna molti italiani, vista l’offerta sul mercato della prostituzione, e che pochi sarebbero disposti a rendere pubblica.

SESSO TELEFONICO GAY

Spesso sono i ragazzi omosessuali che hanno necessità di parlare con qualcuno per sfogarsi, per sentirsi meno soli o addirittura, qualora abbia scoperta la loro diversità di recente, per stabilire il loro primo contatto gay per via telefonica.

SESSO TELEFONICO LESBO 

In realtà è usato solo dagli uomini, in quanto le donne non chiamano quasi mai un telefono erotico, e comunque molto raramente a chi chiama viene data possibilità di ascoltare due donne che fanno sesso assieme, eccetto nei servizi registrati.

Se le cifre sono giuste, la telefonia erotica sembra aver superato la crisi tecnologica ed economica che la ha investita dopo il suo “boom” degli anni novanta. Forse è l’antidoto alla noia e alla freddezza derivata dall’espansione e dall’onnipresenza dei siti porno gratuiti su internet.