SEX FOOD: pesce vs pisello

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pesciariello

PESCE Vs PISELLO

Le icone della grammatica del fallo, in uno scontro all’ultimo doppio senso.

Sappiatelo: qui non ci sarà redenzione. Chiunque Vinca, noi perdiamo. Una scelta del genere non si dovrebbe mai fare. È come chiedere ad un bambino se vuole più bene alla mamma o al papà.

Ma bisogna prendere una posizione. Alla fine, ne mangerete solo uno.

Oggi tra i mille modi di dire pene, si sfidano i due pilastri portanti tramandati dai nonni dei nonni, di generazione in generazione.

Il pesce è la versione più cruda (vedi sushi) e spinta degli accostamenti sessuali maschili. Chi dice pesce dice fallo, da millenni. Fin dai popoli più antichi la figura del pesce era associata alla fertilità e spesso trasfigurata tra le gambe dell’uomo come accostamento divinatorio e propizio. Al giorno d’oggi rappresenta la versione volgare del becero doppio senso, molto utilizzato con l’ausilio dei vari dialetti regionali. “Mettersi un pesce in bocca” ad esempio, indica esclusivamente la pratica del sesso orale. Quasi impossibile pensare ad un lauto pasto a base di fauna marina.

Il pisello è il pisello. Quando si pronuncia, nessun essere vivente pensa in primis a quel piccolo e rotondo ortaggio verde tanto apprezzato. Tra i favoriti assoluti della nostra sezione SEX FOOD al pari della banana, è lì allo stesso livello, a giocarsi il tutto per tutto sul trono dell’ambiguità.

Il pisello, anche grammaticalmente equivale ormai in gergo al pene, quasi al punto di sostituirlo completamente.

Difficile anche solo parlare di doppio senso con cotanto emblema fallico dal significato esplicito.

Se dovesse mai restarvi qualche sfumato alone di dubbio, fatevelo passare con la favola di Andersen.

E chiedetevi come mai la sua “Principessa sul pisello” ha avuto tanto successo.