Sesso tra sacro e profano

Mi trovo con il mio compagno di giochi, accondiscendente alle mie richieste per sbloccare questo mio essere, per farmi sentire libera sessualmente. Desidero dare sfogo al desiderio e ascoltare i pensieri più intimi e terreni, vivere l’universo restituendo voce al corpo e alla carne.

Desidero ardentemente coinvolgere tutti i sensi, con la vista osservo quella donna che cerca disperatamente una possibile attrazione per l’altro sesso senza sentirsi in colpa, con l’udito immagino una voce suadente che vibra nel timpano lasciando che il corpo ascolti la colonna inarcata dal suono delle parole di quel momento, con olfatto colgo l’odore, migliaia di particelle riconosciute in quel millesimo di secondo che inebriano il cervello, la lingua gode di quel retrogusto amaro e dolce, raccoglie il sudore dell’altro corpo ed esulta in tutta la sua eccitazione nell’attesa dell’esplosione … sento il tatto vellutato che scivola sul corpo risvegliando quel formicolio intimo che arriva diretto li. Tutto prende fuoco e attiva l’universo. Questo demone di piacere mi assale, sembra quasi di essere nell’inferno di Dante, in quel limbo oscuro dove le anime si lasciano bruciare.

Immagino il mio compagno che mi inchioda al muro, nella stanza una luce fioca, 25 C° all’interno, i corpi già infervorati dalla passione che sale ad ogni respiro lo incontro con lo sguardo. Apro le braccia a mo’ di croce distese e poggiate sulla parete, pochi abiti lasciano intravedere il seno ampolloso e i capezzoli turgidi mentre stilla una goccia di sudore. Lui segue il mio gioco, mi lascia crocifissa sulla parete guardandomi da lontano mentre suona una musica tribale, i tamburi smuovono un ritmo sinuoso e sfrenato, si avvicina, senza accostare il suo corpo al mio, ma quanto basta per sentire il suo odore e il suo calore. Le sue mani si uniscono alle mie in croce, blocca la mia probabile fuga, dovesse mai risorgere la voce del Santo.

sesso tra sacro e profano

Accosta il suo viso di fianco al mio ascoltando il respiro che inizia ad essere sempre più forte e coinvolto, ora avvicina e accarezza il mio volto con il suo scendendo lungo il collo e poggiando il corpo sul mio che sussulta. Scivola con le labbra lungo il collo sino ai capezzoli turgidi roteando la lingua su essi, sento il suo membro pieno mentre eccitato si strofina con vigore sul mio sesso. Mi schioda dal muro, mi attacco alla sua cintura legandolo con le gambe, le sue mani scivolano lungo le mie cosce stringendo i glutei; mi strappa la camicia e percorre con le dita la mia schiena, le mie mani sono sul suo viso, a tenerlo fermo mentre le labbra e la lingua si uniscono in quel bacio passionale. Libera da ogni freno inibitorio scivolo per terra e slaccio la cintura, apro i bottoni dei jeans ed ecco il suo pene in erezione. Con la mano vado su e giù lasciando salire il suo piacere ed il mio, mi avvicino con le labbra a leccare la punta che accolgo in bocca. Lo sento scendere fino alla gola, lui accarezza i miei capelli e con la mano spinge la testa fino a quando dice “sto per arrivare”, allora decido di alzarmi e sdraiarmi sul pavimento. Eccolo arrivare con la faccia sul mio sesso, la sua lingua si muove come un serpente, i denti mordono le labbra, sale su leccandomi dall’ombelico fino ai seni mentre lascia posto alla mano che allarga le mie gambe e penetra con le dita. Faccio resistenza ma insiste trascinandomi sul pavimento, ancora le sue labbra sui miei capezzoli, gli odori sono forti, il sudore appiccicoso sui corpi, il suo pene ancora pieno mi penetra nuovamente. I sessi si uniscono e si muovono in simbiosi sempre più legati e veloci, le mani alzano le anche e i colpi parlano gemiti di piacere. L’orgasmo arriva fortissimo. Gli dico: non ti alzare ancora, rimani dentro di me finché non scompare quel formicolio.